| Biomeccanica e biometrica per la calzatura | ![]() |
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mer 29 dicembre 2004 04:03 Pubblicato in News
La biomeccanica è la scienza che studia gli spostamenti corporei e le forze che li rendono possibili. La caratteristica comune per ottenere buoni risultati in tutte le discipline sportive, sia di resistenza sia di velocità che di potenza, è la corretta postura.
La biomeccanica è la scienza che studia gli spostamenti corporei e le forze che li rendono possibili. La caratteristica comune per ottenere buoni risultati in tutte le discipline sportive, sia di resistenza sia di velocità che di potenza, è la corretta postura, cioè la modalità con cui l’organismo si contrappone alla gravità per mantenere una posizione del corpo e interagire con l’ambiente. Più la postura dell’atleta è corretta, meno saranno i rischi di infortunio. Se l’appoggio del piede (da dove parte circa il 10% delle terminazioni nervose) non avviene correttamente, tutto il processo “psicomotorio” del gesto atletico risulterà distorto, comportando prestazioni ridotte, meno potenti, meno rapide e soprattutto una maggiori infortuni.

Quando il peso del corpo, dopo la fase di “volo”, si scarica sul terreno, l’arco plantare tende a cedere verso l’interno con un effetto ammortizzante, grazie alla trasformazione di questa energia meccanica, in energia elastica che successivamente viene restituita al passo successivo. Questa pronazione fisiologica è caratteristico del tipo di appoggio normalmente chiamato neutro. Quando questa pronazione è superiore a quella estensione considerata normale si definisce il corridore come iperpronatore, quando, invece, il meccanismo descritto risulta deficitario rispetto all'ampiezza fisiologica parleremo di "appoggio in inversione" o di "atteggiamento supinato" o di "piede rigido".
Questi diversi tipi di appoggio richiedono concezioni di scarpa diverse al fine di correggere il difetto ed evitare i danni non solo alle caviglie ma anche al ginocchio, anche, rachide, garantendo la miglior biomeccanica possibile.

A tal proposito sono stati elaborati numerosi sistemi di ammortizzazione: esistono sistemi passivi, che reagiscono alla sollecitazione dal carico del piede, (come il sistema a bagno d'aria 2A della Fila che utilizza degli elastomeri, realizzati in piccoli piastrini all’interno di cuscinetti, per dare ulteriore elasticità alla scarpa), oppure attivi, che invece reagiscono in modi differenti in base alle sollecitazioni, (come il sistema DMX della Reebok, un sistema di alveoli comunicanti tramite speciali canali a flusso controllato che distribuiscono l’aria, ma anche gas pressurizzato per la Nike o GEL nel caso della Asiscs).
La biomeccanica risulta essere un elemento un po’ trascurato, per quanto concerne la calzatura sportiva infantile. La Scuola di Biomeccanica australiana di Wollongong ha condotto una ricerca che ha svelato come le scarpe per bambini siano quasi sempre versioni in scala ridotta di scarpe per adulti e che raramente calzano bene. Ecco che le caratteristiche pubblicizzate, come cuscinetti, supporto e flessibilità possono risultare inutili se non addirittura dannose, perché è “tutto al posto sbagliato”.

Và evidenziato tra l’altro, che solo nell’ambito degli sport in cui vi è un’esasperata ricerca delle prestazioni, si compra in base all’effettivo riscontro tecnico, e che nel mercato della scarpa sporitva in generale, il fattore moda ha spesso avuto il sopravvento sulle qualità effettive e le stesse ricerche tecnologiche spesso sono più questioni di marketing. Nel fitness ad esempio, il contributo della calzatura è ancora sottovalutato, mentre dovrebbe ricevere la stessa importanza degli attrezzi da lavoro, come la bici per l’indoor cycling o le macchine a contrappesi. Ancora, si dovrebbe cominciare a dare più attenzione a tutte quelle attività che si svolgono in palestra, come step, yoga e arti marziali: ad ogni disciplina il suo prodotto.
Non solo ogni disciplina, ma anche ogni piede vuole il suo prodotto. A tal proposito è stato avviato un progetto, finanziato per il 50% dall’UE e coordinato dall’Istituto di Tecnologie Industriali e Automazione (ITIA) del CNR di Milano, che apre la strada alla nuova concezione del produrre scarpe, anche non sportive, definita “dal consumatore al consumatore”. All’interno di questo progetto è stato messo a punto un sistema costituito da macchine (tra cui uno scanner) che rilevano ed elaborano l’immagine digitale del piede, adattano questa al design del modello, tagliano e assemblano tutte le componenti della manifattura. Un sistema che quindi coniuga hi-tech e perizia artigianale. Ai negozi verrà fornita una piattaforma di vetro fornita di quattro videocamere che rilevano in algoritmi la forma del piede. In questa fase possono così essere evidenziati eventuali difetti ortopedici, informazioni che verranno inviate all’azienda che elaborerà e realizzerà di conseguenza la scarpa ideale. I principali destinatari del sistema sono i piccoli e medi calzaturifici che potranno immettere sul mercato una produzione limitata ma allo stesso tempo competitiva nei costi. Al momento è possibile farsi fare una scarpa su misura al CNR di Milano, ma anche al Museo della scarpa di Vigevano e alla Federcalzature di Trieste.
Una delle aziende che si sta spostando verso la filosofia della scarpa su misura è Adidas, che utilizzando le ricerche siluppate per i professionisti, ha messo a disposizione agli atleti della "domenica" la possibilità di avere scarpe su misura ad elevato livello tecnologico.

Una postazione high-tech formata da una pedana-scanner collegata ad un computer analizza il piede del soggetto: correndo sul tappeto i sensori rilevano le misure del piede e, soprattutto, l'esatta distribuzione del peso sulle piante e sul tallone durante la fase di appoggio al suolo del piede.
I dati raccolti vengono elaborati dal computer e il modello che si adatta meglio alla conformazione del piede compare sul monitor, in 3D. Il progetto è partito con le scarpe da calcio, ma presto si estenderà ai modelli running e poi alle altre linee di calzature.
www.sportmedicina.com
www.scoi.com
Quando il peso del corpo, dopo la fase di “volo”, si scarica sul terreno, l’arco plantare tende a cedere verso l’interno con un effetto ammortizzante, grazie alla trasformazione di questa energia meccanica, in energia elastica che successivamente viene restituita al passo successivo. Questa pronazione fisiologica è caratteristico del tipo di appoggio normalmente chiamato neutro. Quando questa pronazione è superiore a quella estensione considerata normale si definisce il corridore come iperpronatore, quando, invece, il meccanismo descritto risulta deficitario rispetto all'ampiezza fisiologica parleremo di "appoggio in inversione" o di "atteggiamento supinato" o di "piede rigido".
Questi diversi tipi di appoggio richiedono concezioni di scarpa diverse al fine di correggere il difetto ed evitare i danni non solo alle caviglie ma anche al ginocchio, anche, rachide, garantendo la miglior biomeccanica possibile.
A tal proposito sono stati elaborati numerosi sistemi di ammortizzazione: esistono sistemi passivi, che reagiscono alla sollecitazione dal carico del piede, (come il sistema a bagno d'aria 2A della Fila che utilizza degli elastomeri, realizzati in piccoli piastrini all’interno di cuscinetti, per dare ulteriore elasticità alla scarpa), oppure attivi, che invece reagiscono in modi differenti in base alle sollecitazioni, (come il sistema DMX della Reebok, un sistema di alveoli comunicanti tramite speciali canali a flusso controllato che distribuiscono l’aria, ma anche gas pressurizzato per la Nike o GEL nel caso della Asiscs).
La biomeccanica risulta essere un elemento un po’ trascurato, per quanto concerne la calzatura sportiva infantile. La Scuola di Biomeccanica australiana di Wollongong ha condotto una ricerca che ha svelato come le scarpe per bambini siano quasi sempre versioni in scala ridotta di scarpe per adulti e che raramente calzano bene. Ecco che le caratteristiche pubblicizzate, come cuscinetti, supporto e flessibilità possono risultare inutili se non addirittura dannose, perché è “tutto al posto sbagliato”.
Và evidenziato tra l’altro, che solo nell’ambito degli sport in cui vi è un’esasperata ricerca delle prestazioni, si compra in base all’effettivo riscontro tecnico, e che nel mercato della scarpa sporitva in generale, il fattore moda ha spesso avuto il sopravvento sulle qualità effettive e le stesse ricerche tecnologiche spesso sono più questioni di marketing. Nel fitness ad esempio, il contributo della calzatura è ancora sottovalutato, mentre dovrebbe ricevere la stessa importanza degli attrezzi da lavoro, come la bici per l’indoor cycling o le macchine a contrappesi. Ancora, si dovrebbe cominciare a dare più attenzione a tutte quelle attività che si svolgono in palestra, come step, yoga e arti marziali: ad ogni disciplina il suo prodotto.
Non solo ogni disciplina, ma anche ogni piede vuole il suo prodotto. A tal proposito è stato avviato un progetto, finanziato per il 50% dall’UE e coordinato dall’Istituto di Tecnologie Industriali e Automazione (ITIA) del CNR di Milano, che apre la strada alla nuova concezione del produrre scarpe, anche non sportive, definita “dal consumatore al consumatore”. All’interno di questo progetto è stato messo a punto un sistema costituito da macchine (tra cui uno scanner) che rilevano ed elaborano l’immagine digitale del piede, adattano questa al design del modello, tagliano e assemblano tutte le componenti della manifattura. Un sistema che quindi coniuga hi-tech e perizia artigianale. Ai negozi verrà fornita una piattaforma di vetro fornita di quattro videocamere che rilevano in algoritmi la forma del piede. In questa fase possono così essere evidenziati eventuali difetti ortopedici, informazioni che verranno inviate all’azienda che elaborerà e realizzerà di conseguenza la scarpa ideale. I principali destinatari del sistema sono i piccoli e medi calzaturifici che potranno immettere sul mercato una produzione limitata ma allo stesso tempo competitiva nei costi. Al momento è possibile farsi fare una scarpa su misura al CNR di Milano, ma anche al Museo della scarpa di Vigevano e alla Federcalzature di Trieste.
Una delle aziende che si sta spostando verso la filosofia della scarpa su misura è Adidas, che utilizzando le ricerche siluppate per i professionisti, ha messo a disposizione agli atleti della "domenica" la possibilità di avere scarpe su misura ad elevato livello tecnologico.
Una postazione high-tech formata da una pedana-scanner collegata ad un computer analizza il piede del soggetto: correndo sul tappeto i sensori rilevano le misure del piede e, soprattutto, l'esatta distribuzione del peso sulle piante e sul tallone durante la fase di appoggio al suolo del piede.
I dati raccolti vengono elaborati dal computer e il modello che si adatta meglio alla conformazione del piede compare sul monitor, in 3D. Il progetto è partito con le scarpe da calcio, ma presto si estenderà ai modelli running e poi alle altre linee di calzature.
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