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ven 24 settembre 2004 10:34 Pubblicato in News
La multinazionale ha da poco presentato un nuovo modello dalla spiccata flessibilità e resistenza, adatto per allenamenti “estremi”.
Già il nome racchiude di queste nuove scarpe in sé le caratteristiche portanti di questo nuovo prodotto uscito recentemente dai laboratori Nike di Portland ed ora in arrivo anche nel mercato europeo ed italiano.
La parola ‘Free’ è il termine-chiave di tutto il progetto che dopo circa due anni di ricerca ed esperimenti ha portato al risultato attuale, ovvero alla versione ‘5.0’, e, po’ come capita nel mondo dell’informatica, il termine di questo interessante progetto verrà riconosciuto col numero ‘10.0’.
Con questo modello Nike ha cercato di realizzare una scarpa particolarmente leggera e flessibile in cui fosse forte la sensazione di camminare e correre a piedi scalzi, come se non avessimo nulla ai piedi, in modo da sviluppare la sensibilità della pianta. Inoltre, il motivo dello sviluppo di un prodotto del genere, è dato dalla testimonianza di ortopedici e risultati atletici che mostrano come correre a piedi scalzi sia estremamente performante in quanto si vanno a stimolare piccoli muscoli che con le scarpe non verrebbero allenati a suffcienza. In più l’allenamento a piedi scalzi permette di ridurre gli infortuni, rinforzarne la struttura e migliorare le prestazioni atletiche.
Nel 2002 Jeff Pisciotta, guru della ricerca ortopedica e biomeccanico della Nsrl (acronimo che sta per Nike Sport Research Lab), fece correre dieci uomini e dieci donne a piedi nudi in un prato dove aveva precedentemente posizionato delle macchine fotografiche ad alta velocità. Qui è stato osservato come il piede poggia prima sul tallone, poi la pressione passa sul lato esterno della pianta e infine sulle dita che si allargano per far presa sul terreno prima dello slancio finale. Inoltre è stata notata una sostanziale differenza in questa fase della corsa nel movimento dei piedi degli uomini e delle donne le quali uitlizzano maggiormente la forza delle dita.
Da queste e da altre analisi, lo studio della vera forma della scarpa è passato a Tobie Hatfield, ingegnere della Nsrl il quale ha realizzato una forma che si piega e si torce come un piede scalzo. Il tallone è infilato in una sorta di conchiglia che lo protegge ma lascia libera la caviglia mentre il resto della suola è intagliata a cubetti in modo da rendere il piede il più libero possibile. Nella versione per donne anche la punta è particolamente flessibile a causa del proprio modo di correre mentre in quella dedicata a quegli sport dove è richiesta notevole spinta laterale, è stato realizzata una strep trasversale che ne rinforza la struttura.
In Italia le primissime 700 paia di Nike 5.0 per 35 punti vendita dovrebbero arrivare in queste settimane e il loro prezzo dovrebbe assestarsi attorno agli 80 euro
www.nike.com/nikefree
La parola ‘Free’ è il termine-chiave di tutto il progetto che dopo circa due anni di ricerca ed esperimenti ha portato al risultato attuale, ovvero alla versione ‘5.0’, e, po’ come capita nel mondo dell’informatica, il termine di questo interessante progetto verrà riconosciuto col numero ‘10.0’.
Con questo modello Nike ha cercato di realizzare una scarpa particolarmente leggera e flessibile in cui fosse forte la sensazione di camminare e correre a piedi scalzi, come se non avessimo nulla ai piedi, in modo da sviluppare la sensibilità della pianta. Inoltre, il motivo dello sviluppo di un prodotto del genere, è dato dalla testimonianza di ortopedici e risultati atletici che mostrano come correre a piedi scalzi sia estremamente performante in quanto si vanno a stimolare piccoli muscoli che con le scarpe non verrebbero allenati a suffcienza. In più l’allenamento a piedi scalzi permette di ridurre gli infortuni, rinforzarne la struttura e migliorare le prestazioni atletiche.
Nel 2002 Jeff Pisciotta, guru della ricerca ortopedica e biomeccanico della Nsrl (acronimo che sta per Nike Sport Research Lab), fece correre dieci uomini e dieci donne a piedi nudi in un prato dove aveva precedentemente posizionato delle macchine fotografiche ad alta velocità. Qui è stato osservato come il piede poggia prima sul tallone, poi la pressione passa sul lato esterno della pianta e infine sulle dita che si allargano per far presa sul terreno prima dello slancio finale. Inoltre è stata notata una sostanziale differenza in questa fase della corsa nel movimento dei piedi degli uomini e delle donne le quali uitlizzano maggiormente la forza delle dita.
Da queste e da altre analisi, lo studio della vera forma della scarpa è passato a Tobie Hatfield, ingegnere della Nsrl il quale ha realizzato una forma che si piega e si torce come un piede scalzo. Il tallone è infilato in una sorta di conchiglia che lo protegge ma lascia libera la caviglia mentre il resto della suola è intagliata a cubetti in modo da rendere il piede il più libero possibile. Nella versione per donne anche la punta è particolamente flessibile a causa del proprio modo di correre mentre in quella dedicata a quegli sport dove è richiesta notevole spinta laterale, è stato realizzata una strep trasversale che ne rinforza la struttura.
In Italia le primissime 700 paia di Nike 5.0 per 35 punti vendita dovrebbero arrivare in queste settimane e il loro prezzo dovrebbe assestarsi attorno agli 80 euro
www.nike.com/nikefree













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