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www.Design.tv.it intervista Silvia Zacchello
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Abbiamo avuto modo di conoscere meglio Silvia Zacchello, artista e designer di Treviso che con creatività, passione e tecnica riesce a donare nuova vita a vecchi oggetti caduti in disuso, realizzando delle vere opere d'arte da usare nella vita quotidiana...
1) Design.tv: parlaci un po' di te: la tua formazione, i tuoi sogni, le tue passioni....
Silvia Zacchello: dopo essermi diplomata al Liceo Artistico Statale di Venezia, ho frequentato l’Accademia di Belle Arti, sempre a Venezia, diplomandomi in Decorazione nel 2000, con una tesi in Fenomenologia delle Arti Contemporanee.
Da qui è cominciata una serie di esperienze lavorative più o meno pertinenti alla mia formazione, una sorta di lungo e travagliato limbo esperienziale. Finché un giorno mi sono trovata tra le mani una vecchia sedia…
Ma prima di questo “incontro”, e tuttora, le mie grandi passioni, oltre ovviamente a colori e pennelli, restano i viaggi, i libri e i bambini, con i quali anche lavoro. Tutte queste cose sono per me una grossa fonte di stimolo, di osservazione e riflessione, di serenità.
2) Design.tv: da un po' di tempo ti dedichi al recupero e restauro di vecchi complementi di arredo. Come è nata questa tua passione?
Silvia Zacchello: mi sono sempre piaciuti gli oggetti vissuti, che hanno una storia, conosciuta o immaginata. Una sedia abbandonata in una soffitta o vicino a un cassonetto non è solo un oggetto in disuso, ma porta l’esperienza di una e chissà quante vite, racconti, sogni. Quali persone ci si saranno sedute? Sarà stata in una casa, o in un circolo di scacchi, o in una vecchia osteria!? Quante cose avrà visto e sentito? Perché interrompere una storia…
3) Design.tv: i tuoi soggetti preferiti con cui decori le sedie e i tavolini sono per lo più tratti dalla Pop Art e dalla grafica americana anni '50. Da cosa deriva questa scelta? Hai anche altre fonti di ispirazione?
Silvia Zacchello: mi è sempre piaciuta la Pop Art per essere riuscita ad elevare ad opere d’arte oggetti ed immagini di fruizione quotidiana e, appunto, “popolare”. Cose che appartengono all’immaginario collettivo e che identificano un’epoca, e che si colgono non nei rinomati salotti per bene o in asettici atelier, quanto nelle strade, nei vicoli, nei supermercati, tra la gente… Perciò amo anche la grafica vintage, perché è applicata a quel quotidiano che appartiene a tutti e permea i nostri ambienti e suscita le nostre nostalgie. Non posso non emozionarmi di fronte ai sacchi a pelo dalle fantasie sgargianti degli anni 70 dei miei genitori, o di fronte al vestito a fiori in una vecchia foto di mia mamma…o ancora davanti a vecchie confezioni di pasta, etichette di vecchi detersivi o scatole di biscotti… tutto ciò possiede una storia, identifica un quotidiano che è stato vissuto, e suscita perciò in me un fascino nostalgico che amo ricreare.

4) Design.tv: ci spieghi come avviene a livello tecnico la realizzazione delle tue “opere”?
Silvia Zacchello: dopo sverniciatura e trattamento anti-tarlo, viene dato un fondo di gesso acrilico (e ringrazio mio papà per tutto l’aiuto che mi da in questa fase!). Poi procedo con il disegno, e successivamente con la pittura, acrilica. Terminata la sedia applico anche due mani di una vernice lucida trasparente, che preserva il dipinto.
5) Design.tv: in un momento così delicato per i giovani creativi che si affacciano al mondo del lavoro, sei riuscita a trovare una strada davvero interessante che, te lo auguriamo, ti potrebbe portare a diventare una vera e propria artista/imprenditrice. Che consiglio daresti a quei giovani che non riescono a realizzare i propri sogni?
Silvia Zacchello: premettendo che ancora non mi sento del tutto uscita dalla condizione che tu descrivi, la cosa che più mi sento di consigliare è di essere estremamente curiosi. Cercare, indagare, osservare, chiedere…bussare a tutte le porte, non cedere allo sconforto anche se tutto pare remare contro, il mondo è tanto vasto, le porte infinite, prima o poi qualcuno apre! E da una porta aperta possono esserci moltitudini di altre porte…

6) Design.tv: progetti per il futuro? C'è qualche sogno nel cassetto che desideri realizzare?
Silvia Zacchello: oltre a poter continuare a fare quello che sto facendo e a crescere in questo campo, devo dire che da grande lettrice avrei anche qualche, probabilmente ingiustificata, ambizione letteraria. In questa mia avventura con le sedie mi è capitato di incontrare tutta una galleria di personaggi e situazioni grotteschi e talvolta surreali… Dal famoso gallerista che mi ha chiesto come si scriveva “Andy Warhol”, a quello che voleva darmi uno stipendio da miseria per produrre 10 sedie al mese in esclusiva e rispondere anche al telefono, vendendo ogni singola mia sedia al costo dello stipendio promesso... Dalle signore dell’alta borghesia che, forse per noia, si propongono come talent scout di giovani creativi che non hanno visibilità, e poi ti chiedono le spese per l’esposizione, il party di inaugurazione, gli inviti…a chi improvvisa legami inesistenti di amicizia e fiducia per giustificare un pagamento mai avvenuto… E, tutto questo, fatto con lo spirito di chi ti fa un favore! E verso il quale dovresti anche dimostrarti grato, perché, come mi è stato detto più volte “senza noi non sei nessuno!” Insomma, per tutte quelle persone che fiutano l’affare perché ricoprono, loro malgrado e chissà come, un ruolo di potere, ma si rivelano completamente incompetenti per ignoranza, grettezza e soprattutto mancanza di buona educazione e rispetto, ecco…per tutti loro, per me e per i giovani di cui parlavi prima, mi piacerebbe raccontare tutte queste cose. Perché si sappia come gira il mondo! Ma non ci si arrenda comunque al compromesso… Perché, voglio credere, c’è sempre un’altra via, un’altra porta alla quale bussare…
7) Design.tv: c'è un'azienda o un personaggio in particolare con cui ti piacerebbe collaborare?
Silvia Zacchello: mi piace molto la filosofia e l’opera di Martino Gamper, che mixa parti di sedie “storiche” diverse per crearne di nuove, trovo che i risultati siano geniali. E in genere amo molto quella parte del design che gioca con il riutilizzo di oggetti già esistenti per dar vita a nuove creazioni, ovvero ogni qualvolta avviene una contaminazione di stili, materiali, idee, epoche storiche e provenienze geografiche.
8) Design.tv: facciamo un giochino: sei una giovane che va a vivere da sola e hai un budget molto ridotto per arredare al casa, ma non vuoi ricorrere all'Ikea. Cosa faresti?
Silvia Zacchello: credo che anche per questo valga la regola dell’essere curiosi e tenere occhi e orecchie ben aperti. Spesso la gente si libera di molte cose…vecchie soffitte possono nascondere pezzi d’autore, cosiccome mercatini o negozi veri e propri dove la gente porta le cose delle quali si vuole disfare. I prezzi sono davvero molto bassi! E poi qualsiasi oggetto è fattibile di rivisitazione, lo si può tenere così com’è o ingegnarsi a dargli nuova vita. Il che può rivelarsi anche estremamente gratificante… Non credo serva spendere molto se si possiede un minimo di fantasia e immaginazione.














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