| Motorola lancia il successore del Razr V3 | ![]() |
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ven 30 settembre 2005 11:57 Pubblicato in News
Si chiamerà Razr V3x l'erede del celeberrimo cellulare di punta dell'azienda americana, in arrivo per la fine del 2005
Il modello V3x ha un design chiaramente derivato da quello del suo predecessore, come si può chiaramente intuire dal confronto diretto dei due modelli (a destra il V3 e a sinistra il V3x):

Il nuovo cellulare di Motorola riesce forse ad avere un design ancora più accattivante del V3, anche se ha uno spessore leggermente superiore rispetto ad esso (il V3 aveva uno spessore, a “conchiglia chiusa” di appena 13,9 mm), giustificato dal fatto che ingloba tutte le funzioni che lo stato dell’arte della tecnologia consente: due fotocamere per effettuare fotografie e ricevere videochiamate (di cui la “principale” ha una risoluzione di 2 megapixel e uno zooo 8x), bluetooth, memoria espandibile con schede da 512Mb, microprocessore dedicato alla grafica 3D, supporto ai principali formati audio e video.

Insomma, Motorola vuole ancora una volta dimostrare che i telefoni “li sa fare”. Nonostante, va però detto, abbia deluso un po’ tutti con il Rokr, il telefono figlio della collaborazione con Apple. Ma come è stato subito evidente alla presentazione del telefono, Rokr non è l’“iPhone” che più di qualcuno si aspettava, e Apple si è limitata a fornire una versione del software iTunes per gestire e scaricare le canzoni: un po’ poco, per chi si aspettava una qualche innovazione. E Motorola, per parte sua, non sembra onestamente essersi sforzata più di tanto, presentando un telefono che, almeno per gli standard europei, ha un design che appare datato. Questo “sapore di vecchio” traspare anche da alcune scelte tecnologiche (come la fotocamera appena VGA o l’utilizzo dell’USB 1.1, anziché il più performante - e diffuso - 2.0, per il collegamento al computer) che lasciano quantomeno pensare che né Motorola né Apple considerino Rokr un prodotto “di punta”. Cosa, peraltro, confermata dalle parole dello stesso Steve Jobs, che ha dichiarato di non credere alla convergenza tra dispositivi e che secondo lui la musica sul cellulare ha un successo tutt’altro che assicurato, ostacolata dagli alti costi che si prospettano per scaricare le canzoni e dalle difficoltà inevitabili a effettuare acquisti on-line tramite il piccolo display del cellulare. Infatti, dice il guru di Apple parlando di Rokr, “è un esperimento che andava fatto, ma non sono certo che il business esista”.

Il nuovo cellulare di Motorola riesce forse ad avere un design ancora più accattivante del V3, anche se ha uno spessore leggermente superiore rispetto ad esso (il V3 aveva uno spessore, a “conchiglia chiusa” di appena 13,9 mm), giustificato dal fatto che ingloba tutte le funzioni che lo stato dell’arte della tecnologia consente: due fotocamere per effettuare fotografie e ricevere videochiamate (di cui la “principale” ha una risoluzione di 2 megapixel e uno zooo 8x), bluetooth, memoria espandibile con schede da 512Mb, microprocessore dedicato alla grafica 3D, supporto ai principali formati audio e video.

Insomma, Motorola vuole ancora una volta dimostrare che i telefoni “li sa fare”. Nonostante, va però detto, abbia deluso un po’ tutti con il Rokr, il telefono figlio della collaborazione con Apple. Ma come è stato subito evidente alla presentazione del telefono, Rokr non è l’“iPhone” che più di qualcuno si aspettava, e Apple si è limitata a fornire una versione del software iTunes per gestire e scaricare le canzoni: un po’ poco, per chi si aspettava una qualche innovazione. E Motorola, per parte sua, non sembra onestamente essersi sforzata più di tanto, presentando un telefono che, almeno per gli standard europei, ha un design che appare datato. Questo “sapore di vecchio” traspare anche da alcune scelte tecnologiche (come la fotocamera appena VGA o l’utilizzo dell’USB 1.1, anziché il più performante - e diffuso - 2.0, per il collegamento al computer) che lasciano quantomeno pensare che né Motorola né Apple considerino Rokr un prodotto “di punta”. Cosa, peraltro, confermata dalle parole dello stesso Steve Jobs, che ha dichiarato di non credere alla convergenza tra dispositivi e che secondo lui la musica sul cellulare ha un successo tutt’altro che assicurato, ostacolata dagli alti costi che si prospettano per scaricare le canzoni e dalle difficoltà inevitabili a effettuare acquisti on-line tramite il piccolo display del cellulare. Infatti, dice il guru di Apple parlando di Rokr, “è un esperimento che andava fatto, ma non sono certo che il business esista”.













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