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Inchiesta: design grafico, tecnologie a confronto

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Da: fra  il: Gio 02 Giugno, 2005 [06:11 UTC]  

Con l’inchiesta di questo mese cerchiamo di approfondire il tema del design grafico e di fare chiarezza su due tecnologie al suo servizio, la serigrafia e il laser, indagando similitudini e differenze, applicazioni e specifiche tecniche.


Il design grafico ha, chiaramente, delle sue specificità non banali e si appoggia a tecnologie complesse, spesso non conosciute in profondità e per questo scarsamente sfruttate.

Scegliere di realizzare il proprio progetto avvalendosi di una soluzione piuttosto che di un’altra non è sicuramente una scelta banale o di scarsa importanza, ma può essere decisiva per la resa davvero buona di un’idea e la valorizzazione di un prodotto. Le tecnologie infatti si differenziano per diversi aspetti: dai tempi e costi di produzione ai risultati che permettono di ottenere, in certi casi simili, ma solo ad uno sguardo superficiale.
Cerchiamo allora di mettere a confronto la collaudatissima serigrafia con la più giovane tecnologia laser, dal momento che molti sono i punti in comune, ma moltissime anche le differenze.




> IL VALORE DEL DESIGN GRAFICO


> LA SERIGRAFIA: COME FUNZIONA?


> IL LASER: COME FUNZIONA?


> LE APPLICAZIONI


> LA PRODUZIONE


> CONCLUSIONI





IL VALORE DEL DESIGN GRAFICO


Design può voler dire molte cose. Nella sua forma più complessa è progettazione del prodotto nella sua totalità, con l’intento di coniugare forma e funzione; più semplicemente può essere una ”aggiunta di bellezza” ad un bene di consumo, un modellamento della sua forma, dell’aspetto della superficie, una cura delle decorazioni che lo impreziosiscono. Un prodotto esteticamente bello non ha solo giutificazioni “edonistiche”, legate al piacere dell’esperienza del bello, ma trova un’importante giustificazione anche dal punto di vista economico, dal momento che è scelto più volentieri dal consumatore, disposto tra l’altro a pagarlo a volte anche molto di più di un altro equivalente dal punto di vista funzionale, ma meno accattivante nell’aspetto.

Questo perchè il consumo - a tutti i livelli, anche quello quotidiano dei beni più semplici - assume oggi un significato sociale importantissimo. L’atto stesso del consumo è denso di messaggi. Chi decide di acquistare un oggetto al posto di un altro comunica le sue preferenze, i tratti della sua personalità, il suo stile di vita, la sua posizione economica. Ad avere questo enorme potere sono oggi non solo gli oggetti più importanti, come l’automobile o l’abbigliamento, ma anche quelli più quotidiani e di scarso valore, dalle posate con cui si apparecchia la tavola all’astuccio per gli occhiali, al telefono cellulare. Il design – inteso come puro abbellimento dell’oggetto - diventa allora pervasivo di ogni tipologia di prodotto: scegliere di possedere un oggetto particolare significa scegliere di comunicare un messaggio su di sè, uscire dall’anonimato, dalla banalità, distinguersi tra gli altri in modo evidente a tutti.

Nel passaggio segnato dalla rivoluzione industriale da un ordinamento sociale basato sulle caste nobiliari alla fase del capitalismo, l’elemento di distinzione sociale non è più la discendenza familiare, i legami di sangue, ma il denaro, non tanto nel suo possesso – poco evidente- quanto nel suo uso, vale a dire nel consumo. Il design punta su questo straordinario potere comunicativo degli oggetti, permette la personalizzazione di un prodotto in realtà standard sotto tutti i punti di vista, anche quello grafico.

Non solo. L’importanza del consumo nella società contemporanea è data anche dalla componente ludica che lo contraddistingue. Il consumo è divertimento, è sogno, è immaginazione, è evasione dalla quotidianità. E' questo secondo Simmel il motivo per cui le persone si soffermano a guardare vetrine con prodotti che non potranno mai acquistare. Ancora una volta il design può valorizzare questo ruolo legato agli oggetti di consumo. Ed in particolare il design grafico.

Passiamo ora ad analizzare come, in particolare spprofondendo due tecniche attualmente impiegate: la serigrafia e la tecnologia laser.


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LA SERIGRAFIA: COME FUNZIONA?


La serigrafia e' una tecnologia basata sull'impermeabilizzazione di alcune aree di tessuto (poliestere o nylon) teso su un riquadro di metallo o legno, ottenuta tramite l'utilizzo di prodotti fotosensibili conosciuti anche con il nome di emulsioni o "gelatine". Uno speciale inchiostro serigrafico viene steso sullo schermo di tessuto (detto telaio) con l’ausilio di una spatola in gomma (chiamata racla). In questo modo l’inchiostro passa solo attraverso le aree di tessuto aperte, tingendo la superficie sottostante ed effettuando così la stampa. La racla in gomma, "premendo" sulla parte inchiostrata libera dalla fotoemulsione del tessuto, fa passare una quantità precisa di inchiostro, determinato dal tipo di tessuto utilizzato. Infatti, maggiore sarà la "filatura" del tessuto (vale a dire il numero di fili per centimetro), minore sarà la quantità di inchiostro che riuscirà a passare e quindi piu' sottile sarà il suo deposito sul supporto.
Più precisamente, la stampa serigrafica si svolge in due fasi:

  1. L'inchiostrazione del telaio viene effettuata passandovi sopra leggermente la racla in gomma, utilizzando un modesto quantitativo di inchiostro. Durante questo movimento l'inchiostro ha la possibilità di riempire le maglie rimaste aperte senza però colare attraverso il tessuto grazie alla sua viscosità. Una volta effettuata l’inchiostrazione, il telaio viene immediatamente adagiato sulla superficie da decorare, non a contatto, ma a 2-3 mm di distanza.
  2. A questo punto si può passare alla stampa serigrafica vera e propria, che avviene passando ancora una volta la racla sul telaio inchiostrato, con una pressione solo leggermente piu' sostenuta. La decorazione della superficie è così realizzata.


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IL LASER: COME FUNZIONA?


La marcatura laser è un processo che altera in modo permanente la superficie di un materiale tramite il rilascio di energia, trasportata mediante un raggio di luce ad alta intensità. Il laser lascia un solco che può essere più o meno profondo a seconda della potenza impiegata. La traccia viene impressa per bruciatura della superficie.




Due sono le tipologie di laser maggiormente diffuse :
  • Laser ND: YAG è un laser allo stato solido che agisce mediante l’azione degli ioni ND3+ su un cristallo di granato di alluminio ed ittirio (Yttrium Alluminium Garnet). Il Pompaggio è di tipo ottico. Viene impiegato in special modo per le lavorazioni su metalli.
  • Laser CO2: è un laser a gas il cui materiale attivo è costituito da molecole di CO2 a bassa pressione. Il pompaggio è di tipo elettrico. Questo tipo di laser è adatto a materiali di tipo organico come legno carta pelle tessuti e pietra.


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LE APPLICAZIONI


Entrambe le tecnologie che stiamo considerando si caratterizzano per la loro estrema versatilità e applicabilità ad una vastissima tipologia di materiali. Questa caratteristica distingue in particolar modo la serigrafia da altre tradizionali tecniche di stampa quali ad esempio litografia, rotocalco, flessografia, limitati a particolari tipologie di materiali. Per fare qualche esempio: i jeans dall’effetto consumato, con strappi e trafori, sono realizzati con il laser, così come i biglietti di auguri con i bordi che seguono particolari disegni non lineari, o i bicchieri con impresso il nome del locale (ma in questo caso potrebbe essere anche serigrafia, se al tatto il disegno è in rilevo, mentre se si percepisce l’incisione è stato utilizzato il laser, ma all’occhio la differenza è davvero impercettibile).


Nonostante serigrafia e laser producano spesso risultati simili, in realtà dal punto di vista grafico esse hanno rese un po’ diverse: la serigrafia può infatti essere pigmentata a piacere e produrre quindi decorazioni con diversi colori, mentre il laser, salvo alcune eccezioni, produce un risultato a contrasto, cosicchè su legno e pelle, ad esempio, si avrà un effetto simile alla marcatura a fuoco, mentre sul metacrilato si avrà un disegno bianco intenso. Il ricorso al laser infatti è più indicato qualora si desideri ottenere un risultato naturale, in cui il materiale rimanga il “protagonista” rispetto alla decorazione, dal momento che il risultato cromatico dipende dalla colorazione che il materiale assume in conseguenza dell’alterazione termica. Per un’immagine colorata e brillante, invece, la serigrafia, è sicuramente la scelta migliore.

Per quanto riguarda il mantenimento della qualità nel tempo, le lavorazioni a laser garantiscono l’inalterabilità della decorazione, mentre gli effetti ottenuti con la serigrafia possono rovinarsi o sbiadire, perchè applicati in superficie, a differenza del laser che altera il materiale stesso attraverso una vera e propria incisione.

Sempre dal punto di vista applicativo, è necessario porre l’accento su una importante differenza: mentre la serigrafia è una tecnica che permette di ottenere unicamente decorazioni grafiche di superfici, il laser combina marcatura e taglio, quindi consente di perforare il materiale in tutto il suo spessore seguendo linee curve e di dimensioni molto ridotte, ma sempre con estrema precisione. Viene utilizzato per questa sua caratteristica, ad esempio, per produrre i fogli di tranciato per mobili impiallacciati con decorazioni ad intarsio.


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LA PRODUZIONE


Rispetto alle altre tecniche di stampa tradizionali la serigrafia è decisamente più competitiva, data la semplicità di realizzazione tecnica, che comporta un costo contenuto a livello di attrezzature e macchine da stampa. Nonostante questo, però, i tempi di produzione rimangono piuttosto lunghi, mentre il laser è estremamente più veloce e quindi, sotto questo aspetto, più economico.
Inoltre il laser non necessita di alcun tipo di stampi perchè la macchina funziona come un plotter: sulla base dei dati che le pervengono direttamente dal computer il materiale viene raggiunto unicamente dal raggio che produce la bruciatura secondo i punti tracciati in digitale. Il processo è quindi estremamente flessibile (una modifica del progetto non necessita di costose modifiche agli impianti), dal momento che è sufficiente la progettazione tramite CAD per passare direttamente alla fase di produzione, senza bisogno di altre mediazioni. Non vi è infatti contatto tra utensile e pezzo e il processo è ripetibile per un numero infinito di volte. Il laser, quindi, consente un notevole contenimento dei costi di produzione, rispondendo contemporaneamente a logiche industriali e necessità di personalizzazione del prodotto.


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CONCLUSIONI

Non si può dire, quindi, che una tecnologia sia migliore di un’altra: dipende dagli effetti che si vogliono ottenere o da un confronto a livello di costi qualora le due tecniche siano sostituibili. Di certo vale la pena tenere in considerazione le grandi potenzialità del laser, una tecnologia più nuova e forse ancora poco sfruttata, ma in cui diverse realtà aziendali dimostrano di credere, dedicando parte della propria produzione a questa lavorazione di nicchia. Ringraziamo a questo proposito la Leonardo Laser Details che si è gentilmente resa disponibile per aiutarci a realizzare questo approfondimento.


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