| Deus ex fabrica 2 - L.U.M Francesco Meneghini | ![]() |
![]() |
![]() |
Il prossimo 1 marzo 2008, presso la Galleria Browning di Asolo, verrà inaugurata la mostra L.U.M, personale dell'artista e motion designer Francesco Meneghini.
La mostra rappresenta anche il secondo appuntamento del ciclo “Deus Ex Fabrica”, rassegna che raggruppa una serie di artisti per lo più veneti e che hanno in comune il fatto di essere passati per Fabrica, l'incubatore creativo e laboratorio di comunicazione del gruppo Benetton.
Il tema portante della mostra L.U.M è la “sorgente luminosa che diventa oggetto” e le opere esposte rappresentano perfettamente il tentativo di indagare il confine tra arte, tecnologia e natura: l'elettricità si mescola con logica e linguaggio creando oggetti insoliti e, al contempo, elementi appartenenti alla Natura entrano in contatto con codici binari programmati.
Ma abbiamo avuto modo di chiaccherare un po' con il giovane artista, che oltre a descriverci meglio la natura del suo lavoro e delle sue opere, ci ha anche spiegato il suo punto di vista in riferimento alle sconfinate potenzialità (purtroppo ancora poco sfruttate) dell'interaction design, soprattutto a livello didattico e museale.

1) Raccontaci un po' della mostra L.U.M.: cosa c'è alla base delle tue creazioni e come è stata concepita la mostra?
Francesco Meneghini: il filo conduttore dell'intera mostra è la luce che diventa oggetto. Saranno esposte tre opere: la prima, che si troverà al piano terra, si chiama Electriseed ed è caratterizzata da quattro “bolle” di vetro soffiato (realizzate dal bravissimo maestro vetraio Massimo Lunardon) all'interno delle quali si illuminano degli anagrammi incandescenti. Il concetto di base è che ogni pezzo ha un unico DNA che ogni volta viene trasformato in una parola nuova.
Al primo piano ci sarà “Q” che consiste in una vasca di acqua che crea forme luminose tridimensionali e produce suoni in relazione alle onde create dai visitatori che andranno ad immergere le mani nel liquido. Se si muove poca acqua ci sarà un certo tipo di risposta, se si muove tanta acqua la risposta sarà diversa. Ci sono anche quattro casse con un comportamento sonoro.
Ficklampa, che invece sarà al secondo piano, è un dipinto collettivo in divenire: si può dipingere tutti insieme e lo strumento che si utilizza è la luce. I visitatori potranno lasciare dei segni di colore su uno schermo e comporre dei suoni usando qualunque tipo di sorgente luminosa, come un accendino, un cellulare o una torcia. In questo modo gli utenti che interagiranno diventeranno parte attiva di un'opera collettiva mutevole ed in continuo divenire.
Anche qui è presente l'elemento sonoro, quindi si può produrre anche musica.
La galleria è disposta su tre piani e per agevolare l'interazione e la fruizione delle opere, sono state posizionate le bolle incandescenti al piano terra, poi la vasca Q e, infine, Ficklampa e l'interazione aumenta man mano che si sale.
2) Nelle tue opere si riscontra un importante aspetto interattivo, in cui la componente umana diventa fondamentale per far vivere le opere stesse. Che reazioni hai riscontrato da parte del pubblico nelle precedenti esposizioni, soprattutto per quanto riguarda l'interazione con Q e Ficklampa?
Francesco Meneghini: ci sono reazioni tra le più disparate, in un primo momento rimangono tutti sempre molto sorpresi e colpiti. Non si spiegano come certe reazioni possano verificarsi.
C'è una sorta di effetto “magia”. Spesso le persone hanno bisogno di vedere qualcuno che interagisce e poi, di conseguenza, tutti iniziano a sperimentare l'opera. Nel caso della vasca Q i più entusiasti sono di solito i bambini, ma anche gli anziani si dimostrano sempre molto divertiti e giocano con l'acqua fino a trasformare l'esperienza interattiva in un'esperienza coivolgente e ludica. Anche con Ficklampa, dopo un primo momento di “timidezza”, si innesta una vera battaglia di luci e suoni e le persone iniziano ad interagire con l'opera utilizzando ogni tipo di sorgente luminosa.

3) Come si può intersecare il concetto di “interaction design” con il design di prodotto e che ruolo può avere a livello concreto?
Francesco Meneghini: Può diventare interessante ad un altro livello, nel momento in cui si sviluppano dei nuovi rapporti tra utente ed oggetto. E questo può avere un aspetto più artistico (interazione più istintiva) ed anche funzionale, nel momento in cui si iniziano ad usare nuove tecnologie per oggetti comuni. In questo senso, un esempio davvero significativo è l'oggetto interattivo Yamaha TENORI-ON di Toshio Iwai: c'è un'interfaccia così semplice e user friendly da usare che consente a persone anche poco esperte di avvicinarsi alla musica.
Un altro esempio importante è l'applicazione dell'interaction design nell'ambito museale: si potrebbero organizzare le didascalie e i contenuti in forma interattiva. Così si aumenta l'elemento di coinvolgimento che può indurre a ricordare meglio e a vivere l'esperienza “museo” in maniera più ludica e divertente.
Lo scopo deve essere sempre quello di creare delle “esperienze” ed in questo senso lo strumento “interaction design” può assumere un ruolo cruciale.
4) Qualche consiglio per chi si volesse avvicinarsi alla professione di Interaction designer?
Francesco Meneghini: Ad Ivrea avevano aperto un corso interessante a questo propostito che purtroppo però è stato chiuso, probabilmente per mancanza di fondi.
E' difficile dare una ricetta: i corsi in Europa sono davvero pochi, uno tra tutti è quello del Royal College di Londra, ma non c'è ancora una cultura accademica così estesa.
Il problema è che bisogna essere abbastanza poliedrici o comunque avere la consapevolezza delle possibilità: quando si progetta qualcosa si deve sapere come si può fare, non è detto che tu lo sappia fare, ma comunque devi avere una percezione di tutti gli aspetti, anche quelli tecnici, e sapere a chi rivolgerti per farti supportare.
In realtà servono una serie di professionalità diverse perchè l'interaction designer deve saper coordinare aspetti anche molto lontani fra loro.
La mia preparazione è legata alla grafica, poi mi sono avvicinato al web. In seguito, l'esperienza a Fabrica, incubatore caratterizzato da una forte sperimentazione, mi ha permesso di esplorare una serie di altri campi. Sono venuto a contatto con professionalità, culture ed approcci diversi: persone che facevano sound design, video, piuttosto che grafica, web o comunicazione.
La possibilità di scambiare conoscenze e avere una visione a 360 gradi consente di crescere molto e di realizzare dei progetti complessi e più variegati.
Deus ex fabrica 2 / L.U.M. Francesco Meneghini
galleria browning Asolo
1 marzo - 13 aprile 2007
Orari: mercoledì - giovedì h. 15.30/19.30 sabato - domenica
h.10.00/13.00 15.30/19.30
info: mob. +39 3406295528 Maura Buosi +339 42355320
Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo
With the support of LIVE MORE, un progetto di OVS.
Opening:
1 marzo alle ore 18.30 e resterà aperta fino al 13 aprile 2008
Il prossimo appuntamento del ciclo “deus ex fabrica” sarà ad Ottobre
con la giovane artista Giorgia Ricci.













Commenti degli utenti (0)![]() |
|
Nessun commento postato
mXcomment 1.0.4 © 2007-2008 - visualclinic.fr
License Creative Commons - Some rights reserved
| < Prec. | Pros. > |
|---|










(0 voto)
Visite: 183