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Design.tv intervista l'eclettica Marcella Foschi PDF Stampa E-mail
mer 14 maggio 2008 00:00 Coscablog
Tags: interviste, designer, marcella foschi, novità, eco-design, ecologia, materiali riciclati.

dressing_lamps_01.jpgGiovanissima e con una grande creatività e voglia di sperimentare, Marcella Foschi è una ventata di novità e freschezza nel panorama del design italiano. La sua passione per il recycling l'ha portata allo sviluppo del progetto Private Circle e molti dei prodotti che realizza hanno davvero spopolato.

 

1) Design.tv: La prima regola che anima il tuo progetto Private Circle sembra essere proprio quella di "ri-utilizzare" vecchi oggetti per crearne di nuovi. Come è nata questa passione per il recycling?

Marcella Foschi: Più che nata, c’è sempre stata dentro di me, una sorta di leit motiv quotidiano.
Conservo tantissime cose e materiali, perché penso che un giorno magari mi verrà in mente cosa farci.
Accumulo e faccio lievitare i cassetti, guardo attorno ai cassonetti e mi dico: “Ma sono pazzi! Guarda cosa hanno buttato via!”. E finisce che mi porto via sempre mobili e vecchi elettrodomestici.
Sono una fanatica dei mercatini dell’usato, che scruto continuamente e non faccio che riempire casa mia con la disperazione delle persone che si trovano ad abitare con me, frase tipica quando entro dalla porta: “Cos’hai raccattato anche questa volta?”.

2) Design.tv: Dove trovi gli spunti e l'ispirazione per progettare oggetti così inusuali? E come gestisci il processo creativo?

Marcella Foschi: In genere dalle soluzioni ai piccoli problemi che ci troviamo ad affrontare ogni giorno.
Il mio progetto “Design: not wanted!” indaga proprio su come la gente comune si ingegna per aiutarsi nella vita quotidiana spesso trovando tecniche semplicemente geniali senza l’aiuto di un oggetto progettato per eseguire la specifica funzione.
Per esempio pulirsi la bocca con la manica, coprire le luci troppo forti con un vestito, sbrinare il parabrezza con una scheda telefonica…
Da queste idee sono nate le tovagliette “Bon Ton”, le “Dressing Lamps” e gli “Icescrapers” (v. www.privatecircle.it).
Per aiutarmi nel trovare nuove idee scrivo continuamente nei miei quaderni tutto ciò che ho visto e che mi potrebbe ispirare o che per un attimo mi ha fatto pensare, molto spesso anche cose che ho sognato.
Poi la maggior parte non mi porteranno a niente di compiuto, altre invece a nuovi progetti.

cassette_wallet.jpg

3) Design.tv: Al Salone del Mobile 2008 eri presente con le tue creazioni presso il super creativo spazio Designersblock, quest'anno organizzato addirittura in una piscina (quella di via Argelati).
Come hai vissuto questa esperienza?

Marcella Foschi: Benissimo, nonostante la pioggia battente!
La crew di designersblock è davvero disponibile e positiva, sempre di buon umore anche nei giorni in cui, per motivi metereologici, i visitatori erano pochi.
Lo spazio poi permetteva di dare ristoro sia corporeo che visivo ai visitatori, che sollecitati dalla miriade di oggetti visti, potevano invece passeggiare tranquillamente tra le piccole isolette espositive attorno e dentro la piscina.
Poi grazie alle panchine, il bar e il beneamato sole, i visitatori finivano per rimanere con noi anche tutto il pomeriggio, presi dal clima sereno e festoso che aleggiava intorno.
La dispersività del luogo oltretutto creava una maggiore fruizione degli oggetti, tra gli uni e gli altri c’era una pausa che favoriva una maggiore comprensione di ciò che si stava osservando, credo che questo sia importantissimo.
Quando si vedono troppe cose insieme si finisce per non vedere niente, è una cosa di cui me ne accorgo sia da visitatrice sia da espositrice.
O riesci a catturare l’attenzione intrattenendo un dialogo con colui che sta passando, altrimenti ti accorgi che ti sta guardando ma non ti vede oppure non capisce cosa sta vedendo. E’ in una sorta di trance visiva da cui devi tentare di distoglierlo.

4) Design.tv: Tra le miriadi di proposte qual'è stato il progetto che ti ha maggiormente colpita positivamente e quello che invece ti ha lasciata abbastanza perplessa?

Marcella Foschi: Immagino che sia tremendo da dire, ma quando sono io a esporre mi è difficile vedere le cose degli altri. Non mi piace lasciare il mio stand alla libera interpretazione dei visitatori che, pieni di impulsi visivi, passano distrattamente senza capire cosa stanno vedendo.
Anche le mie lampade per esempio, se non mostro come è costruito il supporto, le persone non capiscono che possono usare i propri vestiti e inventare ogni giorno una lampada diversa grazie alla loro interazione, pensano che sto vendendo una lampada fatta riciclando canottiera!
Per questo ci tengo molto al confronto diretto col pubblico.

dressing_lamps.jpg

5) Design.tv: Pensi sia stato dato abbastanza spazio ai giovani designer, in particolar modo a quelli italiani, o credi che invece siano stati penalizzati come spesso accade?

Marcella Foschi: Il luogo comune è che quando sei tu a proporti nel tuo paese sei sempre guardato dall’alto al basso, se invece porti all’estero le tue idee di sicuro riscuoti successi.
L’Italia non è un paese come tanti altri nel panorama design, questo bisogna ammetterlo. Qui sono le eccellenze a pesare come una spada di damocle sulle teste dei giovani designer. Prima che il tuo nome venga fuori o che un’azienda punti su di te, ci sono anni e anni di gavetta nell’anonimato più totale e non è detto che tu riesca a realizzare i tuoi sogni.
La soluzione che si attua sempre più per chi crede nei propri progetti, ovviamente nelle possibilità realizzative, è quella dell’autoproduzione.
Autoproduzioni a cui si tiene fronte con contatti di vendita e promozione trovati durante le esposizioni. Cioè quello che sto facendo io e quasi tutte le persone con cui mi sono trovata ad esporre.
Persone che prima di tutto hanno creduto nel valore delle cose che propongono, ovviamente ne hanno avuto un riscontro sul pubblico e hanno provato a investire su se stessi, non senza rischi! 

Nelle foto potete vedere due prodotti sviluppati dalla designer: Cassette Wallet, un porta monete realizzato a partire dal recupero di vecchie musicassette, e Dressing Lamps, lampade il cui paralume è creato con vecchi indumenti vintage.



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