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Il nuovo made in Italy? Ipertecnologico

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Da: Corriere.it  il: Mer 04 Gennaio, 2006 [10:15 UTC]  

I ricercatori del Mit di Boston a Firenze per l'incontro "Moda e tecnologia"
Vestiti "intelligenti" e su misura prodotti direttamente dal computer e altre meraviglie tecno-fashion nel futuro della moda


FIRENZE - Altro che pret-à-porter. Il vestito del futuro tornerà ad essere su misura, sartoriale e pure fatto in casa. Anche per chi non ha dimestichezza con metro e forbici. Basterà scegliere il modello su Internet, scaricarlo su un computer erede della macchina da cucire, usare un particolare tessuto che si modella con il calore e voilà, il vestito prende forma, adattandosi perfettamente alla scansione in 3D del nostro corpo. Non solo. Sarà anche un capo ecologico, fatto di tessuto riciclabile, che di giorno in giorno può prendere sembianze diverse, dalla gonna ai pantaloni. E’ quanto prefigurano, tessuto alla mano, un gruppo di ricercatori del Media Lab del Massachussets institute of tecnology (Mit), protagonisti a Firenze dell’incontro «Moda e Tecnologia», organizzato nell’ambito della settimana dell’Innovazione.

GIACCA ANTIAGGRESSIONE - Dalla celebre fucina del futuro creata da Nicholas Negroponte a Boston oltre 20 anni fa questi giovani Archimede sono arrivati in Italia a mostrare alcune delle loro invenzioni. Come la giacca antiaggressione. Da fuori sembra un normalissimo giubbotto, ma chi lo indossa può tenere tutti a distanza azionando un pulsante nascosto nella manica: quando qualcuno si avvicina e lo tocca prende una scossa potente e viene respinto indietro. Un altro capo pensato per dare sicurezza alle donne è la camicia antiviolenza: in caso di tocco non gradito i sensori di cui è dotata inviano messaggi a un computer che può essere collegato a un sistema di allarme, a una telecamera o altro. Ancora nella direzione del sarto virtuale va una canotta che sembra di pizzo ed è invece fatta con un filato che si allunga e si accorcia con il calore sprigionato da un minuscolo circuito elettrico: la trama è una rete di nodi intelligenti che registrano se la forma cambia e lo comunicano al computer. E viceversa: dal pc si può comandare di tirare alcuni fili e modificare così la forma del vestito come si desidera.

MADE IN ITALY - Tutte idee firmate dai pionieri del gruppo di ricerca sul made in Italy che nascerà il prossimo anno al Medialab di Boston. «Il made in Italy nacque e si sviluppò dall’incontro tra creatività e industria, oggi la moda è di fronte a una nuova alleanza, quella con la tecnologia» ha spiegato Marina Garzoni, che ha ideato e curato l’iniziativa e collabora con la Camera nazionale della moda proprio con l’obiettivo di coniugare i due ambiti. Quanto alle nuove proposte, dimenticate il look da cyborg tipico dei primi wearable computer: chip, sensori e circuiti elettrici si nascondono tra i filati. E danno vita a capi che possono cambiare colore e forma a seconda dell’umore di chi li indossa, della situazione (come abiti sotto il ginocchio per il giorno che si allungano per la sera). Anche gli oggetti si fanno più discreti: come nel caso degli occhiali dotati di minuscolo display laterale che lampeggia quando arriva una telefonata sul cellulare rimpiazzando il fastidioso trillo della suoneria.

BRACCIALETTO MEDIATICO - Al Medialab si immaginano nuovi modi di interagire con il mondo. Con la natura: come nel caso dell’impermeabile che si accende nel punto in cui viene toccato dalla pioggia. Con gli oggetti: è stato mostrato un braccialetto dotato di etichetta Rfid (l’evoluzione del codice a barre) che permette di sfogliare un romanzo in libreria e al tempo stesso sapere (magari su auricolari Bluetooth) cosa ne ha scritto la community di Amazon. Il bracciale infatti monitora anche i movimenti della mano, da muovere avanti e indietro per navigare come su una tastiera virtuale. Idee, proposte, prototipi. Da qui alla produzione in serie c’è il salto di anni.
da Corriere.it del 07 dicembre 2005 - Alessandra Muglia



http://www.corriere.it



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