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Stonefly "fa le scarpe" ai cinesi
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| Da: giada il: Ven 03 Giugno, 2005 [06:13 UTC] |
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Stonefly prevede un piano di investimenti per aprire nel prossimo biennio in Cina 50 negozi monomarca e 70 in franchising .
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Anziché farsi fare le scarpe dai cinesi, Stonefly pensa di vendergliele!
Nel progetto retail dell'azienda calzaturiera di Montebelluna non rientra solo la creazione di un network di negozi monomarca in tutta Europa, ma anche una partnership distributiva nel Celeste Impero.
"La Cina è un mercato enorme, siamo persuasi che di là passerà buona parte del nostro avvenire", dice Loredana Polo, da due anni direttore generale di Stonefly.
Un mese fa è stata siglata una jointventure paritetica con Scienward International Holdings, attore di primo piano nella produzione e distribuzione di abbigliamento nel Far East. Il progetto prevede l'apertura di 50 punti vendita monomarca Stonefly nel prossimo biennio, che saliranno a 120 conteggiando i negozi in franchising. Il marchio italiano sarà presente nelle maggiori città guida del Paese, come Pechino, Shenzhen, Chengdu, Guangzhou.
"La Cina non va intesa solo come fonte manifatturiera” commenta Polo “ma come un mercato di straordinario interesse, da presidiare in maniera capillare con l'assistenza di un partner locale che ne conosca gusti e abitudini".
L’azienda di Montebelluna, che nel ’97 fatturava 24 milioni, oggi è a 96 milioni e arriverà a 120 nel 2007 secondo i piani. Non è in discussione il modello produttivo: da sempre infatti Stonefly ha scelto di fabbricare le scarpe fuori dall'Italia, controllando però l'intera filiera. Ha uno stabilimento in Bulgaria con 300 dipendenti e altre 2 mila persone lavorano in outsourcing fra Nord Africa e Far East; a Montebelluna i dipendenti sono invece 132.
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