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Sintesi presentazione progetto E-KM DICAMO
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| Da: fra il: Mer 23 Giugno, 2004 [14:55 UTC] |
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Il progetto e-KM DICAMO è stato pubblicamente presentato in occasione di un convegno, dal titolo Design a Treviso: innovazione nell'industriatenutosi presso la Camera di Commercio di Treviso in data 10 giugno 2004. L'incontro, rivolto in particolare alle figure professionali coinvolte nel processo di design e dello sviluppo nuovo prodotto, ha evidenziato finalità e motivazioni dell'iniziativa.
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Il progetto e-KM DICAMO è stato pubblicamente presentato in occasione di un convegno, dal titolo Design a Treviso: innovazione nell'industria, tenutosi presso la Camera di Commercio di Treviso in data 10 giugno 2004. L'incontro, rivolto in particolare alle figure professionali coinvolte nel processo di design e dello sviluppo nuovo prodotto, ha evidenziato finalità e motivazioni dell'iniziativa.
Come illustrato da Roberto Santolamazza in apertura, il progetto, finanziato dalla Camera di Commercio di Treviso, è coordinato e gestito da Treviso Tecnologia in collaborazione con il claDIS (Corso di Laurea in Disegno Industriale, facente capo allo IUAV) e si propone di valorizzare elementi chiave quali design e innovazione di prodotto, rivolgendosi a figure professionali come designer, modellisti e creativi. Gli obiettivi sono da un lato la creazione di una comunità professionale di designer, dall'altro la legittimazione e valorizzazione della categoria a livello non solo scientifico, ma anche di impresa e di mondo politico.
L'idea di dare avvio ad un simile progetto parte dalla presa di coscienza della generale crisi del distretto con particolare riferimento al sistema locale del montebellunese legato allo sportsystem, così come sottolineato dall'intervento di Paolo Favaretto. La delocalizzazione produttiva spinge le imprese e le istituzioni ad interrogarsi sul destino del sistema industriale e a ricercare soluzioni evolutive che mantengano, e possibilmente incrementino, la competitività delle imprese. La dispersione di conoscenza, che le aziende stesse incentivano attraverso lo spostamento delle attività produttive in paesi esteri in via di sviluppo, rende necessario puntare sulle fasi a più alto valore aggiunto, legate ad innovazione non solo tecnologica, ma anche estetica, da sempre associata all'immagine del Made in Italy. I modelli di consumo, infatti, sono sempre più determinati da componenti emozionali, non solo funzionali, e il design può essere lo strumento per conferire una dignità ed un valore estetico superiore al prodotto di consumo, rendendolo competitivo sul mercato indipendentemente dal fattore prezzo.
L'intervento di Carlo Gaino ha voluto mettere in evidenza proprio questa potenzialità del disegno industriale, riferendosi in particolare al mondo dell'automobile, settore fortemente investito dalla componente emozionale. Non solo, attraverso svariati esempi, ha evidenziato come il design possa soddisfare esigenze di differenziazione, ma anche risolvere problemi legati alla riduzione dei costi (attraverso un sapiente uso dei materiali ed una razionalizzazione del prodotto).
Riconosciuto dunque il ruolo chiave che il design può ricoprire nell'evoluzione della competitività delle imprese italiane, si tratta di conferire, a chi di design si occupa, identità e legittimazione di fronte al mondo industriale e politico, in modo da poter ottenere maggiore visibilità. La realizzazione del sito Internet prevista dal progetto ha come obiettivo proprio la creazione di uno spazio virtuale di confronto e dialogo tra creativi e designer che porti alla formazione di un'identità di categoria e di un riconoscimento reciproco.
Paolo Favaretto ha comunque sottolineato la necessità di rivolgersi alle istituzioni con richieste precise, evidenziando come il contributo del designer non si debba limitare ad una attività di styling, ad una semplice vestizione dell'oggetto, ma debba essere integrato nella progettazione del prodotto nel suo complesso, in modo da poter apportare reale innovazione e valore aggiunto.
La ricerca di legittimazione di fronte al mondo politico ed industriale parte da una legittimazione prima di tutto scientifica della figura del designer. Per questo risulta fondamentale la collaborazione con il claDIS di Treviso, rappresentato al convegno da Medardo Chiapponi. Quest'ultimo ha posto in evidenza l'importanza dell'esistenza sul territorio, da una decina d'anni, del corso di laurea dedicato specificamente al disegno industriale. Il corso universitario, infatti, non solo forma giovani con professionalità e competenze specifiche, ma si propone anche di collaborare con le aziende attraverso l'attività di ricerca. L'obiettivo è quello di riuscire ad avvicinare impresa, territorio e formazione universitaria.
E' a questo fine che a conclusione del convegno Renzo Balbinot ha presentato il concorso Between, invitando i giovani designer a proporre nuove idee da mettere tra il piede e il terreno , idee che non investano unicamente la forma di un prodotto già esistente, ma che inventino qualcosa di nuovo, non limitandosi ad intervenire sull'estetica dell'oggetto, ma pensandolo a partire dalla sua funzione.
Nel dare rilevanza alla figura del designer è importante inoltre supportarne il lavoro attraverso strumenti vari. Il progetto e-KM DICAMO si svolge per questo in collaborazione con _Matech PST Galileo__, banca dati di materiali rappresentata al convegno da Alessio Cucco. La conoscenza dei materiali è fondamentale per il lavoro del disegnatore industriale e Matech permette l'accesso al suo data base attraverso una innovativa modalità di ricerca basata sulla funzionalità, la caratteristica che realmente conta nel lavoro di progettazione e che stimola il trasferimento tecnologico da un settore all'altro.
Nel complesso sembra emergere la necessità non solo di puntare sul design come fattore fondamentale di vantaggio competitivo, ma anche di evolvere ed arricchire quella che finora è stata, per lo meno nel contesto produttivo del Nord-Est, una funzione aziendale priva di precise definizioni e confinata, spesso, ad una fase di styling successiva alla effettiva progettazione del prodotto nel suo complesso. Integrando il disegno industriale con tutta la fase di progettazione si offre la possibilità al designer di conferire realmente valore aggiunto e innovazione al prodotto, coniugando al meglio funzionalità e valore estetico.
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