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Arne Jacobsen e la sedia serie 7


di fra   pubblicato Ven 27 Maggio, 2005 [06:54 UTC]
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Le tracce lasciate dal lavoro di Arne Jacobsen continuano ad esercitare forte influenza. A più di trent’anni dalla sua scomparsa, i suoi oggetti di design sembrano confermarsi icone classiche, eleganti e sempre attualissime, del ventesimo secolo.


Disegnata nel 1955, la sedia serie 7 disegnata da Arne Jacobsen e prodotta da Fritz Hansen rimane uno dei pezzi di design più imitati del ventesimo secolo, un classico assolutamente attuale e presente in moltissimi ambienti.
Eccezionalmente forte e resistente, disponibile in un vastissimo numero di modelli e colori è perfetta nelle case, ma anche nei locali. È una sedia in laminato composta da nove strati di impiallacciato inframmezzati da due strati di tessuto di cotone. Le gambe sono in acciaio lucido o satinato, mentre la seduta è disponibile in una gran quantità di tipi di legno: dall’acero, al noce, dal ciliegio al legno di quercia.

E per un restyling nel 2005 sono state proposte due nuove particolarissime versioni: una, decisamente eccentrica, laccata ed estremamente lucida ed una a misura di bambino, più piccola di 1/4 rispetto all’originale.
Nelle sue tante varianti, con poggioli, altezza regolabile, a gamba unica, la sedia serie 7 mantiene sempre e comunque la pulizia delle forme e delle linee che la caratterizza, coerentemente con lo stile rigorosamente modernista, attento alle proporzioni e privo di fronzoli del designer e architetto danese. Sono forme non studiate e premeditate, ma risultato dell’istinto e poi perfezionate in modo quasi ossessivo. Jacobsen non è infatti considerato un intellettuale, piuttosto la sua filosofia potrebbe essere definita una anti-filosofia, come appare evidente da una sua celebre frase: ’If I have a philosophy, it must be to sit at the drawing board’.

Jacobsen è stato il punto di rottura delle tendenze internazionali in campo architettonico e di design dei suoi tempi e ci dimostra che la chiave del successo e dell’innovazione rimane, ancora una volta, il lavoro.