| Pulviscoli, disegni e parole di Alessandro Mendini | ![]() |
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mer 25 maggio 2005 08:50 Pubblicato in News
La mostra, attraverso disegni preparatori, febbrili e solari, limpidi schizzi colorati e testi teorici ed esplicativi che precedono la realizzazione di un progetto, mette in luce il metodo di lavoro di Alessandro Mendini.
I lavori sono esposti lungo una striscia unica, all’altezza degli occhi, che permetterà di apprezzare la precisione e la ricchezza dei suoi lavori, sempre proposti su semplici e standard fogli bianchi formato A4. Inoltre saranno installati alcuni piccoli altoparlanti che diffonderanno testi di Mendini letti da vari personaggi (Matia Bazar, Steve Piccolo, Rais, Cristina Donà, Daniela Diakova, Sissi Atanassova ecc.) e da allievi della Paolo Grassi di Milano e da altri studenti.
Le opere saranno inoltre consultabili digitalmente, da studenti di architettura e di design, da professionisti del settore e appassionati, all'interno della Biblioteca del Progetto della Triennale di Milano recentemente restaurata.
Con l'apertura della biblioteca e le due importanti donazioni prende corpo così alla Triennale di Milano il tanto atteso progetto per una Collezione Permanente del Design in vista dell'apertura del Design Museum.
Mendini: "Conto di fare da apripista per altre donazioni al nuovo Museo del design. Innanzitutto mi sembrava interessante non tenermi nel fondo di un cassetto una gran quantità di lavori che possono essere guardati e capiti da altre persone".
La mostra rimarrà aperta fino al 24 luglio.
Triennale di Milano
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~~#FF8C00:Chi è Alessandro Mendini?~~
Nato a Milano nel 1931, dopo una lunga esperienza progettuale con lo Studio Nizzoli Associati, abbandona nel 1970 la professione attiva, per dedicarsi soprattutto alla critica ed alla ricerca. Dallo stesso anno fino al 1976 dirige la rivista "Casabella", che in quel periodo diventa l'organo ufficiale dell'Architettura Radicale italiana; lasciata "Casabella", fonda la rivista "Modo", che dirige fino a quando è chiamato alla direzione di "Domus" (1980-85).
Insieme a Branzi e Sottsass è il principale teorico e sostenitore del rinnovamento del design italiano negli anni Ottanta, sotto il nome di Nuovo Design o Neomodernismo. In questo periodo inoltre reinventa anche l'immagine dell'industria Alessi, divenendone lo storiografo ufficiale. Verso la fine degli anni ottanta riprende l'attività di architetto ed inizia a progettare quadri e sculture, che espone in numerose mostre in gallerie e musei.
Da molti critici viene definito come una delle figure più provocanti del design italiano, in quanto il suo metodo di lavoro è basato sul paradosso, la metafora, l'eccesso, lo spiazzamento e il grottesco.
Mendini è personaggio unico, tra le più nitide intelligenze del mondo del progetto, una delle figure più provocatorie del design italiano, intellettuale controcorrente che al progetto funzionale e razionale ha sempre contrapposto il progetto dell´esistenza.
I lavori sono esposti lungo una striscia unica, all’altezza degli occhi, che permetterà di apprezzare la precisione e la ricchezza dei suoi lavori, sempre proposti su semplici e standard fogli bianchi formato A4. Inoltre saranno installati alcuni piccoli altoparlanti che diffonderanno testi di Mendini letti da vari personaggi (Matia Bazar, Steve Piccolo, Rais, Cristina Donà, Daniela Diakova, Sissi Atanassova ecc.) e da allievi della Paolo Grassi di Milano e da altri studenti.
Le opere saranno inoltre consultabili digitalmente, da studenti di architettura e di design, da professionisti del settore e appassionati, all'interno della Biblioteca del Progetto della Triennale di Milano recentemente restaurata.
Con l'apertura della biblioteca e le due importanti donazioni prende corpo così alla Triennale di Milano il tanto atteso progetto per una Collezione Permanente del Design in vista dell'apertura del Design Museum.
Mendini: "Conto di fare da apripista per altre donazioni al nuovo Museo del design. Innanzitutto mi sembrava interessante non tenermi nel fondo di un cassetto una gran quantità di lavori che possono essere guardati e capiti da altre persone".
La mostra rimarrà aperta fino al 24 luglio.
Triennale di Milano
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~~#FF8C00:Chi è Alessandro Mendini?~~
Nato a Milano nel 1931, dopo una lunga esperienza progettuale con lo Studio Nizzoli Associati, abbandona nel 1970 la professione attiva, per dedicarsi soprattutto alla critica ed alla ricerca. Dallo stesso anno fino al 1976 dirige la rivista "Casabella", che in quel periodo diventa l'organo ufficiale dell'Architettura Radicale italiana; lasciata "Casabella", fonda la rivista "Modo", che dirige fino a quando è chiamato alla direzione di "Domus" (1980-85).
Insieme a Branzi e Sottsass è il principale teorico e sostenitore del rinnovamento del design italiano negli anni Ottanta, sotto il nome di Nuovo Design o Neomodernismo. In questo periodo inoltre reinventa anche l'immagine dell'industria Alessi, divenendone lo storiografo ufficiale. Verso la fine degli anni ottanta riprende l'attività di architetto ed inizia a progettare quadri e sculture, che espone in numerose mostre in gallerie e musei.
Da molti critici viene definito come una delle figure più provocanti del design italiano, in quanto il suo metodo di lavoro è basato sul paradosso, la metafora, l'eccesso, lo spiazzamento e il grottesco.
Mendini è personaggio unico, tra le più nitide intelligenze del mondo del progetto, una delle figure più provocatorie del design italiano, intellettuale controcorrente che al progetto funzionale e razionale ha sempre contrapposto il progetto dell´esistenza.













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