Home arrow News arrow Progettare la pedana vibrante guidati da valori Zen. Intervista al Prof. Rossano Bertocco
Progettare la pedana vibrante guidati da valori Zen. Intervista al Prof. Rossano Bertocco PDF Stampa E-mail
ven 12 ottobre 2007 00:00 Anna Rado
Tags: zen, design, interviste, industrial design.

pedana_con_tappeto_nuovo_2080_x_1170_ok.jpgSi è tenuta lunedì 8 ottobre a Bologna la presentazione ufficiale del nuovo prodotto di punta firmato Iacer: la pedana vibrante ZEN. L'azienda, specializzata nel settore home wellness, con questo lancio inaugura il rapporto di collaborazione con il prof. Rossano Bertocco che, all'interno di un team di specialisti, ha seguito il progetto sin dalla nascita.

In questi ultimi tempi si fa un gran parlare di pedane vibranti, vera novità del fitness sia in abito professionistico che privato. Quali sono i benefici che se ne traggono?
"Nasa e ente spaziale russo vent'anni fa introdussero le vibrazioni per curare le carenze osse degli astronauti al ritorno dalle missioni spaziali. Successivamente i ricercatori si accorseso che era tutta la muscolatura a trarne beneficio. Studiando approfonditamente il caso essi appurarono che questi miglioramenti erano dati dal riequilibrio ormonale che le vibrazioni provocano naturalmente. A quel punto si trattò solo di formulare protocolli adatti a pazienti atleti. Negli ultimi anni c'è stata un'ampia diffusione delle pedane vibranti in ambito fitness ed estetico. I trattamenti per mezzo di vibrazioni si sono affermati come efficaci e ricercati."
Cosa è significato lavorare all'interno di un team di professionisti di estrazioni diverse?
"L'interazione fra vari know how e conoscenze pregresse, di tipo strettamente teorico piuttosto che date da esperienze concrete, han fatto sì che si potesse realizzare un prodotto tanto innovativo per praticità, quanto ben curato per estetica e interfaccia. Ad esempio al posto delle gommine sulle quali si usa posare il tappetino abbiamo adattato delle particolari molle dette in gergo desmodroniche. L'idea proviene dal mondo motociclistico Ducati. Siamo così in grado di garantire la qualità della vibrazione nel tempo.
Da dove viene il nome Zen?
"Abbiamo individuato nell parola Zen prima di tutto una serie di valori che sono stati guida in tutte le fasi di progetto. Perchè con questo prodotto vogliamo raggiungere gli obiettivi di benessere fisico cercando di armonizzare tutti gli elementi. Per raggiugere questo scopo la sola meccanica non è sufficiente, serve l'intervento del design. In fase di progetto il team ha cercato di soddisfare i criteri ergonomici, ha studiato nel dettaglio l'interfaccia, ha ricondotto l'estetica della pedana e del materiale informativo all'immaginario orientale. Tutti concetti che sono evocati dalla parola Zen. Ad esempio nella pedana vibrante l'elemento chiave è il tappeto, lo è sia per il grado di comfort che deve offrire sia perchè su di esso si trovano le indicazioni per le posture da mantenere. Il tappeto diventa così parte integrante dell'interfaccia. Nel caso di Zen si è scelto di segnalare le varie posizioni degli esercizi attraverso segni grafici che richiamino alla mente le pietre dei giardini orientali che sono solitamente disposte a piramide, una sopra l'altra dalla più grande alla più piccola."
Parlando di interfaccia, la pedana a prima vista è apparentemente priva di un quadro comandi. Come la si programma?
"Pedane di questo genere, altamente professionali, prevedono centinai di protocolli (programmi di terapia, rilassamento, tonificazione, defaticamento,...). Si trattava di semplificare al massimo l'interazione tra utilizzatore-personale addetto e macchina. Al contempo volevamo rispettare la pulizia delle forme e lo spazio dedicato agli esercizi. Ne è derivata una scelta ben precisa: abbiamo deciso di togliere la classica console -che poi è un altro esempio di come i valori di cui parlavo ci hanno guidato nel progettare sino a caratterizzare la forma e l'interazione di Zen-. Tutte le funzioni sono quindi azionate da un telecomando. Eliminando la console e introducendo il telecomando, capace di governare sino a 10 macchine nel raggio di 10 metri, Iacer propone una nuova gestualità, un diverso modo di organizzare il lavoro nelle palestre, centri fisioterapici e centri di estetica".
Grazie della disponibilità e buon lavoro!



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ven 12 ottobre 2007 00:00 Anna Rado
Questo articolo è stato inserito il giorno ven 12 ottobre 2007 00:00. Puoi seguire i commenti a questo articolo attraverso il feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento. Tags: zen, design, interviste, industrial design. Ultima modifica: ven 12 ottobre 2007 16:09
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