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Design & management. Gestire l'idea
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| Da: mauro il: Lun 20 Dicembre, 2004 [04:09 UTC] |
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Questo mese vi proponiamo “Design & management. Gestire l'idea” di Gino Finizio. L’interessante volume pubblicato da Skira (2002), si propone di descrivere con intelligenza e semplicità il complesso rapporto che si instaura tra design ed impresa, nel momento in cui si progetta e realizza un prodotto che deve rappresentare un particolare valore per il consumatore.
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Gino Finizio svolge da anni l’attività di design manager ed ha collaborando con designer e architetti di fama internazionale, per conto di diverse aziende, come Alfa Romeo, Apple, Aprilia, Fincantieri, Hitachi. E’ attivo anche in ambito universitario, ha insegnato Design Management presso prestigiose Facoltà di Architettura e Disegno Industriale in Italia e all’estero.
Legittimato quindi dall’esperienza accumulata nei numerosi settori in cui ha operato, l’autore si propone di sensibilizzare il lettore sull’importanza dell’integrazione tra cultura d'impresa e cultura del progetto, al fine di realizzare prodotti che abbiano successo nel mercato.
Il volume si struttura come un percorso, che viene descritto nelle sue varie parti con diverse forme di linguaggio. Infatti, oltre alla parte di testo in cui vengono descritti analiticamente gli argomenti trattati, sono presenti grafici, disegni e scritti a mano, con i quali l’autore offre una rappresentazione personale di alcuni mutamenti di scenario. Le numerose figure presenti, inoltre, permettono una facile e rapida lettura degli avvenimenti e delle variabili che influenzano l'impresa.
Le imprese di oggi, si trovano ad operare in un contesto, in cui il design diviene uno dei principali fattori strategici dell'impresa. Viviamo infatti in un'epoca influenzata dai processi di globalizzazione, con mercati fortemente concorrenziali, in cui la tecnologia non è più privilegio di poche aziende o nazioni e il design rappresenta la differenza che rende riconoscibile il prodotto in qualsiasi luogo e ne favorisce il successo e la diffusione su larga scala.
L’azienda “vincente” descritta dall’autore è quella “design oriented”, che interpreta il design come fattore strategico per l'innovazione del prodotto, del processo e dell'impresa stessa. Accade raramente che le aziende siano in grado di gestire la complessità esistente nella realtà con una adeguata progettutalità. Molto spesso infatti, il design viene concepito soltanto a livello superficiale, esteriore, come pura decorazione, trascurando così la componente innovativa, vera fonte di valore aggiunto. A questo proposito risulta particolarmente azzeccata una citazione di Oscar Wilde, che deve rappresentare il concetto guida per ogni persona che si occupa di design creativo: "Il brutto è sempre stato prodotto da coloro che si sforzano di realizzare qualcosa di bello, mentre il bello è opera di coloro che mirano a realizzare qualcosa di utile".
Particolarmente interessante risulta essere anche la metafora geometrica che Finizio propone: il quadrato viene considerato come espressione sintetica dell'aspetto pragmatico di impresa che, attraverso la quadratura dei conti, si prefigge di raggiungere i risultati economici previsti. Il cerchio rappresenta il costante rinnovamento dell'impresa e dei suoi prodotti che avviene attraverso l'applicazione globale del concetto di design. La quadratura del cerchio simboleggia l'integrazione culturale tra impresa e progetto.
In questo processo di sviluppo, il design deve essere concepito come forza trainante, idea guida il cui linguaggio "penetra, contamina, dilaga in ogni settore lasciando il suo indelebile marchio".
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