“Non amo i mobili attualmente sul mercato perché si somigliano un po’ tutti; il mio credo è piuttosto cercare di percorrere le tendenze del design puntando su forme e materiali innovativi”. Questa in sintesi la visione con la quale Filippo Dell’Orto, trentaseienne interior designer milanese, rappresenta la sua azienda, che da poco tempo produce alcune collezioni di tavoli, sedute e lampade sfruttando prevalentemente le tecnologie mutuate dall’industria automobilistica, ma anche da quella tessile.
Lanciata al Salone del Mobile di Milano, l’ultima collezione è ad esempio una colorata selezione di complementi d’arredo che combinano il gusto retrò, le forme degli anni ’60 con la pulizia dell’hi-tech.
La poltrona 'Low Res', una seduta dalle forme geometriche disponibile in feltro o cuoio, ha le potenzialità per diventare un classico, mentre la seduta 'Eero' richiama per le forme un arredamento da science fiction alla Stanley Kubrick - 2001: Odissea nello spazio, del quale Dell'Orto ammette di essere fan.
All’ultimo Salone del Mobile di Milano SpHaus
? ha attratto l’attenzione del pubblico e degli addetti ai lavori anche grazie ai suoi tavolini rivestiti dalle vernici impiegate per verniciare la carrozzeria delle auto, con le sue sedute ricoperte di jersey bielastico o in feltro; mentre sono allo studio poltrone in poliuretano derivante dalle plastiche dei cruscotti delle auto.
L’esperienza di Dell’Orto viene dal passato di interior designer. Nel 1999 apre uno studio di architettura e design per la progettazione di complementi prodotti in serie limitata; mentre la scelta di creare SpHaus
? avviene nel 2002, per specializzarsi in complementi e illuminazione per la casa e il contract.
L'azienda vuole proporre un prodotto di alto livello dal punto di vista dei contenuti progettuali attraverso la ricerca di un design innovativo, di nuove tecnologie produttive, di nuovi materiali o di applicazioni inedite per materiali tradizionali. A questa ricerca nella fase di progettazione si affianca poi anche una particolare attenzione per quanto riguarda la fase di realizzazione dei prodotti: scelta dei materiali, cura nelle finiture, lucidature eseguite a mano.
Le collezioni vengono in parte disegnate dallo stesso Dell’Orto, o da altri nomi quali Roberta Savelli e il duo anglo-italiano King Rosselli. Proprio per la creatività e l’originalità delle proposte, la rivista di design inglese Wallpaper ha dedicato una pagina del numero di dicembre all’azienda. In futuro Dell’Orto progetta di lasciare il design ad altri, anche a giovani che possono così raggiungere la notorietà attraverso e con progetti SpHaus
? e a chi può seguirlo nella sua lotta contro la standardizzazione di massa del design.
In un mondo che sta diventando saturo di icone del design del passato, SpHaus
? sta coraggiosamente cercando di andare controcorrente. L’obiettivo di SpHaus
? è “creare oggetti dal design immediatamente riconoscibile”, quasi recassero un logo invisibile.