| Marcel Breuer Design and Architecture | ![]() |
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mer 17 novembre 2004 13:28 Pubblicato in News
Il 23 ottobre è stata inaugurata al Centro Culturale Candiani di Mestre la mostra Marcel Breuer Design and Architecture, che espone il lavoro di quella che viene considerata una delle figure più rilevanti del modernismo del XX secolo. La retrospettiva è prodotta dal Vitra Design Museum –particolarmente attivo nella ricerca e diffusione del design- e inaugura con quest’ultimo una importante collaborazione.
L’esposizione presenta sia la produzione architettonica sia la maggior parte dei mobili progettati da Breuer durante la sua lunga carriera ed è organizzata per tematiche.
La prima parte, dedicata all’opera architettonica, viene presentata attraverso dodici plastici di altrettanti edifici, affiancati da schizzi piante e fotografie. Si tratta di lavori che hanno costituito un punto di svolta nella carriera di Breuer dal momento che rappresentano soluzioni particolari utilizzate poi in numerosi altri edifici. Di particolare interesse la sezione Motivi (in cui vengono rappresentati gli elementi fondamentali che si ripetono costantemente nella produzione di Breuer, come le bande orizzontali e i rettangoli reclinati) e la zona dedicata alla texture, che documenta lo spiccato interesse dell’architetto per i materiali nonchè la sua notevole abilità nel ricombinarli per dare vita a un’ampia gamma di contrasti dati dalle loro caratteristiche intrinseche. E’ proprio la texture a rappresentare il punto di collegamento tra architettura e design di interni, attività a cui Breuer si è dedicato a lungo con interesse e passione. La produzione di arredo per interni si divide in quattro periodi distinti per la centralità di altrettanti materiali: legno, tubo d’acciaio, alluminio e compensato. Presso la Bauhaus, infatti, Breuer si dedica principalmente al legno, effettuando un periodo di apprendistato presso il laboratorio di falegnameria. Già in questa fase Breuer apporta un’innovazione importante: progetta delle sedie in cui l’intelaiatura si presenta nettamente separata dai rivestimenti in stoffa di sedute e schienali, come nel caso della sedia a listelli Lattenstuhl. Questa stessa caratteristica è uno dei prerequisiti concettuali dei mobili in tubo d’acciaio che seguono. Breuer è il primo a pensare di introdurre l’utilizzo dell’acciaio nella produzione di mobili e se da un lato l’idea non riscuote immediato successo commerciale, dall’altro riceve notevole attenzione negli ambienti dell’avanguardia europea, dal momento che si adatta perfettamente all’estetica della macchina, manifesto dell’ideale progettuale degli anni Venti. L’opera forse più famosa di Breuer, la sedia Wassiliy B3 del 1925, appartiene proprio alla prima serie di mobili in tubo d’acciaio, realizzata per arredare gli edifici della Bauhaus di Dessau. Il designer ha esplorato in profondità le numerose potenzialità strutturali e formali di questo materiale, come dimostrato dalle diverse varianti della Wassiliy. L’interesse per l’alluminio si manifesta invece in occasione di un concorso per nuovi mobili in alluminio che serve da stimolo per escogitare nuove applicazioni pratiche. Breuer vince il primo premio, ma i mobili in alluminio si rivelano, inaspettatamente, un fallimento commerciale. Anche nell’approcciarsi al compensato Breuer dimostra la volontà di esplorare le potenzialità costruttive innate dei vari materiali, come dimostrato dalla chaise longue Isokon nella quale si notano affinità formali e strutturali con la sedia in alluminio disegnata da Breuer pochi anni prima.
La mostra si presenta completa ed il percorso secondo cui si snoda riesce ad evidenziare il senso complessivo della lunghissima attività di Breuer, mettendo in risalto le tematiche e le innovazioni principali di un architetto-designer che ha saputo coniugare coerentemente i diversi ambiti della sua produzione attraverso una curiosità di fondo nei confronti dei materiali e delle loro potenzialità.
Marcel Breuer Design and architecture
23 ottobre 2004 – 9 gennaio 2005
Mestre, centro Culturale Candiani, piazzale Candiani 7
www.comune.venezia.it
www.culturaspettacolovenezia.it
La prima parte, dedicata all’opera architettonica, viene presentata attraverso dodici plastici di altrettanti edifici, affiancati da schizzi piante e fotografie. Si tratta di lavori che hanno costituito un punto di svolta nella carriera di Breuer dal momento che rappresentano soluzioni particolari utilizzate poi in numerosi altri edifici. Di particolare interesse la sezione Motivi (in cui vengono rappresentati gli elementi fondamentali che si ripetono costantemente nella produzione di Breuer, come le bande orizzontali e i rettangoli reclinati) e la zona dedicata alla texture, che documenta lo spiccato interesse dell’architetto per i materiali nonchè la sua notevole abilità nel ricombinarli per dare vita a un’ampia gamma di contrasti dati dalle loro caratteristiche intrinseche. E’ proprio la texture a rappresentare il punto di collegamento tra architettura e design di interni, attività a cui Breuer si è dedicato a lungo con interesse e passione. La produzione di arredo per interni si divide in quattro periodi distinti per la centralità di altrettanti materiali: legno, tubo d’acciaio, alluminio e compensato. Presso la Bauhaus, infatti, Breuer si dedica principalmente al legno, effettuando un periodo di apprendistato presso il laboratorio di falegnameria. Già in questa fase Breuer apporta un’innovazione importante: progetta delle sedie in cui l’intelaiatura si presenta nettamente separata dai rivestimenti in stoffa di sedute e schienali, come nel caso della sedia a listelli Lattenstuhl. Questa stessa caratteristica è uno dei prerequisiti concettuali dei mobili in tubo d’acciaio che seguono. Breuer è il primo a pensare di introdurre l’utilizzo dell’acciaio nella produzione di mobili e se da un lato l’idea non riscuote immediato successo commerciale, dall’altro riceve notevole attenzione negli ambienti dell’avanguardia europea, dal momento che si adatta perfettamente all’estetica della macchina, manifesto dell’ideale progettuale degli anni Venti. L’opera forse più famosa di Breuer, la sedia Wassiliy B3 del 1925, appartiene proprio alla prima serie di mobili in tubo d’acciaio, realizzata per arredare gli edifici della Bauhaus di Dessau. Il designer ha esplorato in profondità le numerose potenzialità strutturali e formali di questo materiale, come dimostrato dalle diverse varianti della Wassiliy. L’interesse per l’alluminio si manifesta invece in occasione di un concorso per nuovi mobili in alluminio che serve da stimolo per escogitare nuove applicazioni pratiche. Breuer vince il primo premio, ma i mobili in alluminio si rivelano, inaspettatamente, un fallimento commerciale. Anche nell’approcciarsi al compensato Breuer dimostra la volontà di esplorare le potenzialità costruttive innate dei vari materiali, come dimostrato dalla chaise longue Isokon nella quale si notano affinità formali e strutturali con la sedia in alluminio disegnata da Breuer pochi anni prima.
La mostra si presenta completa ed il percorso secondo cui si snoda riesce ad evidenziare il senso complessivo della lunghissima attività di Breuer, mettendo in risalto le tematiche e le innovazioni principali di un architetto-designer che ha saputo coniugare coerentemente i diversi ambiti della sua produzione attraverso una curiosità di fondo nei confronti dei materiali e delle loro potenzialità.
Marcel Breuer Design and architecture
23 ottobre 2004 – 9 gennaio 2005
Mestre, centro Culturale Candiani, piazzale Candiani 7
www.comune.venezia.it
www.culturaspettacolovenezia.it













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