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ven 02 marzo 2007 12:56 Pubblicato in News
Innovation&Design Award: designer ed ingegneri sono destinati ad una collaborazione sempre più stretta.
Ingegneri e designer. Odi et amo, mondi distanti per ora, ma destinati ad avvicinarsi sempre di più. Lo dimostra l’Innovation&Design Award, organizzato durante LivinLuce ed EnerMotive che si è tenuto poco più di una settimana fa a Milano. Il premio è stato assegnato a prodotti che si sono distinti o per la carica innovativa o per la forma moderna e piacevole da osservare. Design, insomma. Ma la particolarità è che gli oggetti in questione sono per la gran parte molto tecnici: cavi, canalizzazioni e strumenti di sicurezza, ma anche controlli di processo e telecontrolli delle reti di pubblica attività, protezioni di prese di corrente, terminali wireless multimediali, videocitofoni. Strumenti con una base fortemente tecnologica ed industriale che hanno bisogno di un’interpretazione più accattivante del solito, dal momento che stanno entrando con forza sempre maggiore nella vita quotidiana con la cosiddetta domotica, termine acronimo tra domus e robotica. Cinque premi speciali sono stati assegnati a prodotti "friendly", ovvero quelli che tengono conto degli aspetti socioambientali come ecocompatibilità e risparmio energetico ma anche dell’aspetto "amichevole" del rapporto con l’uomo. Come spiega Carlo Forcolini, designer e presidente della giuria, nonché dell’Adi (Associazione per il disegno industriale): «Il premio, pur essendo diviso nei due ambiti, innovazione e design, è comunque riuscito a farli entrare in stretto contatto. Se fino a qualche anno fa gli ingegneri guardavano al design con scetticismo, soprattutto perché nel loro immaginario design significa principalmente mondanità e fiere glamour, oggi hanno capito che anche l’occhio vuole la sua parte. Lo stesso vale per i designer che spesso hanno guardato i lavori progettati dagli ingegneri duri e puri, come opere meramente funzionali senza nessun appeal estetico. Mi immagino che fra qualche anno non ci sarà più distinzione e che il premio andrà all’idea che più accorpa design ed innovazione». Tra gli oggetti che hanno avuto più successo durante il concorso c’è un futuristico videocitofono della Bticino. Si tratta di un apparecchio senza pulsanti che, a seconda della luce esterna, acquista o perde luminosità e sul quale i condomini possono lasciare dei messaggi per i loro ospiti. Particolarmente evoluti sono i sistemi multimediali di controllo remoto degli impianti domestici e le nuove fonti luminose a risparmio energetico. Premiata anche una lampada in grado di ridurre del 70% il consumo di energia elettrica e a proposito di basso impatto ambientale ha ricevuto un riconoscimento nella sezione dedicata al design un palo per l’illuminazione stradale realizzato con un corpo interamente in legno e finiture in alluminio ed acciaio.
Spiega l’architetto Marc Sadler, membro della giuria: «Fa piacere veder coabitare design e tecnologia intelligente, quella che fa meno paura e risolve i problemi. Stiamo andando verso un processo di semplificazione delle strumentazioni tecniche e la domotica in particolare, oggi, ha un approccio molto più soft con l’uomo. Trovo poi molto interessante il nascere di una cultura del bello in progettazioni assolutamente industriali». A colpire particolarmente l’attenzione di Sadler è stato Slimline: «Un sistema che permette di collegare tra loro diversi corpi illuminanti sui quali vengono collocate lampade fluorescenti appositamente costruite in un sistema modulare in modo da garantire una continua linea di luce senza zone d’ombra».
Secondo Fabrizio Fabrizi, responsabile del reparto sviluppo della Bticino, sono quattro i settori nei quali la domotica, ovviamente associata al design, fiorirà in futuro. Innanzitutto Fabrizi parte dal concetto che: «La nostra azienda è stata antesignana per quanto riguarda l’associazione del concetto di design ai prodotti tecnicoindustriali ed oggi è molto difficile trovare un prodotto tecnico che non racchiuda un concetto di design». Poi spiega: «Innanzitutto c’è il concetto dell’illuminazione e del video dove si stanno facendo grandi progressi. Poi c’è quello della sicurezza, ad esempio la possibilità di chiudere ed aprire da lontano una tapparella per far credere ad ipotetici ladri che in casa c’è qualcuno. Sicuramente quello che può esplodere è il settore del risparmio energetico dove l’interesse del consumatore cresce a vista d’occhio e dove sta prendendo piede l’idea, ad esempio, di far lavorare gli elettrodomestici durante la notte per economizzare in bollette e spese». A detta di tutti, però, la vera rivoluzione della domotica sta nella cura degli anziani e dei disabili. Sono sempre più sofisticati gli elementi tecnologici messi a disposizione di questi ultimi per riuscire a garantire una vita sociale "normale" grazie alla possibilità di schiacciare un pulsante e mettersi in contatto con l’esterno piuttosto che riuscire a comandare tutti gli elettrodomestici con un telecomando o con sistemi wireless supersofisticati. Come spiega Forcolini: «E’ solo una questione di tempo, la domotica sta entrando alla grande nelle case di tutti. E non si parla solo di tecnologia, ma anche di design. Basta pensare che in rete stanno crescendo dei siti dove i tecniciinstallatori utilizzano i prodotti messi a disposizione delle aziende e rimandano le critiche o i consigli». Se ne parla, insomma e tutti iniziano a capirne l’importanza. «Non dimentichiamo — spiega — che adesso uno dei ruoli fondamentali del design è quello di umanizzare la tecnologia».
Repubblica .it - Affari e finanza
Spiega l’architetto Marc Sadler, membro della giuria: «Fa piacere veder coabitare design e tecnologia intelligente, quella che fa meno paura e risolve i problemi. Stiamo andando verso un processo di semplificazione delle strumentazioni tecniche e la domotica in particolare, oggi, ha un approccio molto più soft con l’uomo. Trovo poi molto interessante il nascere di una cultura del bello in progettazioni assolutamente industriali». A colpire particolarmente l’attenzione di Sadler è stato Slimline: «Un sistema che permette di collegare tra loro diversi corpi illuminanti sui quali vengono collocate lampade fluorescenti appositamente costruite in un sistema modulare in modo da garantire una continua linea di luce senza zone d’ombra».
Secondo Fabrizio Fabrizi, responsabile del reparto sviluppo della Bticino, sono quattro i settori nei quali la domotica, ovviamente associata al design, fiorirà in futuro. Innanzitutto Fabrizi parte dal concetto che: «La nostra azienda è stata antesignana per quanto riguarda l’associazione del concetto di design ai prodotti tecnicoindustriali ed oggi è molto difficile trovare un prodotto tecnico che non racchiuda un concetto di design». Poi spiega: «Innanzitutto c’è il concetto dell’illuminazione e del video dove si stanno facendo grandi progressi. Poi c’è quello della sicurezza, ad esempio la possibilità di chiudere ed aprire da lontano una tapparella per far credere ad ipotetici ladri che in casa c’è qualcuno. Sicuramente quello che può esplodere è il settore del risparmio energetico dove l’interesse del consumatore cresce a vista d’occhio e dove sta prendendo piede l’idea, ad esempio, di far lavorare gli elettrodomestici durante la notte per economizzare in bollette e spese». A detta di tutti, però, la vera rivoluzione della domotica sta nella cura degli anziani e dei disabili. Sono sempre più sofisticati gli elementi tecnologici messi a disposizione di questi ultimi per riuscire a garantire una vita sociale "normale" grazie alla possibilità di schiacciare un pulsante e mettersi in contatto con l’esterno piuttosto che riuscire a comandare tutti gli elettrodomestici con un telecomando o con sistemi wireless supersofisticati. Come spiega Forcolini: «E’ solo una questione di tempo, la domotica sta entrando alla grande nelle case di tutti. E non si parla solo di tecnologia, ma anche di design. Basta pensare che in rete stanno crescendo dei siti dove i tecniciinstallatori utilizzano i prodotti messi a disposizione delle aziende e rimandano le critiche o i consigli». Se ne parla, insomma e tutti iniziano a capirne l’importanza. «Non dimentichiamo — spiega — che adesso uno dei ruoli fondamentali del design è quello di umanizzare la tecnologia».
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