
Circa un anno fa Upper, azienda italiana di arredo per ufficio, ha lanciato il I Concorso Internazionale Sky Office attraverso il sito newitalianblood.com: il concorso proponeva proposto ad architetti e designer di progettare spazi di lavoro, basandosi sui temi suggeriti dalle nuove condizioni tecnologiche, sociali, culturali, ambientali ed emozionali.
"Luogo ideale di riferimento" della competizione" è il piano tipo del grattacielo: infatti, questa tipologia di edifici esemplifica nell'immaginario collettivo innovazione, tecnologia, stile e progresso.
Sono stati selezionati sei grattacieli simbolo in tre continenti diversi: 3 di essi saranno realizzati in a breve, gli altri invece non saranno forse mai costruiti ma costituiscono le proposte più innovative di alcuni tra i più grandi progettisti contemporanei. Si tratta di:
- London Bridge Tower (LONDRA) - Renzo Piano + Ove Arup - anno 2000>2009 - 306m
- Tour Sans Fins (PARIGI) - Jean Nouvel + Ove Arup - anno 1989> - 420m
- Freedom Tower Ground Zero (NEW YORK) - SOM / David Childs - anno 2003>2009 - 541m
- Burj Emaar Properties (DUBAI) - SOM / Adrian Smith-Marshall Strabala - anno 2003>2009 - 700m
- Millennium Tower Obayashi Corporation (TOKYO) - Norman Foster - anno 1989> - 840m
- One-Mile-High Skyscraper (CHICAGO) - Frank Lloyd Wright - anno 1956> - 1609m
Riferendosi a questi edifici, i partecipanti dovevano proprre progetti dedicati a clienti e soprattutto a uomini diversi, che rappresentano la punta di diamante di un inscindibile connubio tra architettura, ingegneria, arte e design contemporaneo.
La gara ha avuto un grande successo internazionale, ed i lavori sono stati valutati da una giuria di assoluto rilievo, composta da architetti, designer, curatori, critici, professori e direttori di prestigiose riviste: Mario Bellini, Carlo Forcolini, Daniela Volpi, Guido Canali, Filippo Alison, Vanni Pasca, Alberto Bassi, Benedetto Todaro, Luca Zevi, Leonardo Scarcella, Giovanni D'Ambrosio, Terence Riley, Nobuyuki Yoshida, Ole Bouman, Toni Montes.
Come sarà quindi l'ufficio del futuro? Secondo l’architetto Luca Zevi, sarà uno spazio fluido, amichevole, caldo ma leggero e tendenzialmente vibrato nello spazio. Mentre l’architetto Carlo Forcolini sottolinea che si va configurando una nuova linea guida, sintetizzata dal motto «dalla città al cucchiaio»: dunque architettura e design insieme, perché ogni progetto sia esaustivo a 360 gradi.
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