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Ancora in primo piano: Come cambiano le borse per l'ufficio


di giada   pubblicato Mer 24 Agosto, 2005 [13:40 UTC]
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Prima era “La 24 ore” il vero archetipo della borsa da lavoro: cuoio, interni razionalmente (e genialmente) separati, involucro rigido. Poi, quasi a esorcizzare la serietà e l’importanza evocate da un prodotto ormai simbolico, intervennero le sperimentazioni di nuovi marchi e progettisti che, con le loro ricerche sui materiali e sulle forme, ne rivoluzionarono letteralmente il concetto inaugurando una nuova era.


Sul finire degli Anni Settanta, c’è l’esordio di Mandarina Duck che si caratterizza per le sue vivaci scelte cromatiche, l’impiego di tecnologie derivante dall’industria automobilistica, e l’uso innovativo delle materie plastiche e dei tessuti, trattati come materiali pregiati alla stregua della pelle, ottenuti anche dall’accostamento di tessuti con effetto soft-touch, sottoposti a particolari trattamenti, e resine poliuretaniche che li rendono solidi e impermeabili.



image Coinvolta nelle sperimentazioni sui materiali e attenta alle nuove professioni e stili del lavoro sviluppatisi con la diffusione dell’informatica, anche la Mh Way ha, per mano di Makio Hasuike, fortemente contribuito alla concezione di una diversa identità della borsa da lavoro. Alla base della sua filosofia vi sono la ricerca e lo studio delle esigenze delle persone, per un giusto equilibrio tra aspetti funzionali e sensibilità estetica.
Nella linea Impronta, il tessuto crea il contenitore realizzando forme tridimensionali che non hanno bisogno di cuciture (premio Bio 12 alla Biennale di Lubiana 1988). Per molti dei modelli della gamma, lo speciale tessuto utilizzato è il Nylon Balistico, solitamente impiegato per la realizzazione dei giubbotti antiproiettile



image Un’altra importante azienda operante nel settore è Nava Design, divisione della Nava Milano, specializzata nella produzione e distribuzione di oggetti di design legati al mondo dell’ufficio. La ricerca dei dettagli e la perfezione nella realizzazione dei prodotti si devono alla collaborazione con designer di fama mondiale come Bob Noorda, Massimo Vignelli, Pino Tovaglia, Max Huber, Kuno Prey ed Ettore Sottsass.


Molte sono quindi le sperimentazioni anche per questo oggetto di uso quotidiano. Vi terremo aggiornati sulle future evoluzioni nel settore e su operatori che propongono prodotti che permettono al consumatore di differenziarsi "dalla massa".



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