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Recensione: Emotional design


di Emanuela   pubblicato Ven 01 Aprile, 2005 [07:52 UTC]
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Emotional Design di Donald Norman è un libro che ruota attorno ad un "nuovo" ed affascinante termine da associare al design di un oggetto: l'emozione, che è oggi uno dei concetti chiave per tutto il mondo del design.


Emotional Designsi apre con un esperimento condotto da due ricercatori giapponesi, Masaaki Kurosu e Kaori Kashimura, con cui si mette in evidenza che Bancomat più attraenti inducono le persone ad effettuare più operazioni, a commettere meno errori, e producono anche una maggiore soddisfazione e felicità negli utilizzatori.

La gradevolezza estetica ha quindi un ruolo significativo non solo in termini di maggiore soddisfazione, ma anche di miglioramento delle prestazioni, e questo suo potere si è dimostrato indipendente da variabili culturali. Insomma, oggetti piacevoli svolgono meglio la loro funzione.

Il designer, quando progetta un nuovo prodotto, deve quindi prendere in considerazione molteplici fattori: i materiali, il metodo di realizzazione, il costo, la praticità, la facilità d'uso; ed inoltre, come è stato dimostrato negli ultimi anni attraverso studi e ricerche scientifiche, anche la componente emozionale, fattore determinante per il successo di un prodotto.

L'interesse delle persone verso un prodotto, infatti, spesso nasce non tanto dalla sua efficacia o dalla sua funzione, quanto dall'aspetto e dalle sensazioni che evoca. Nella nostra vita quotidiana ci sono un’infinità di oggetti che abbiamo scelto e apprezziamo non solo per la funzionalità, ma per il design e soprattutto per le sensazioni che ci comunicano. Gli oggetti ci raccontano, sono un pezzo importante della nostra storia, diventano una compagnia anonima della nostra vita e non possiamo farne a meno, come si legge nel libro “siamo tutti designer, manipoliamo l'ambiente perchè possa soddisfare meglio le nostre esigenze. Costruiamo, acquistiamo, sistemiamo e ristrutturiamo: tutto questo è una forma di design. Attraverso questi esercizi di design, trasformiamo le cose e gli spazi, altrimenti anonimi, comuni, della vita quotidiana in luoghi e oggetti personali. Attraverso il nostro design, convertiamo le abitazioni in case, gli spazi in luoghi, le cose in oggetti personali. Le nostre stanze sono adeguate al nostro stile di vita. Gli oggetti che possediamo riflettono la nostra personalità. Siamo tutti designer e dobbiamo esserlo”.

Risulta quindi fondamentale, per chi deve progettare un nuovo prodotto, prestare attenzione al piacere e alle sensazioni che gli oggetti di uso quotidiano procurano in chi li utilizza.

Donald Norman non è nuovo al tema della progettazione. L’autore di Emotional Design, che è stato anche ricercatore e direttore di uno dei più grandi e innovativi dipartimenti di scienze cognitive all'Università di California a San Diego, negli ultimi dieci anni ha pubblicato diversi libri su temi connessi al design. Tra le opere precedenti di Norman possiamo ricordare "La caffettiera del masochista" edito da Giunti, "Le cose che ci fanno intelligenti", Feltrinelli, e "Il computer invisibile", Apogeo.

Prima di Emotional Design però l'autore si era concentrato soprattutto sulla necessità di progettare gli oggetti in funzione dei limiti e delle caratteristiche cognitive dell'uomo. Proprio a causa di questa sua visione “parziale” di design, i suoi precedenti lavori erano stati oggetto di discussione tra i designer, piuttosto scettici rispetto a soluzioni molto attente alla funzionalità, ma esteticamente poco ricercate. Gli veniva sostanzialmente rimproverato un atteggiamento teso a condizionare il lavoro del designer con una serie di vincoli e norme che ne potevano minacciare la creatività.

In quest'ultimo libro, invece, l’autore riconosce che le sue concezioni precedenti, tutte impostate sulla funzionalità e sull'usabilità, erano limitate e limitative, dal momento che ben poco spazio era lasciato al gusto, al desiderio del bello e del piacere, al dolore, all'odio e all'amore, allo svago e al puro ozio.
Emotional Design è stato definito da molti come una sorta di autocritica, un ravvedimento tardivo. In realtà è il risultato di un cammino fatto di esperienza e di ricerca che ha reso l'autore sensibile e consapevole del forte impatto emotivo provocato dal design di un oggetto.

Il libro è consigliato non solo agli esperti di settore (coloro che si occupano di design, progettazione, marketing; psicologia, filosofia) ma anche a tutte quelle persone a cui la parola "emozione" provoca ancora un certo effetto. Si tratta di un libro che affronta argomenti scientifici scritto con un linguaggio semplice e scorrevole, ricco di esempi esplicativi ed umoristici che ne rendono gradevole la lettura e la comprensione.