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Dal traditional food al contemporary mood PDF Stampa E-mail
lun 08 febbraio 2010 00:00   MarcoG

Un viaggio nella ristorazione d'oltreoceano per Federico Delrosso, su un concept tutto italiano: l'ultimo ristorante Bice, a San Diego (California).

L'architetto Delrosso aveva già firmato il ristorante Bice inaugurato a Istanbul nel 2008 e, come nel precedente, in quest'ultimo lavoro ha proseguito su una coerente linea di modernizzazione dell'italian way of food.

Al contrario infatti di alcune sedi (Bice è anche a New York, Tokyo, Miami, Chicago, Houston, Montreal, Buenos Aires, Mexico City, Palm Beach, Madrid, Dubai...) l'architetto Delrosso ha progettato spazi privi di riferimenti immediati alla tradizionale iconografia della cucina italiana.

 

delrosso.jpg

 

Volumi e arredi sono stati disegnati per offrire invece un'immersione nell'italian mood più contemporaneo, in atmosfere emotivamente rilassanti. Oltre alla vera Sala Ristorazione, Delrosso ha creato infatti anche l'area relax, per chiacchiere, letture,... e un piacevole cocktail-bar dalla particolare illuminazione. Bice SanDiego è diventato in questo modo un ambiente dove il pubblico, il cibo, i sapori, la sensazione di serena convivialità...e non l'eccesso di segni e immagini, sono i veri protagonisti.

Le belle boiserie in wengè, l'imponente parete/cantina a vista, la “libreria dei vasi” e le porte scorrevoli con immagini di un passato in bianco e nero, sono elementi caratterizzanti e al tempo stesso quinte silenziose di un “palcoscenico” molto speciale, su cui va in scena ogni giorno la cucina del vero stile italiano.



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22 nuovi colori per Dupont Corian PDF Stampa E-mail
ven 05 febbraio 2010 00:00   MarcoG
Tags: design, materiail.

DuPont Corian è in continua evoluzione. Dopo due anni di studi su colori ed estetiche, analisi sui trend, indagini di mercato e approfonditi test di laboratorio, DuPont presenta nell’area Europa, Medio Oriente e Africa, 22 nuovi colori di DuPont Corian, la soluzione preferita da decine di migliaia di architetti, designer e aziende e da milioni di consumatori tra le superfici ad alte prestazioni funzionali ed estetiche.

I 22 nuovi colori soddisfano esigenze diverse in termini di stile e di applicazione, come progetti per ambienti commerciali e residenziali, piani di lavoro per cucina, bagno e mobile e soluzioni illuminotecniche. Tutti i colori sono disponibili nello spessore da 12 mm; il colore Designer White è disponibile anche nello spessore da 6 mm.

Nove nuovi colori (i colori delle collezioni Eco-Terrazzo ed Eco-Concrete) incorporano materiale riciclato e sono i primi risultati di un programma a lungo termine di marketing e produzione indirizzato ad aggiungere caratteristiche di sostenibilità ambientale all’alta ualità sensoriale e alla grande funzionalità che hanno reso noto DuPont Corian.

Tutti i nuovi colori di DuPont Corian sono disponibili in Europa, Medio Oriente e Africa a partire da Gennaio 2010, in sostituzione dei 22 colori esistenti. La palette colori di DuPont Corian sarà ancora composta da 100 opzioni.

DuPont ha inoltre potenziato le sue capacità nella produzione di colori su misura, fornendo così ad architetti, designer e aziende ulteriori possibilità di sfruttare le prestazioni di DuPont Corian: DuPont può produrre colori personalizzati di DuPont Corian con n ordine minimo di 60 lastre.

"Abbiamo ascoltato attentamente tutti i nostri clienti diretti e indiretti, di qualunque segmento di mercato e i nuovi colori e le collezioni di colore che proponiamo, sono il risultato di un approccio al mercato che riflette questa attenzione. Questo è il più mportante rinnovamento della gamma colori dall'introduzione di DuPont Corian in Europa, Medio Oriente e Africa. La nuova palette colori consentirà ad architetti, designer e aziende di soddisfare una vasta gamma di esigenze di mercato in termini di estetica e di ombinazione colore/applicazione." Dichiara Simon Langlois, business development manager di DuPont Building Innovations, per Europa, Medio Oriente e Africa.  "Questo aggiornamento della palette colori offre qualcosa in più, qualcosa di diverso: abbiamo unito innovazione stilistica e sostenibilità, senza compromettere estetica e prestazioni. DuPont Corian è sempre stato un materiale le cui superiori proprietà tecniche - eccezionale durata, pulizia rapida e igiene, facile riparabilità e formabilità - si sono tradotte in vantaggi ambientali: i nuovi colori con materiale riciclato segnano l'inizio di una nuova era per DuPont Corian in termini di sostenibilità ambientale," sottolinea Simon Langlois.

Lo sviluppo di questi 22 nuovi colori è stato coordinato dall'architetto Massimo Fucci, consulente di DuPont Corian per il settore architettura e design in Europa, Medio Oriente e Africa.

 

corian_colori.jpg

 

 



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What's More Alive Than You PDF Stampa E-mail
mer 03 febbraio 2010 00:00   MarcoG

What's More Alive Than You è una nuova realtà italiana che produce calzature, borse e accessori fashion-art coinvolgendo per il design delle proprie collezioni persone in tutto il mondo. Sono chiamati a collaborare giovani studenti delle facoltà universitarie d’arte, design, fashion design e architettura e tutti coloro,  senza alcun limite d’età che, sensibili all’arte, vogliono veder realizzate e ricompensate le proprie idee.

Le collezioni What's More Alive Than You sono uniche, composte da oggetti che esprimono ricerca artistica e stilistica, oggetti che raccontano storie provenienti da tutto il mondo, oggetti realizzati utilizzando materiali innovativi e dalle forme particolari, spressione di uno stile unico per chi vuole distinguersi e sentirsi vivo.

Chi sceglie un artwork What's More Alive Than You acquista la materializzazione di un’idea, di un concetto creativo e viene contagiato  a un oggetto che va oltre le tendenze passeggere della moda.

C’è una sostanziale differenza tra un concorso e gli appelli creativi di What's More Alive Than You: la volontà di mettere tutti sullo tesso piano riconoscendo le idee innovative.
Nessuna classifica con tanto di primo, secondo o terzo, ma il riconoscimento per quei progetti che sono coerenti con il tema proposto  nell’appello creativo, con le strategie aziendali e la tipologia di collezioni.

Tutte le persone i cui progetti vengono selezionati sono ricompensate nello stesso modo, tutti sullo stesso piano, nel rispetto della  filosofia aziendale che vede le persone protagoniste: i designer le cui opere vengono selezionate ricevono una royalty netta del 6% sul  prezzo di vendita al pubblico per ogni pezzo venduto e per tutto il tempo in cui il loro artwork rimane in collezione.

Ogni persona selezionata viene promossa attraverso una campagna di comunicazione internazionale. La sua immagine e il suo profilo accompagnano il prodotto in vendita. IOl designer autore presenta il proprio lavoro artistico e racconta in prima persona la “storia” della propria idea: è il designer il vero protagonista, assieme al suo lavoro. Ogni progetto selezionato dagli appelli creativi viene sviluppato dallo staff di What's More Alive Than You e da collaboratori specializzati, con l’approvazione in ogni fase produttiva da parte dell’autore dell’idea.

Questo fa di What's More Alive Than You non solo calzature, borse e accessori fashion di ispirazione artistica, ma un vero e proprio progetto/incubatore che crede nelle idee innovative e nelle persone per dare una nuova prospettiva alla moda.

Dal primo appello creativo del 18 maggio – 31 luglio 2009, rivolto alle università d’arte, design, fashion design e architettura e a tutti i creativi senza limiti di età, sono stati selezionati gli artwork di 15 persone provenienti da 12 diversi paesi;

  • LIZA FREDRICA ÅSLUND
  • CLAUDIA CIVILLERI
  • TADAKO FUKAMI
  • VICTORIA GEANEY
  • FLORENCE ESTELLE GIRAULT
  • NATALIA ILIADI
  • PREMRUDEE LEEHACHAROENKUL
  • ELIZABETH LOVETT
  • FILIPPO MANTONE
  • EVA P. MARIGLI
  • AKAHITO SHIGEMITSU
  • ORIT SHLAYFMAN
  • IVAN TOMASSON
  • TOMÁS TRENCHARD

 

La selezione degli artwork si è svolta il 5 ottobre scorso presso la Triennale di Milano con la collaborazione di una commissione formata dai partner di What's More Alive Than You e dallo staff dell’azienda.
 



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Eleganza minimal per la collezione di orologi di Whi PDF Stampa E-mail
lun 01 febbraio 2010 00:00   MarcoG

Whi presenta al mercato globale un nuovo prodotto di design ispirato dalla contaminazione di accostamenti insoliti, con un'attenzione al gusto e agli stili di vita personali.

Whi introduce 2 collezioni di orologi analogici con movimentio al quarzo, water resistant e in silicone di altà qualità. Dieci colori divertenti, eleganti, raffinati e ricchi di personalità di cui 8 colori basici e 2 fluorescenti. La  Collezione Basic comprende i colori white milk, black chocolate, red strawberry, pink grapefruit, blue berry, purple grapes, red acquamarine e violet stardust, mentre la Collezione Fluo  comprende white fluo e pink fluo.

 

whifotoistituzionale.jpg

 

Il quadrante analogico dal look minimal, non prevede numeri sul quadrante, ma dà grande spazio alle lancette di ore, minuti e secondi.  Il cinturino è di silicone pregiato, morbido e liscio al tatto, con dettagli in metallo.

Il packaging è di carta (completamente riciclabile) personalizzato in base al colore di ogni orologio, si presenta come un piccolo bricchetto del latte che può essere inoltre riutilizzato in svariati modi, ad esempio come porta penne, porta carte, porta cellulare



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Luca Casini Editions presenta nuova elegante linea di tavolini PDF Stampa E-mail
ven 29 gennaio 2010 00:00 MarcoG

L’eclettica sobrieta’ del designer milanese Luca Casini si materializza in otto nuovi eleganti tavolini, realizzati in DuPont Corian, proposti con il marchio Luca Casini Editions e classificati in tre differenti collezioni (‘Minimal’, ‘Sculpture’ e ‘Gravity’).

La ‘Minimal Collection’ comprende i modelli Sand 25 Finger Traces e M2/M2Thin interamente realizzati in DuPont Corian.

Sand 25 Finger Traces e’ composto da una lastra termoformata di DuPont Corian, caratterizzata da linee intagliate parallele che diventano ondulate, a ricordare i disegni sulla sabbia, da cui prende il nome e l’ispirazione. 

 

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M2 si compone di due lastre termoformate e accoppiate di DuPont Corian (disponibile nei colori Hot, Nocturne e Glacier White).  La versione piu’ piccola, M2Thin, e’ disponibile solo nel colore Glacier White.

 

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La ‘Sculpture Collection’ comprende il tavolino Static Dynamism, tavolo-scultura risultato di un delicato e importante lavoro manuale, interamente realizzato in DuPont Corian Coffee Bean, (serie limitata di cinque pezzi).

 

luca-casini-01.jpg

 

La ‘Gravity Collection’ di Luca Casini Editions comprende cinque tavolini – denominati BT00, BT01, V Table, Cells Genesis e Fulcrum - tutti con top in DuPont Corian, nel colore Glacier White.

BT00 e BT01 book table sono tavolini portariviste: BT00 presenta un modulo che, se combinato a un modulo speculare, si ‘trasforma’ nel BT01.

V Table e’ un tavolino che appare come sospeso nel vuoto ma che e’ totalmente in ‘equilibrio’ grazie alla ‘V’ che lo sostiene.

Cells Genesis e’ ispirato alla riproduzione cellulare, da cui ne assume la forma.  Fulcrum, tavolino-scultura composto da un volume sovrastato dal top in DuPont Corian nei colori Glacier White, Hot o Nocturne, e’ in edizione limitata di dieci pezzi per ogni colore.

 

luca-casini-00.jpg

 

 



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Imagine iT – Call for Papers PDF Stampa E-mail
mer 27 gennaio 2010 00:00 MarcoG

È stata prorogata fino al 20 gennaio 2010 la scadenza per la consegna dei Call for Papers per la conferenza internazionale Imagine iT, dal titolo The Big Thing: Think Big!

Imagine iT è una conferenza di due giorni (si svolgerà il 14 e 15 maggio 2010) organizzata dal Design Center di Bologna n collaborazione con Typevents Italy. L’evento, giunto alla terza edizione in Italia, comprende conferenze, mostre, proiezioni e workshop, e prevede la partecipazione di collaboratori internazionali provenienti da tutto l’universo delle industrie creative: graphic designer, product designer, artisti, studiosi, aziende operanti nel campo del design (packaging, product design) interessate all’innovazione, editori e pubblicitari, insegnanti, ricercatori, studenti e coloro che hanno appena iniziato il loro percorso professionale.

 

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The big thing: think big! ha un significato molto chiaro secondo gli organizzatori: "Basta con le preoccupazioni per la situazione economica. L’effetto che hanno è pesare sul vostro fatturato. Think big: è giunta l’ora di fare un passo avanti con il vostro business, approfittando del fatto che molti competitor in questo momento stanno risparmiando sugli investimenti per il futuro. Quello che dovete dimostrare non è soltanto di essere bravi in quello che sapete fare. Provate ad avere una visione del ‘big thing’. Per troppo tempo ci siamo accontentati di quello che ci è stato dato in termini di lavoro, qualità e servizi.

È il momento giusto per ingranare una marcia in più, ed ottenere maggiori risultati. Questo significa lavorare con impegno ed ingegno, ottimizzare gli investimenti (sia a livello di prodotti che di servizi) attraverso la più corretta declinazione di design, marketing e branding. In questo modo riuscirete a dimostrare ai vostri clienti che state lavorando per soddisfare le loro necessità e richieste, otterrete un notevole ritorno in credibilità e fiducia che automaticamente si trasformerà in guadagno.
Per fare tutto ciò dovete essere più creativi, cercare soluzioni adeguate per le vostre esigenze, trasformando quelli che sembrano essere ostacoli in opportunità. Dovete esplorare idée nuove adeguate alle possibilità attuali, sfruttando le risorse che avete a disposizione per essere innovativi! Innovare con i mezzi appropriati ed utilizzando le più recenti tecnologie, è la strada giusta per superare la crisi. L’innovazione dei propri prodotti e servizi può avvenire applicando tali strumenti e tecnologie ed utilizzando strategie di design/marketing/branding. È necessario investire su collaboratori, fornitori, progettisti e specialisti di marketing che abbiano profili in linea con il vostro business e con i progetti che state sviluppando; dare spazio alla ricerca, come uno degli strumenti principali per capire esattamente cosa sia necessario cambiare, coinvolgendo allo stesso tempo il cliente.

Si, è un investimento in tempo, in denaro, in risorse umane. Ma non è un costo: se fatto nel modo giusto, porterà un ritorno molte volte superiore!"

Chi ha un progetto o una case history incentrati sul tema proposto, attraverso i quali sia stato sviluppato un processo di innovazione dell'azienda, e/o dei prodotti o servizi può inviare a Design Center una bozza di proposta e una nota biografica entro il 20 gennaio 2010. Per informazioni: www.design-center.it



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Specchio Puzzle e Lampada Turbina di Atelier Designtrasparente PDF Stampa E-mail
lun 25 gennaio 2010 00:00 MarcoG
Tags: design, arredamento, .

Specchio Puzzle

Lo specchio “Puzzle”, ideato da Atelier Designtrasparente  (Emiliano Brinci - Francesca Soluzioni) e prodotto dal'azienda  Soluzioni di Francesca, è in plexiglass ed ha,sulla superficie frontale, una texture  realizzata per mezzo di un incisione.

 

puzzle-rid.jpg

 

La particolarità di questo oggetto è che ha la possibilità di essere composto dall’utente in modo personalizzato a seconda della proprià creatività.

Questo perché parte dello specchio, non è soltanto incisa ma, è tagliata seguendo la trama frontale, in questo caso un puzzle, ed indipendente dalla superficie specchiante principale.

 

img_7487.jpg

 

Come si può notare dall’immagine questo rende un normale specchio,un oggetto  ludico e creativo, perché permette  l’interazione tra oggetto e utente che lo puo' posizionare a proprio piacimento per averlo sempre diverso.

 

Lampada Turbina

Perchè 16+2 è un risultato illuminante? Perchè è il risultato che si ottiene sommando i pezzi che compongono la struttura della Turbina, anch'essa disegnata ideato da Atelier Designtrasparente per  Soluzioni di Francesca. Turbina infatti è una lampada composta da 16 lamelle e da 2 cilindri in metacrilato.

La struttura essenziale che la compone è basata sul principio dell'incastro e tenuta insieme da due elastici che comprimono le lamelle ai due cilindri.

Puo' essere utilizzata come lampada da tavolo o da soffitto ed è possibile personalizzarla con la propria creatività, utilizzando le lamelle colorate disponibili in varie tonalità ed opacità.
L'utente la puo' comporre a proprio piacimento per averla sempre diversa o renderla unica.

 

pezzi-turbina3.jpg





 



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The Glass Forest By Hilton McConnico PDF Stampa E-mail
dom 24 gennaio 2010 00:00 MarcoG

formia-luxury-glass.jpgLa nuova collezione Formia Luxury Glass Murano si arricchisce per il 2010 della prestigiosa collaborazione di Hilton McConnico. Pittore, illustratore ma anche scenografo e fotografo, l’eclettico artista francese ha incontrato tutto il fascino e la suggestione del vetro di Murano e l’abilità dei maestri della fornace di Formia Luxury Glass Murano per una linea esclusiva e unica nel suo genere. Proprio come la natura del designer.

Vasi, lampade e complementi d’arredo che raccontano in ogni singolo dettaglio una nuova interpretazione della realtà contemporanea. Lo sguardo romantico, quasi naïf dell’artista veste di magico e fantasioso gli oggetti della quotidianità in un concept che coniuga funzionalità e pensiero creativo, abilità artigianale e componente estetica.

La collezione The Glass Forest” si ispira alla bellezza e al fascino della natura, raccontando attraverso forme, linee e colori dettagli sfumature romantiche e oniriche in una sottile tensione che riporta alla spensieratezza e alla giocosità dell’infanzia. Nelle nuove creazioni di Hilton McConnico per Formia Luxury Glass Murano, infatti, ogni elemento rappresenta un parallelismo tra realtà e fantasia, dove la natura si tinge di toni accesi e visionari per creare atmosfere silvestri e fatate.

La collezione si divide in 10 linee, di cui 5 esclusive in edizione limitata e numerata. Pezzi unici, realizzati a mano con una professionalità che si tramanda da generazioni. Opere d’arte contemporanee che vivono nella quotidianità, con un pizzico di legittimata leggerezza.



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Tutte le epoche vengono al pettine: 25 gennaio - 15 marzo 2010 PDF Stampa E-mail
sab 23 gennaio 2010 00:00 MarcoG
Tags: desing, pettini, eventi.

Dal 25 gennaio al 15 marzo 2010, la Fondazione Plart presenta  Andrea Branzi: tutte le epoche vengono al pettine, un’insolita incursione del noto architetto in un universo poco indagato dal design.

Quello dei pettini è un mondo di piccoli oggetti anonimi tanto diffusi quanto poco frequentati dalle ricerche dei designer. La produzione in grandi serie e il basso costo sono legati all’uso della plastica di tipo più economico, che ha sostituito quasi del tutto i materiali naturali – il corno, l’avorio, la tartaruga, il legno, i primi polimeri semisintetici - che rendevano questi oggetti unici nelle sia pur lievi diversità dei colori e delle lavorazioni artigianali.

 

invito-andrea-branzi.jpg

 

Come testimonia la straordinaria varietà di pettini presenti nella sezione storica di questa mostra con pezzi provenienti dalla collezione di Gabriella Antonini, veri e propri oggetti d’arte realizzati, per la maggior parte, all’inizio del ventesimo secolo. Pettini decorati, istoriati, modellati nelle forme più insolite, veri e propri gioielli da mostrare all’occasione, da poggiare sulla “toletta”, o da appuntare tra i capelli.

Andrea Branzi si è cimentato con questo tema insolito e all’apparenza frivolo, disegnando dodici pettini realizzati in materiale plastico (a cura di Cecilia Cecchini). Rigore progettuale, fantasia e uso di tecnologie avanzate per la produzione hanno dato vita a dodici prototipi difficilmente definibili: un incrocio tra sculture portatili e pezzi di arredo in miniatura. Si fatica a coglierne la dimensione, potrebbero essere i modelli in scala di oggetti molto più grandi.
Sono pettini decorativi, talismani contemporanei affollati di significati ma nel contempo lievi e rarefatti nelle forme e nei colori.

 

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Abetone e Feeldude: un game per la montagna PDF Stampa E-mail
gio 21 gennaio 2010 00:00 MarcoG

Feeldude.com e weloveabetone.it   organizzano un contest on line per la realizzazione della maglietta ufficiale della notte bianca dell’Abetone che si terrà sabato 27 febbraio 2010.

Dal 7 gennaio al 2 febbraio 2010, si disputa sul sito www.feeldude.com un contest di grafica per magliette e T-shirt dal tema LA MONTAGNA. Un preciso brief invita creativi e designers a proporre disegni che sappiano trasmettere in modo efficace e innovativo il concetto di vacanza in montagna, legato a sport, musica, neve e divertimento. La grafica che al termine del game in base ai voti , ai commenti della community, e ai giudizi dello staff di Feeldude e di WeLoveAbetone, sarà considerata come la migliore, sarà stampata sulla T-shirt ufficiale della prima notte bianca dell’Abetone. Per il miglior designer, un week end tutto compreso per 2 persone all'Abetone.

Sabato 27 Febbraio dunque il centro Abetonese farà festa per tutta la notte. Saranno coinvolti negozi, bar, ristoranti e discoteche. Musica, spettacoli ed eventi lungo la strada principale del paese contribuiranno a rendere ancora più piacevole la serata. E proprio in quest’occasione entrerà in scena la grafica vincitrice del concorso: Una maglietta edizione limitate celebrativa della lunga notte.

Il portale www.weloveabetone.it è un punto di riferimento per tutti coloro che amano trascorre le vacanze all’Abetone, la località sciistica più importante del centro Italia, oltre ad essere un marchio che “vive” l’Abetone e i suoi eventi.

Feeldude.com è un sito su cui si disputano contest grafici per magliette e T-Shirt. L’idea innovativa del progetto consiste nel permettere agli utenti di generare i prodotti (users generated products). Il design delle t-shirt viene creato e condiviso dagli utenti stessi attraverso il GAME a TEMA, contest on line di grafica per magliette. La grafica più apprezzata viene stampata su T-Shirt in serie limitata 500 pezzi e venduta sul proprio on line shop. Al designer un compenso di 300 euro.

La partnership tra Feeldude e We Love Abetone, rappresenta un perfetto esempio di comunicazione virale. Tutto si svolge on line, attraverso i due siti web e i rispettivi gruppi sui principali social network.  In questo modo vengono raggiunti e direttamente coinvolti nel progetto migliaia di utenti e di fan, rendendo così possibile trovare un'idea creativa veramente unica e vincente.



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Design Center Bologna alla fiera Marca 2010, PDF Stampa E-mail
mer 20 gennaio 2010 00:00 MarcoG

Un laboratorio per attività di concept design, un’area per incontri e interviste e uno spazio espositivo con in mostra i lavori dei vincitori della cinquantaduesima edizione dell’Oscar dell’Imballaggio. Queste le proposte di Design Center Bologna, anche quest’anno presente alla fiera Marca, la mostra convegno dedicata alla marca commerciale (20 e 21 gennaio 2010 – ore 9.30 – 18.00 - Fiera di Bologna). Il tutto in collaborazione con Istituto Italiano Imballaggio, l’associazione che raccoglie gli interlocutori del mondo del packaging, ideatrice appunto dell’Oscar.

 

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Design Center Bologna si prefigge di sviluppare per gli espositori presenti a Marca, idee, soluzioni e concept innovative ed efficaci, avvalendosi di competenze consolidate e contenuti di elevata qualità.
Sono tre gli aspetti fondamentali individuati da Design Center Bologna e proposti a Marca 2010 nelle tre aree dello stand: area workshop, area meeting e area espositiva. Infatti il nucleo del progetto si basa sulla ricerca di soluzioni e stimoli che possano indirizzare le aziende una volta terminata la fiera, in base alle loro specifiche necessità.

Nell’area workshop si svolgerà attività di concept design: in diretta, gli studenti dei corsi di Design Grafico e Design di Prodotto dell’Accademia di Belle Arti di Bologna svilupperanno soluzioni progettuali per gli espositori e stakeholder presenti in fiera.

L’area meeting sarà dedicata invece all'incontro tra operatori ed espositori interessati ad un confronto più approfondito con il Design Center per analizzare le potenzialità e le innovazioni che il settore può offrire. L’area meeting è destinata anche allo svolgimento di brevi interviste con i responsabili delle marche commerciali e gli stakeholders della fiera. Le interviste, condotte da Marco Sachet (direttore Istituto Italiano Imballaggio) e Carlo Branzaglia (responsabile Design Center Bologna), fanno parte di un progetto di ricerca destinato a monitorare il ruolo del packaging come valore identificativo della marca e dei suoi posizionamenti, anche attraverso ipotesi processuali (comprese le questioni di sostenibilità e accessibilità).

Mentre l’area espositiva ospiterà i lavori dei vincitori della cinquantaduesima edizione dell’Oscar dell’Imballaggio, prestigioso premio conferito annualmente dall’Istituto Italiano Imballaggio. Una serie di pannelli presenterà i prodotti, le loro specifiche tecniche, le motivazioni del premio conseguito. L’Oscar dell’imballaggio nasce come concorso ma, negli anni, subisce continui restyling che lo portano a essere un vero e proprio strumento di comunicazione per le aziende e di promozione delle novità e delle valenze strategiche del settore. Scopo principale della manifestazione è di promuovere e far conoscere soluzioni di packaging e sistemi di imballaggio che risultino innovative o migliorative rispetto a quanto presente sul mercato nazionale e rispetto al mercato di riferimento per il settore di utilizzo, anche se realizzate all’estero per il nostro Paese.



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Jannelli&Volpi presenta la collezione JV901 vip - very important paper PDF Stampa E-mail
mar 19 gennaio 2010 00:00 MarcoG

Jannelli&Volpi presenta JV901 vip - very important paper che entra a far parte dell’offerta del brand J&V Italian Design, affiancandosi alle collezioni JV501, JV701city e JV750, presentate a Maison&Objet a gennaio 2009.

La collezione JV901 vip - very important paper, è pensata per rivestire pareti di ambienti pubblici e privati, grazie a specifici requisiti tecnici e all’introduzione della nuova larghezza dei parati, disponibile fino a cm. 100 e fornita in metri lineari.

Molte le grafiche, finiture e varianti colore proposte, che soddisfano i palati più sofisticati ed esigenti per innovazione e presenza decorativa, adatta a tutti gli ambienti. L’effetto cuoio è, in questa prima proposta, l’assoluto protagonista. L’inedito ed esclusivo rivestimento murale è disponibile nei toni del cuoi classico - marrone, ruggine, testa di moro - in grigio, nero e cream, di nuova interpretazione.

La forte presenza materica, calda e avvolgente, ottenuta grazie alla particolare lavorazione su supporto tessuto non tessuto ad alto spessore e con proprietà fonoassorbenti, è arricchita da decorazioni di grandi damaschi, geometrici a quadri effetto scacchiera, pois tono su tono o unito con effetto spazzolato.

Di nuova interpretazione i rivestimenti murali ottenuti colorando sabbie e microsfere applicate a fondi effetto metallico su base tessuto non tessuto in larghezza cm. 100.  Dal forte effetto decorativo, introducono anche una caratteristica di elevata resistenza al graffio e all’usura, necessari in ambienti contract. Disegni optical a pois, geometrici ad onda di interpretazione contemporanea ma anche disegni ramage, righe e uniti a impreziosire gli ambienti classici. Diverse le nuance nei colori bianco/grigio/nero, tutti effetto matte. Brillanti dall’effetto cangiante e metallico invece nei toni beige, testa di moro, ruggine, perla e bianco.

 

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Minotti Cucine a New York PDF Stampa E-mail
lun 18 gennaio 2010 00:00 MarcoG

Parte dall’Architechts&Designers Building, nel quartiere centralissimo di Manhattan, il sogno americano Minotti Cucine. L’arte del cucinare in Italia si differenzia profondamente passando di provincia in provincia e di regione in regione e nulla un italiano ama con così tanto trasporto se non la domestica tranquillità conviviale che si respira in cucina. Minotti Cucine esporta la cultura del Made in Italy, fatta delle emozioni forti tipiche dell’animo mediterraneo, nella moderna e cosmopolita New York.

 

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L’Architechts&Designers Building, prestigioso edificio situato sulla 58° strada nei pressi di Central Park nel cuore di Manhattan, già sede dei migliori marchi di design internazionale, è stato scelto come location per il nuovo showroom Minotti Cucine, che sarà inaugurato nel primo semestre del prossimo anno. Il moderno ed elegante spazio, dedicato alla visione e alla vendita delle esclusive creazioni di Minotti Cucine appositamente declinate per il mercato d’oltre oceano, è stato realizzato in collaborazione con alcune delle più prestigiose aziende americane di elettrodomestici di alta gamma.

Nel nuovo showroom newyorkese, all’interno dello splendido edificio, le opere d’arte Minotti Cucine, già evergreen dell’interior design, si inseriranno con grande potenzialità nel mercato americano forti dell’alta qualità e delle linee estetiche che vanno, per definizione, oltre il gusto soggettivo, delineandosi come creazioni dalla bellezza essenziale e spirituale.



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Daniela De Marchi a Vicenza Oro PDF Stampa E-mail
dom 17 gennaio 2010 00:00 MarcoG

Eclettica e vulcanica, Daniela De Marchi si avvicina al mondo del gioiello grazie ad una borsa di studio che le permette di frequentare e diplomarsi all’Istituto Europeo del Design. Un carattere originale e determinato quello della designer, che insegue la sua identità artistica e la sua vena creativa con una singolare formazione “sul campo” negli storici laboratori orafi di Milano.
Coinvolti dal suo spontaneo entusiasmo, i maestri artigiani condividono con lei le tecniche frutto del lavoro di una vita offrendole i primi strumenti per dar forma alla sua immaginazione.

Durante “la gavetta” Daniela mette a punto un particolare procedimento alchemico applicato alla fusione a cera persa, il Dropage, presto firma che distingue e rende riconoscibili le sue creazioni in tutto il mondo.  In seguito al grande interesse suscitato dalla sua prima mostra, organizzata in un loft milanese nel 2000, Daniela De Marchi trova “casa” per sé e per la sua creatività in un piccolo ed accogliente atelier nel cuore di Milano, via dei Piatti, la storica via degli orafi milanesi. Una scelta non casuale per una designer che vuole mantenere in vita le antiche tecniche artigianali.

Daniela impegna tutte le sue energie inseguendo il suo sogno, inizialmente non senza difficoltà. Il suo progetto prende forma passo dopo passo, le creazioni si raffinano e l’atelier diviene un punto di riferimento per gli amanti del gioiello alternativo.

Nel 2002 il talento della designer milanese viene notato ed apprezzato da un importate buyer giapponese, H.P. France, che da allora è tra i suoi primi clienti.  Il continuativo rapporto di lavoro con il mercato giapponese ha rappresentato per Daniela un significativo riconoscimento della qualità e della costante innovazione del suo design. Da lì una serie di traguardi raggiunti per la diffusione e distribuzione del marchio. La presenza del brand nelle più importanti fiere nazionali ed internazionali di settore come VicenzaOro, Tranoi e Bijorcha ha portato in breve tempo all’espansione del retail network nel mondo.

Dotata di forte sensibilità, Daniela creativamente prende spunto da tutte le situazioni e le persone che la circondano. Mantenendo costanti i riferimenti stilistici alle forme archetipiche di ambientazione naturalistica, la designer dà vita ad originali gioielli atemporali.

Non copio, non invento nulla, ascolto la forma e plasmo la materia, la bellezza batte dentro ogni cosa. Alberi, cortecce, coralli, scogli, foglie, immagini dell’inconscio senza tempo mi ricordano che esisto. Tutto mi appartiene. Il bello assoluto è l’anima del mondo”.

A dieci anni dall’apertura, il piccolo atelier si è ampliato in dimensioni ed importanza diventando un passaggio obbligato per tutti gli estimatori dello stile e dell’eleganza del vero Made in Italy.

 

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L’anello Anemone, oltre ad essere tra i Best Seller, rappresenta un importante tassello nella storia di Daniela De Marchi in quanto sigla la nascita del “dropage”, brevetto ornamentale oggi marchio di fabbrica del brand nel mondo.

Acqua, terra, aria e fuoco danno vita all'anello Anemone: non un semplice gioiello, ma un simbolo, una “creatura” che racchiude in sè le principali caratteristiche dello stile De Marchi. I riferimenti naturalistici, la profonda attrazione verso il mondo marino, l'accostamento delle pietre preziose ai metalli meno nobili e la personalissima texture dropage sono massimamente espressi in questa creazione.

La forma dell’argento plasmato dal fuoco sembra frutto del ribollire del magma. La materia brucia, si fa scura dando vita ad una creatura marina misteriosa.
Il mistero si illumina presto del fascino generato dalla luce dei diamanti. Incastonati sull’estremità di aculei che rievocano le braccia di una anemone marina, le punte sembrano fluttuare nell’acqua mosse da un vento marino inesauribile, che rende vivo ogni statico movimento.

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Nile Souq: il lavoro dei fratelli Vinaccia in mostra a Macef e Maison & Object PDF Stampa E-mail
sab 16 gennaio 2010 00:00 MarcoG

Con la mostra Nile Souq arrivano in Europa i risultati dell'International Design & Handicraft Workshop curato e coordinato dai designer Giulio e Valerio Vinaccia, lo scorso novembre a Il Cairo (Egitto).

Organizzato dall’istituto IMC (Industrial Modernization Center - Egypt) in partnership con UNIDO (United Nations Industrial Development Organization) il workshop era finalizzato alla ricerca di prodotti nuovi basati su antiche tecniche di produzione artigianali, perché “tradotti” nel linguaggio del design contemporaneo, potessero affrontare le sfide dell'attuale mercato globale. Il workshop ha visto il coinvolgimento di designer egiziani, europei, oltre ad artigiani e piccoli imprenditori locali.

 

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Alla luce delle nostre esperienze in progetti simili” confermano i fratelli Vinaccia “possiamo dire che, ciò che ha facilitato il successo di questo workshop, è stato l'inedito cortocircuito culturale e progettuale che si è realizzato quasi immediatamente, tra il ricco passato dell'artigianato egiziano e il design contemporaneo”.

La positiva sinergia tra tutti gli operatori coinvolti ha portato alla creazione di manufatti che sono certamente ricollegabili a codici estetici tradizionali, ma, sovvertendo alcuni di questi, sono nate nuove ed inedite interpretazioni del prodotto artigianale. Com’è accaduto, ad esempio, per i decori geometrici tipici del Khayameya (patchwork egiziano),  “trasferiti” dal tessuto alla ceramica.

La difficoltà di rinnovamento dei codici tradizionali è connaturato in ogni esperienza artigianale dalle forti connotazioni geografiche. In questo caso però, bisogna considerare anche la relazione esistente tra alcuni decori (o la calligrafia) tipicamente utilizzati nella ceramica e la tradizione culturale dell’Islam.

 

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Giulio e Valerio Vinaccia, designer con vasta esperienza di lavoro in comunità artigianali europee e in  paesi in via di sviluppo (Brasile, Colombia...)

I designer partecipanti al worshop:
Hossam Hassan – Egitto;
Ramzi Makram  - Egitto;
Jaime Fernandez Barrutia -Spagna;
Fabrizio Galli – Italia;
Marco Zito – Italia;
Arian Brajcovich - Croazia.

 



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