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ADI Design Index 2004


di Elena   pubblicato Mar 13 Luglio, 2004 [10:34 UTC]
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Il 22 giugno 2004 è stato presentato nel Salone d'onore della Triennale di Milano il nuovo volume ADI DESIGN INDEX 2004. Si tratta di un annuario contenente i migliori prodotti usciti nel mercato l'anno scorso e segnalati da una denominazione di qualità. Tra questi a novembre verrà assegnato il premio Compasso d'Oro ADI, giunto alla sua XX edizione.


Il 22 giugno 2004 è stato presentato nel Salone d'onore della Triennale di Milano il nuovo volume ADI DESIGN INDEX 2004. Si tratta di un annuario contenente i migliori prodotti usciti nel mercato l'anno scorso e segnalati da una denominazione di qualità.

Ad intervenire sono stati: il presidente dell'ADI Carlo Forcolini, il vicepresidente Maurizio Morgantini, il curatore del volume Daniele Baroni e a seguire Rodrigo Rodriquez, vicepresidente vicario della "Fondazione Fiera Milano" Renato Mattioni, rappresentante della Camera di Commercio di Milano ed infine il direttore generale di divisione di "Fiera Milano International" Paolo Taverna.

Con ADI Design Index 2004 si completa la trilogia degli ADI Index che ha avuto origine dopo la XIX edizione del Compasso d'oro avvenuta nel 2001. Nel loro complesso i volumi costituiscono il corpus dei materiali ideativi, progettuali e produttivi che a novembre di quest'anno verranno sottoposti al giudizio di una giuria internazionale per l'assegnazione del premio Compasso d'oro, giunto alla sua XX edizione. La giuria di quest'anno, in onore dei 50 anni del premio, sarà, come specificato da Morgantini, una giuria d'eccezione, costituita da rappresentanti dei più grandi musei d'arte moderna, come quello di Istanbul, Praga, Tokyo, Chicago...

ADI Index è stato definito da Carlo Forcolini, non come un volume in se, ma come una metodologia, un modo attraverso il quale ADI interpreta il suo radicarsi nel territorio. A questo proposito ADI sta creando un network internazionale che si chiamerà Osservatorio Internazionale sul Design, che promuoverà confronti sui diversi modi di fare design, su grandi tematiche e problemi di fondo che oggi le società nel loro complesso devono affrontare. A questo riguardo è stato compiuto già un primo passo, la nascita, meno di un mese fa della prima sede dell' Osservatorio Internazionale a Telaviv.

La costituzione dell' Osservatorio Internazionale va ad integrare il contributo offerto dall'Osservatorio Permanente sul Design avviato dall'ADI nel 1998 e gestito da un comitato di coordinamento e da dieci gruppi di lavoro composti da esperti dei vari settori merceologici. Tra gli scopi dell' Osservatorio c'è quello di rendere visibile il potenziale valore innovativo del design italiano che in ambiti più recenti ha esteso sempre di più i confini delle proprie competenze, non solo imprimendo il carattere di funzionalità ed estetica in nuovi campi, ma anche assumendo un ruolo responsabile verso una consapevolezza sociale, ambientale, etica ed economica.

Il volume stesso contempla alcuni saggi su tematiche di vitale importanza con cui il design spesso si confronta, come il rapporto tra design e finanza, design e prodotto, design e scenari eco-ambientali, design e poli fieristici. Emerge dunque una sempre più diffusa interdisciplinarietà, un ampliamento dei confini del design che sconfina anche nell'ambito scientifico, economico o addirittura in settori del tutto nuovi quali quello del marketing territoriale che si avvale anch'esso dell'apporto del design.

Come i volumi precedenti anche quello di quest'anno è strutturato per grandi parti: "Design per la persona", "Design per la casa", "Design per l'ambiente", ognuna di esse è anticipata da un dibattito interno e da una serie di riflessioni da parte di esperti dei rispettivi settori.

Si comprende dunque come sempre più progettisti e produttori siano orientati ad una maggiore sensibilizzazione verso grandi tematiche che riguardano e coinvolgono l'intera umanità, la progettazione e la produzione, infatti, vengono svolte nel massimo rispetto delle convenzioni internazionali, si cerca inoltre di operare costantemente all'avanguardia anticipando in modo propositivo normative o disposizioni amministrative, prestando particolare attenzione all'ambiente.

Dall'intervento del rappresentante della camera di commercio Renato Mattioni, emerge come quest'anno sia stato per il paese un anno difficile dal punto di vista economico: la quota di export si è ridotta notevolmente, inoltre si è fatta sempre più pressante la realtà della delocalizzazione e, in una situazione in cui si dovrebbe puntare di più sul sapere intellettuale, si è assistito ad un forte calo d'investimento in innovazione e design. Con un'iniziativa come l'ADI Index, invece, si contribuisce a governare una società complessa e in un periodo di transizione, come quella milanese, ponendo l'attenzione sulla qualità e sul design, elemento essenziale per il futuro delle imprese, in quanto investimento intellettuale puro. Il design, dunque, come sottolineato da Daniele Baroni, va sempre più valorizzato, poiché con le sue metodologie progettuali, «va a sopperire all'esaurirsi fisiologico di quella sapienza artigianale che è stata così prolifica in passato nella cultura materiale del nostro paese».

Con gli interventi del direttore generale di divisione di "Fiera Milano International" Paolo Taverna e del vicepresidente vicario di "Fondazione Fiera Milano" Rogrigo Rodriquez il centro della discussione si sposta dall'analisi dell'ADI Index all'analisi del ruolo dei poli fieristici e al loro progressivo cambiamento. La fiera non è più semplicemente un evento commerciale che costituisce il punto d'incontro tra domanda e offerta, ma diventa un mezzo per soddisfare una sempre più sentita esigenza d'informazione, formazione, approfondimento degli aspetti concettuali che sono dietro ad ogni settore industriale. Le fiere, in quanto vetrina di prodotti, stimolano la concorrenza e l'innovazione e rappresentano uno strumento di promozione commerciale verso l'internazionalizzazione e quindi la copertura dei mercati lontani (vedi Life in I style iniziativa di ICE in collaborazione con Federlegno-arredo).

Nel complesso si può identificare la necessità di una sempre più ampia valorizzazione del ruolo del design all'interno del sistema produttivo ed in particolar modo di quello italiano. Attraverso il design il prodotto, l'oggetto finito si trasforma nell'eleganza dello stile italiano che punta sulla buona qualità, molto apprezzata nel mondo.
Il design va dunque esaltato nella sua totalità non solo investendovi direttamente, ma anche promuovendo quegli eventi collaterali, quali esposizioni, fiere, conferenze e concorsi che ne permettano la crescita ed un continuo sviluppo innovativo.

ADI
Triennale di Milano

Le immagini dell'evento...

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