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Imagine iT – Call for Papers PDF Stampa E-mail
mer 27 gennaio 2010 00:00 MarcoG

È stata prorogata fino al 20 gennaio 2010 la scadenza per la consegna dei Call for Papers per la conferenza internazionale Imagine iT, dal titolo The Big Thing: Think Big!

Imagine iT è una conferenza di due giorni (si svolgerà il 14 e 15 maggio 2010) organizzata dal Design Center di Bologna n collaborazione con Typevents Italy. L’evento, giunto alla terza edizione in Italia, comprende conferenze, mostre, proiezioni e workshop, e prevede la partecipazione di collaboratori internazionali provenienti da tutto l’universo delle industrie creative: graphic designer, product designer, artisti, studiosi, aziende operanti nel campo del design (packaging, product design) interessate all’innovazione, editori e pubblicitari, insegnanti, ricercatori, studenti e coloro che hanno appena iniziato il loro percorso professionale.

 

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The big thing: think big! ha un significato molto chiaro secondo gli organizzatori: "Basta con le preoccupazioni per la situazione economica. L’effetto che hanno è pesare sul vostro fatturato. Think big: è giunta l’ora di fare un passo avanti con il vostro business, approfittando del fatto che molti competitor in questo momento stanno risparmiando sugli investimenti per il futuro. Quello che dovete dimostrare non è soltanto di essere bravi in quello che sapete fare. Provate ad avere una visione del ‘big thing’. Per troppo tempo ci siamo accontentati di quello che ci è stato dato in termini di lavoro, qualità e servizi.

È il momento giusto per ingranare una marcia in più, ed ottenere maggiori risultati. Questo significa lavorare con impegno ed ingegno, ottimizzare gli investimenti (sia a livello di prodotti che di servizi) attraverso la più corretta declinazione di design, marketing e branding. In questo modo riuscirete a dimostrare ai vostri clienti che state lavorando per soddisfare le loro necessità e richieste, otterrete un notevole ritorno in credibilità e fiducia che automaticamente si trasformerà in guadagno.
Per fare tutto ciò dovete essere più creativi, cercare soluzioni adeguate per le vostre esigenze, trasformando quelli che sembrano essere ostacoli in opportunità. Dovete esplorare idée nuove adeguate alle possibilità attuali, sfruttando le risorse che avete a disposizione per essere innovativi! Innovare con i mezzi appropriati ed utilizzando le più recenti tecnologie, è la strada giusta per superare la crisi. L’innovazione dei propri prodotti e servizi può avvenire applicando tali strumenti e tecnologie ed utilizzando strategie di design/marketing/branding. È necessario investire su collaboratori, fornitori, progettisti e specialisti di marketing che abbiano profili in linea con il vostro business e con i progetti che state sviluppando; dare spazio alla ricerca, come uno degli strumenti principali per capire esattamente cosa sia necessario cambiare, coinvolgendo allo stesso tempo il cliente.

Si, è un investimento in tempo, in denaro, in risorse umane. Ma non è un costo: se fatto nel modo giusto, porterà un ritorno molte volte superiore!"

Chi ha un progetto o una case history incentrati sul tema proposto, attraverso i quali sia stato sviluppato un processo di innovazione dell'azienda, e/o dei prodotti o servizi può inviare a Design Center una bozza di proposta e una nota biografica entro il 20 gennaio 2010. Per informazioni: www.design-center.it



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Design Center Bologna alla fiera Marca 2010, PDF Stampa E-mail
mer 20 gennaio 2010 00:00 MarcoG

Un laboratorio per attività di concept design, un’area per incontri e interviste e uno spazio espositivo con in mostra i lavori dei vincitori della cinquantaduesima edizione dell’Oscar dell’Imballaggio. Queste le proposte di Design Center Bologna, anche quest’anno presente alla fiera Marca, la mostra convegno dedicata alla marca commerciale (20 e 21 gennaio 2010 – ore 9.30 – 18.00 - Fiera di Bologna). Il tutto in collaborazione con Istituto Italiano Imballaggio, l’associazione che raccoglie gli interlocutori del mondo del packaging, ideatrice appunto dell’Oscar.

 

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Design Center Bologna si prefigge di sviluppare per gli espositori presenti a Marca, idee, soluzioni e concept innovative ed efficaci, avvalendosi di competenze consolidate e contenuti di elevata qualità.
Sono tre gli aspetti fondamentali individuati da Design Center Bologna e proposti a Marca 2010 nelle tre aree dello stand: area workshop, area meeting e area espositiva. Infatti il nucleo del progetto si basa sulla ricerca di soluzioni e stimoli che possano indirizzare le aziende una volta terminata la fiera, in base alle loro specifiche necessità.

Nell’area workshop si svolgerà attività di concept design: in diretta, gli studenti dei corsi di Design Grafico e Design di Prodotto dell’Accademia di Belle Arti di Bologna svilupperanno soluzioni progettuali per gli espositori e stakeholder presenti in fiera.

L’area meeting sarà dedicata invece all'incontro tra operatori ed espositori interessati ad un confronto più approfondito con il Design Center per analizzare le potenzialità e le innovazioni che il settore può offrire. L’area meeting è destinata anche allo svolgimento di brevi interviste con i responsabili delle marche commerciali e gli stakeholders della fiera. Le interviste, condotte da Marco Sachet (direttore Istituto Italiano Imballaggio) e Carlo Branzaglia (responsabile Design Center Bologna), fanno parte di un progetto di ricerca destinato a monitorare il ruolo del packaging come valore identificativo della marca e dei suoi posizionamenti, anche attraverso ipotesi processuali (comprese le questioni di sostenibilità e accessibilità).

Mentre l’area espositiva ospiterà i lavori dei vincitori della cinquantaduesima edizione dell’Oscar dell’Imballaggio, prestigioso premio conferito annualmente dall’Istituto Italiano Imballaggio. Una serie di pannelli presenterà i prodotti, le loro specifiche tecniche, le motivazioni del premio conseguito. L’Oscar dell’imballaggio nasce come concorso ma, negli anni, subisce continui restyling che lo portano a essere un vero e proprio strumento di comunicazione per le aziende e di promozione delle novità e delle valenze strategiche del settore. Scopo principale della manifestazione è di promuovere e far conoscere soluzioni di packaging e sistemi di imballaggio che risultino innovative o migliorative rispetto a quanto presente sul mercato nazionale e rispetto al mercato di riferimento per il settore di utilizzo, anche se realizzate all’estero per il nostro Paese.



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Nile Souq: il lavoro dei fratelli Vinaccia in mostra a Macef e Maison & Object PDF Stampa E-mail
sab 16 gennaio 2010 00:00 MarcoG

Con la mostra Nile Souq arrivano in Europa i risultati dell'International Design & Handicraft Workshop curato e coordinato dai designer Giulio e Valerio Vinaccia, lo scorso novembre a Il Cairo (Egitto).

Organizzato dall’istituto IMC (Industrial Modernization Center - Egypt) in partnership con UNIDO (United Nations Industrial Development Organization) il workshop era finalizzato alla ricerca di prodotti nuovi basati su antiche tecniche di produzione artigianali, perché “tradotti” nel linguaggio del design contemporaneo, potessero affrontare le sfide dell'attuale mercato globale. Il workshop ha visto il coinvolgimento di designer egiziani, europei, oltre ad artigiani e piccoli imprenditori locali.

 

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Alla luce delle nostre esperienze in progetti simili” confermano i fratelli Vinaccia “possiamo dire che, ciò che ha facilitato il successo di questo workshop, è stato l'inedito cortocircuito culturale e progettuale che si è realizzato quasi immediatamente, tra il ricco passato dell'artigianato egiziano e il design contemporaneo”.

La positiva sinergia tra tutti gli operatori coinvolti ha portato alla creazione di manufatti che sono certamente ricollegabili a codici estetici tradizionali, ma, sovvertendo alcuni di questi, sono nate nuove ed inedite interpretazioni del prodotto artigianale. Com’è accaduto, ad esempio, per i decori geometrici tipici del Khayameya (patchwork egiziano),  “trasferiti” dal tessuto alla ceramica.

La difficoltà di rinnovamento dei codici tradizionali è connaturato in ogni esperienza artigianale dalle forti connotazioni geografiche. In questo caso però, bisogna considerare anche la relazione esistente tra alcuni decori (o la calligrafia) tipicamente utilizzati nella ceramica e la tradizione culturale dell’Islam.

 

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Giulio e Valerio Vinaccia, designer con vasta esperienza di lavoro in comunità artigianali europee e in  paesi in via di sviluppo (Brasile, Colombia...)

I designer partecipanti al worshop:
Hossam Hassan – Egitto;
Ramzi Makram  - Egitto;
Jaime Fernandez Barrutia -Spagna;
Fabrizio Galli – Italia;
Marco Zito – Italia;
Arian Brajcovich - Croazia.

 



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6x6 Women: Il mondo visto attraverso l’obbiettivo di sei giovani fotografe di Fabrica PDF Stampa E-mail
ven 20 novembre 2009 00:00 MarcoG

Fabrica , il laboratorio creativo di Benetton, e la galleria Studio La Città presentano, con il patrocinio del Comune di Verona, 6x6 Women, una serie di sei mostre fotografiche che si avvicenderanno negli spazi della galleria, dal 21 novembre 2009 alla fine di gennaio 2010.

La collaborazione nasce con l’intento di gettare uno sguardo sul mondo che ci circonda, dando spazio ai lavori realizzati da alcune giovani fotografe che sono state o sono attualmente residenti presso Fabrica. Quello che ne risulta è una rappresentazione della realtà che si sofferma su alcuni aspetti normalmente in ombra del mondo intorno a noi. Con l’approccio caratteristico di Fabrica, questa mostra dà quindi espressione al resto del mondo, e ci avvicina empaticamente a quell’umanità nascosta che non sta sotto i riflettori, ma ha molto da raccontare.

La spagnola Laia Abril ha fotografato una coppia di lesbiche di New York; l’inglese Liz Hungley è andata a Birmingham, città multietnica e multiculturale, per investigare la convivenza tra gruppi etnici e religiosi diversi; l’americana Kitra Cahana ha esplorato la condizione femminile in alcuni ambienti ebrei ultra-ortodossi, nel villaggio ucraino di Uman; la canadese Jennifer Osborne ha seguito due ex-detenute brasiliane rilasciate dal carcere di Rio de Janeiro, cogliendo i primi momenti di smarrimento provati nel rituffarsi nella vita “libera”; l’inglese Leonie Purchas ha indagato i due stili di vita della famiglia Villamil, divisa geograficamente tra Stati Uniti e Cuba, ma unita dalle tradizioni delle comuni origini; infine Olivia Arthur ha esplorato la condizione sospesa tra culture diverse, immortalando giovani donne che vivono tra Europa e Medio Oriente.


6x6 Women – La rassegna fotografica
Studio La Città
Lungadige Galtarossa 21
37133 Verona



Appunti dalla mostra

Laia Abril – Femme Love
21 novembre 2009

 

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Questa è la storia di Mox and Jenny, una coppia innamorata, che cerca di andare per la propria strada, scavalcando tabù e stereotipi, lontano dal pregiudizio e la bigotteria. Lo sfondo della vicenda di queste due giovani donne è il quartiere di Brooklyn, nella città di New York.

 

Liz Hingley – Under Gods, stories from the Soho Road
28 novembre 2009

 

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A Birmingham convivono quasi 90 diverse nazionalità, e solo sulla Soho Road più di trenta edifici sono adibiti a luogo di culto per diverse espressioni religiose o gruppi etnici. In questa via è infatti la religione, più che la razza, a definire le comunità locali. Questo reportage vuole mostrare come, anche nell’angusto spazio geografico di una strada, possano vivere fianco a fianco stili di vita completamente diversi.

 

 


Kitra Cahana – Pilgrimage to Uman
12 dicembre 2009

 

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Questo reportage è il frutto di un viaggio a Uman, cittadina nel cuore dell’Ucraina, dove da secoli vive un’importante comunità ebraica. Le immagini narrano con una qualità espressiva toccante e poetica il sopravvivere fiero di antiche tradizioni ortodosse, che talvolta costringono le donne a una condizione di segregazione.



Jennifer Osborne – Here you are, a wilted flower
22 dicembre 2009

 

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Due giovani donne sono appena state rilasciate dalla prigione di Bangu, a Rio de Janeiro. Barbara, condannata per aver rapito un turista, ha lasciato in carcere la sua amante e cerca di riallacciare i rapporti con una ex in stato di semi-libertà. Maria cerca di superare la solitudine che prova e di intrecciare nuovamente un rapporto con i suoi quattro figli, da cui è stata distante per tre anni.



Leonie Purchas – Divided Lives
8 gennaio 2010

 

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Felipe Villamil è un sacerdote della Santeria, un credo religioso nato dall’intreccio di credenze cristiane e africane Youruba, che negli anni Ottanta ha dovuto lasciare Cuba, il suo paese d’origine, per raggiungere gli Stati Uniti. Felipe è ora il trait d’union tra vite divise: la prima famiglia, rimasta a Cuba, e la seconda, che Felipe si è formato negli Stati Uniti. A tenere unite le due famiglie sono le tradizioni delle comuni origini.



Olivia Arthur – The middle distance
15 gennaio 2010

 

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Lungo il confine tra Europa e Asia si trova un luogo in cui le tradizioni dell’Est incontrano l’influenza dell’Ovest; sospeso in maniera ambigua nel mezzo, né da una parte né dall’altra: la distanza di mezzo. Queste immagini raccontano dell’incontro tra culture diverse, per spiegare cosa significa davvero emancipazione femminile.



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