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Una scarpa con le "sospensioni attive"
di Marco Galanti pubblicato Ven 21 Maggio, 2004 [15:22 UTC]
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Una calzatura col computer. Un cervellone piccolo piccolo capace di raccogliere le informazioni inviategli da una serie di sensori ed elaborarle sulla scorta di ben 10 mila algoritmi. In arrivo c'è "1", e il jogging non sarà più lo stesso.
Da MyTech
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Dopo tre anni di sviluppo coperti dal più rigoroso riserbo, applicando in concreto il suo ultimo karma pubblicitario, Adidas ha fatto sì che d'ora in poi possedere un bel paio di scarpe intelligenti non sarà più una cosa impossibile.
Dopodiché, spegnendo di colpo la creatività nel naming, ha battezzato le calzature misteriose semplicemente "1" e le ha presentate al mondo. Questo anche perché "il concetto di scarpa intelligente è già grandioso di per sé", ha dichiarato Christian Di Benedetto, uno degli scienziati che hanno seguito in prima persona il progetto.
A partire dal prossimo dicembre, "1" farà la sua comparsa nei negozi e sborsando l'equivalente di mezzo milione di vecchie lire sarà possibile accaparrarsene un paio e conquistare così quel quid che mancava alla passeggiata mattutina nel parco o al jogging del dopo-lavoro. In tutti i casi, il tipo di terreno che il possessore farà loro calcare sarà indifferente: le nuove scarpe saranno in grado infatti di riconoscerlo e adattare dinamicamente la durezza della suola per offrire a chi le sta indossando il massimo in termini di prestazioni, di comodità e anche di sicurezza.
Attenzione però: i vertici Adidas tengono a precisare che "1" non è un gadget, ma un lungo passo in avanti (è proprio il caso di dirlo) nelle tecnologie indossabili, le cosiddette "wearable". A confermare la tesi contribuiscono in effetti i sofisticati congegni all'avanguardia posizionati all'interno delle suole.
Il cuore dell'intero sistema è un minuscolo computer programmato per acquisire da una serie di appositi sensori le informazioni relative alle caratteristiche del fondo e per elaborarle facendo uso di qualcosa come 10 mila algoritmi. Sulla base delle risposte, l'elaboratore passa poi a comandare a un motore la compressione o l'ammorbidimento della suola in modo tale da farle assumere la configurazione ottimale anche in considerazione dello stile e della postura di chi corre o passeggia.
I sensori incaricati di "sondare" il terreno sono molto sofisticati, se si pensa che la loro capacità arriva fino a 20 mila letture al secondo. Per verificare a quale stadio di ammortizzamento la suola si trovi, l'utente (o l'atleta?) può in ogni momento consultare la scala a spie luminose situata in una sorta di minuscolo pannello di controllo posizionato in prossimità del tacco. Per quanto consistente, tutto questo armamentario tecnologico non va a influire sulla leggerezza della scarpa: rappresenta infatti soltanto il 10 per cento - corrispondente all'incirca a 40 grammi - del suo peso complessivo.
Nella confezione, "1" è accompagnata da un Cd-Rom che contiene le istruzioni per farne l'uso più corretto. Nessuna particolare raccomandazione se non quella di ricordarsi di sostituire la batteria che alimenta il sistema ogni centinaio di ore di utilizzo.
Fonte MyTech (www.mytech.it) di Fabio De Lorenzi 12/5/2004
http://www.mytech.it/mytech/digitale/art006010052763.jsp