| Design Anonimo in Italia |
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gio 14 giugno 2007 12:43 Pubblicato in News
Alberto Bassi dedica un libro al design degli oggetti anonimi, che tanto impatto hanno avuto sulla vita delle persone.
Scarabocchiare appunti, farsi un caffè, prendere un aperitivo sono piccoli gesti della quotidianità che meriteranno un momento di riflessione aggiuntivo dopo aver letto il libro che Alberto Bassi dedica al design anonimo in Italia. Perché uno degli "effetti collaterali", magari non previsti dall'autore, è quello di far vedere con occhi diversi, o forse semplicemente "vedere", a noi profani della materia una scelta di oggetti che accompagnano la nostra vita e che, proprio per il fatto che qualcuno li ha ideati, l' hanno pure, e spesso non di poco, migliorata. Nei casi citati precedentemente: la Tratto Pen della Fila è stata disegnata nel 1976 dallo studio milanese Design Group, la Moka Express è tuttora sostanzialmente invariata da quella progettata nel 1933 da Alfonso Bialetti, alla bottiglia di Campari Soda ha contribuito in maniera decisiva Fortunato Depero nel 1932.
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Infatti, potrà sembrare spiazzante, l'impulso che ha spinto Bassi ha a che fare con l'etica. «Perché il disegno industriale è stato sì uno strumento di valorizzazione delle merci, ma ha fornito nella sua storia qualità culturale e sociale – sottolinea - Invece oggi il design vive una grande crisi di qualità e di innovazione, rifugiandosi nella logica del lusso e della firma. Dimenticando così che potrebbe e dovrebbe avere una qualche funzione, e responsabilità, rispetto alla vita».
Il dibattito è aperto. Il designer Jasper Morrison, che ha allestito nel 2006 insieme a Naoto Fukasawa, a Tokyo e a Londra, la mostra "Super normal"(esponendo anche la penna bic o la clip metallica per fogli), scrive su "Domus": «Il mondo del design vive una situazione di deriva della normalità, ha dimenticato le proprie radici e il principio originario in base al quale ai designer spetta prendersi cura dell'ambiente creato dall'uomo».
Leggi l'articolo da Il Sole 24 Ore
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Infatti, potrà sembrare spiazzante, l'impulso che ha spinto Bassi ha a che fare con l'etica. «Perché il disegno industriale è stato sì uno strumento di valorizzazione delle merci, ma ha fornito nella sua storia qualità culturale e sociale – sottolinea - Invece oggi il design vive una grande crisi di qualità e di innovazione, rifugiandosi nella logica del lusso e della firma. Dimenticando così che potrebbe e dovrebbe avere una qualche funzione, e responsabilità, rispetto alla vita».
Il dibattito è aperto. Il designer Jasper Morrison, che ha allestito nel 2006 insieme a Naoto Fukasawa, a Tokyo e a Londra, la mostra "Super normal"(esponendo anche la penna bic o la clip metallica per fogli), scrive su "Domus": «Il mondo del design vive una situazione di deriva della normalità, ha dimenticato le proprie radici e il principio originario in base al quale ai designer spetta prendersi cura dell'ambiente creato dall'uomo».
Leggi l'articolo da Il Sole 24 Ore
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