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Urban Nomad Shelter, il "rifugio per nomadi urbani"

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Da: mgalanti  il: Ven 16 Settembre, 2005 [10:51 UTC]  

Cameron McNall? e Damon Seeley propongono un progetto di "design per il sociale"

Electroland, azienda di Cameron McNall? e Damon Seeley propone "Urban Nomad Shelter". Si tratta di n incrocio tra una provocazione sociale e un atto umanitario: quest'oggetto è infatti una sorta di bozzolo gonfiabile, in PVC, in cui possono dormire dove barboni e senzatetto. Oltre che un elemento di comodità (e un "recupero della dignità") per chi vi dorme, comportano molti elementi di rottura con gli stereotipi che hanno portato questo progetto nell'annuario del design redatto dalla rivista I.D.


"Urban Nomad Shelter" utilizza una auto-coscienza dell'estetica e del design (sulla scia di Ikea, per intenderci) nel tentativo di ri-posizionare l'immagine dei senzatetto di fronte al resto della popolazione, che non li vede. Un risultato cui si mira anche attraverso l'utilizzo di colori fluorescenti che non vogliono passare inosservati. Si tratta di un ri-posizionamento di linguaggi che mira a scuotere chi osserva.



Anche la forma, che riprende quella di un bozzolo, è simbolica, e vuole sottolineare la ransitorietà della "soluzione abitativa". Il tutto risulta caratterizzato da una vena di ironia (perché, spiegano McNall? e Seeley "essere poveri non vuol dire non aver diritto ad un sorriso"), e il "rifugio" è funzionale senza per questo essere compuntamente serioso.



I progettisti sperano di trovare qualche mecenate che finanzi una produzione degli
"Urban Nomad Shelter" (per cui stimano un prezzo di 24$ al pezzo ma, dicono, è possibile adattare il progetto al budget disponibile), in modo da poterli poi distribuire a chi ne ha bisogno attraverso le associazioni che operano nelle strade e "ridare un po' di umanità ad una condizione per molti versi inumana".

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