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Recensione:"I territori del design"

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Da: fra  il: Ven 04 Marzo, 2005 [06:48 UTC]  

I Territori del Design, di S.Maffei e G.Simonelli, è un libro che presenta gli esiti e le conclusioni della ricerca sul Sistema Design Italia, promossa nel 1998 dal Ministero dell'Università e della Ricerca Scientifica e protrattasi per due anni, al fine di chiarire il ruolo del design nell'innovazione del prodotto, nonché di indagare la relazione tra design e territorio. Qual è il segreto del successo, riconosciuto su scala globale, del design italiano? La ricerca in questione è il primo tentativo di analizzare, studiare, in modo rigoroso, il sistema design italiano, alla ricerca di dinamiche e determinanti.


L'Italia è nota nel mondo come una fucina di creativi e di creatività, come un Paese in cui la bellezza e le arti sono diffuse in ogni ambito della vita, in cui il buon gusto interessa i campi più svariati, dall'architettura alla gastronomia, dalle arti alla produzione industriale e quindi al design. Il Made in Italy è un marchio sinonimo di bellezza, qualità, raffinatezza, capace di rappresentare l’Italia in tutto il mondo. Una risorsa locale per competere sul mercato globale. Al di là degli stereotipi, bisogna riconoscere che il design italiano è realmente un punto di forza non indifferente per le aziende e che il suo valore è apprezzato dai consumatori in tutto il mondo. Al di là degli stereotipi, dunque, perchè questa situazione è sempre stata considerata come un dato di fatto e nessuno si era mai preoccupato di formalizzare determinanti, dinamiche e caratteristiche del sistema design, nonostante il ruolo assunto da questa risorsa sul mercato divenisse e continui a divenire sempre più importante. Addirittura si discute ancora su una possibile, condivisa, definizione di design. Per questo il Ministero dell'Università e della Ricerca Scientifica ha voluto l’indagine presentata in questo volume, che cerca di gettare le basi per uno studio sistematico e preciso. Il libro è decisamente interessante per diversi motivi.
Innanzitutto, la ricerca parte da un'analisi empirica, sul campo, di reali casi di studio, dall'analisi della storia del successo di aziende esistenti, prendendo in considerazione tipologie di prodotto disparate, dai beni per la casa alla comunicazione, dai componenti per l'edilizia ai servizi. Questo ha permesso di rendersi conto, nel corso del lavoro, che il successo è nella maggior parte dei casi legato non solo al singolo prodotto, ma, in modo più ampio, al sistema-prodotto, nel senso che coinvolge anche la comunicazione e il servizio di un'azienda, vale a dire tutta la sua offerta. L'analisi si focalizza quindi sul processo di innovazione in senso allargato e permette di cogliere la dimensione diffusa del design, l'ampliamento del suo raggio di azione.

I dati raccolti sul campo hanno preso forma in una sorta di mappa del sistema delle risorse del disegno industriale: i capitoli centrali ne analizzano la situazione con riferimento alle diverse zone d'Italia, facendo emergere specificità e importanza di questa risorsa anche in aree diverse dai tradizionali poli associati al design, come le regioni del Sud. L'analisi è legata ai diversi ambiti territoriali non solo per necessità di chiarezza espositiva, ma perchè si è rilevata una forte importanza del territorio come determinante delle dinamiche legate al design. Si dimostra infatti fondamentale lo scambio di conoscenze non solo formalizzate, codificate (diffuse attraverso le scuole ad esempio), ma soprattutto di conoscenze tacite, il cui scambio deve essere veicolato dalla realtà locale, dalla vicinanza fisica.
La ricchezza delle relazioni e le risorse contestuali permettono di creare delle competenze distintive, delle specializzazioni, che si rivelano reali fonti di vantaggio competitivo. E' quello che succede, su scala più ampia, nei distretti industriali italiani, il modello produttivo che sembra riesca meglio degli altri a reagire alle sfide della competizione globale, proprio perchè poggia su risorse fortemente radicate nel territorio, che si formano e si evolvono attraverso lo scambio continuo di conoscenze che da tacite diventano esplicite. Questo processo, definito da Nonaka e Takeuchi (1997) come il ciclo di produzione della conoscenza, investe anche il design, ne costituisce una dinamica importante. L'apprendimento è quindi fortemente determinato dal territorio attraverso un meccanismo di learning by interacting, per cui gli attori sociali, e non più unicamente quelli industriali, contribuiscono alla formazione delle competenze. Questo significa che la generazione del sapere è distribuita e che anche il consumatore ha ora un ruolo importante nella generazione di quella conoscenza che porterà al prodotto finito, o, meglio al sistema-prodotto che poi il acquisterà.

I Territori del Design ci sembra dunque un utile strumento di approfondimento e di confronto per chi vuole comprendere a fondo il ruolo del design nel sistema industriale italiano e i motivi del suo successo sul mercato.

Il libro, edito da Il Sole 24 Ore, può essere acquistato nel sito www.shopping24.ilsole24ore.com

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