Come massimizzare gli spazi utili in un
open space, magari di un appartamento? Secondo Todd MacAllen e Stephanie Forsythe, designer canadesi, la soluzione è riuscire a trasformare l’open space in spazi privati più piccoli, dinamicamente e secondo le necessità. La conseguenza è stata quindi quella di progettare una “parete mobile” facile da montare, smontare e spostare.

Dopo alcuni esperimenti, i designer si sono orientati verso una struttura di carta (trattata per essere ignifuga) ad alveare: in questo modo, la struttura riesce da un lato ad essere sufficiente rigida, ma dall’altro si possono creare superfici di grandi dimensioni con pochissimo materiale. Da questo punto di vista, le caratteristiche di Softwall sono eccezionali: una parete lunga 7 metri e mezzo ha un peso di meno di 8 Kg e può essere “richiusa” in uno spessore di appena tre centimetri.
Il problema che MacAllen e Forsythe hanno dovuto affrontare è stato che una struttura di questo tipo è elastica e tende quindi naturalmente a richiudersi, problema superato brillantemente aggiungendo più strati in modo che il maggior attrito rendesse stabile la struttura.
La particolare struttura origina un effetto luminoso molto particolare: infatti la luce si introduce dall’esterno tra le celle, con un risultato che somiglia molto a quello che darebbe una parete di neve o di ghiaccio.
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