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Recensione: Sinestesie per il design
di sonia pubblicato Ven 03 Settembre, 2004 [15:05 UTC]
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Sinestesia è la capacità di percezione sensoriale simultanea, la capacità cioè di provare più sensazioni contemporaneamente (coinvolgimento contemporaneo di due o più sensi) al contatto, ad esempio, con un oggetto o un ambiente.
Il libro Sinestesie per il Design di Dina Riccò parla proprio di questo fenomeno, a cui noi troppo poco normalmente prestiamo attenzione, ma di cui siamo spesso i diretti protagonisti.
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Sinestesia è la capacità di percezione sensoriale simultanea, la capacità cioè di provare più sensazioni contemporaneamente (coinvolgimento contemporaneo di due o più sensi) al contatto, ad esempio, con un oggetto o un ambiente.
Il libro Sinestesie per il Design di Dina Riccò parla proprio di questo fenomeno, a cui noi troppo poco normalmente prestiamo attenzione, ma di cui siamo spesso i diretti protagonisti.
Il libro, può essere idealmente suddiviso in tre parti:
Nella parte iniziale, fa riferimento ai primi studi storici sulla scoperta del fenomeno. Le prime osservazioni sull’interazione tra i sensi, risalgono già all’epoca prima di Cristo, già allora il cervello viene individuato come la sede a cui convergono tutte le informazioni raccolte dai recettori sensoriali.
A partire da questi studi iniziali, poi, se ne sviluppano innumerevoli altri nel campo della medicina, ma anche della filosofia e della psicologia, sempre riguardanti l’interazione tra i sensi.
L’autrice fa un’analisi abbastanza approfondita sulle relazioni che si instaurano tra i cinque sensi, evidenziando quali sono le tipologie di interazioni che danno origine maggiormente a fenomeni di tipo sinestetico, come ad esempio gusto-olfatto, gusto-tatto e vista-udito. Quest’ultima risulta essere l’interazione più studiata, se non altro perché, come viene molto spesso sottolineato dall’autrice, l’udito, e quindi anche il suono quale stimolo induttore, risulta essere molto spesso coinvolto nelle esperienze sinesteiche, poiché rappresenta un catalizzatore di numerosi fenomeni di questo tipo.
Nella seconda parte del libro si affronta il tema specifico delle sinestesie, dandone una più specifica definizione: “particolare forma di interazione sensoriale in cui stimoli induttori e sensazioni indotte, instaurano tra loro una precisa relazione di causa-effetto”. Ne viene data anche una precisa collocazione storica che fa risalire lo studio di questo preciso fenomeno al 1812, allora chiamato però audizione colorata e non sinestesia, Questo perché fino al 1892, veniva intesa come un fenomeno percettivo sollecitato da una fonte sonora e accompagnato da una sensazione cromatica. Solo in seguito la sinestesia comincia ad essere intesa in tre diverse accezioni:
1 – percezioni sinestetiche: associazioni fra sensazioni indotte e induttrici che rimangono costanti in uno stesso individuo per tutta la vita.
2 – sinestesie linguistiche: - generate spontaneamente dalle proprietà fonetiche della lingua (suoni, vocali, consonanti); - potenzialità espressive della lingua (conversazioni, messaggi media, opere poetiche o letterarie)
3 – rappresentazioni sinestetiche: opera d’arte totale (intreccio di luci, suoni e gestualità), pittura-musica, musica-cinema, musica-architettura.
L’importanza della sinestesia si realizza anche nel rapporto con gli artefatti, con gli ambienti, la cui progettazione non ha più solo a che fare con l’assolvimento di una determinata funzione finale, ma deve fare i conti anche con le evocazioni sensoriali che vengono stimolate nel consumatore.
Nell’ultima parte del libro ciò che viene messo in evidenza dall’autrice è proprio questo rapporto: l’artefatto, l’oggetto, diventa comunicativo, e in ciò il suono è per natura la sensazione con la maggiore carica evocativa sinestetica, il suono diventa quindi elemento fondamentale che fa la differenza tra media e multimedia.
Rispetto alla prima parte del libro, molto dettagliata e basata soprattutto su citazioni di studi medici e psicologici, la seconda e la terza, risultano essere molto più scorrevoli. Qui si mette in evidenza l’importanza della sinestesia, un fenomeno molto spesso sottovalutato nelle relazioni quotidiane tra l’uomo e tutto ciò che lo circonda, ma che soprattutto nel design, rappresenta un elemento a cui è necessario porre particolare attenzione.
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