| Riyadh Gallery Hotel “What a Dream” | ![]() |
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In occasione di Abitare il Tempo 2009 - Verona e all’interno dell’evento “Linking People”, Maurizio Favetta presenta in collaborazione con Ambiance e Kingsize Architects, l’installazione “Riyadh Gallery Hotel”, ovvero la rappresentazione del mood estetico e formale di una nuova realizzazione nel settore dell’ospitalita’ che l’architetto milanese sta progettando in questo periodo nella capitale saudita Riyadh.
Il progetto per Linking People riproduce le atmosfere di questo nuovo hotel in uno spazio di 100 mq.
Il complesso alberghiero nella sua versione finale, occupera’ parte della “Riyadh Gallery” uno dei piu’ imponenti centri commerciali di Riyadh.
L’albergo avra’ 320 camere tra standard, family e suites. L’apertura e’ prevista entro l’autunno del 2010.
Il progetto nasce dalla collaborazione fra Ambiance, societa’ Italiana con sede operativa a Riyadh, responsabile del coordinamento e del project management e Kingsize architects, la societa’ creativa di Milano fondata nel 2008 da Maurizio Favetta.
In questo lavoro, Maurizio Favetta ci sorprende con un’interpretazione linguistica dello spazio, che trae ispirazione dalla tradizione araba nelle arti grafiche. Tradizione ricca di esempi straordinari, di una sterminata quantita’ di segni e simbologie, di intrecci e di motivi le cui combinazioni sorprendono per gli effetti tridimensionali e le possibili diverse interpretazioni. All’interno dell’installazione di Verona, i codici della classicita’ vengono rivisitati e reinterpretati per restituirci un’immagine della cultura locale distante dagli stereotipi tradizionali. Un’immagine fresca, dinamica, al passo con il forte e costante cambiamento del paese saudita che in questo periodo sta vivendo un momento di crescita costante anche se misurato.
“Frequentando da anni Riyadh, metropoli di milioni di abitanti, continuo a riscontrare nelle nuove realizzazioni architettoniche i due opposti: da una parte un’espressionismo locale datato e senza novita’; dall’altra copie sbiadite di architettura contemporanea, con prevalenza di esercizi formali fini a se stessi.
Nel settore dell’ospitalita’ in particolare, non vi e’ alcuna sperimentazione al di fuori dei canoni tradizionali. In questo progetto ho giocato con elementi grafici provenienti dalla tradizione locale, manipolandoli attraverso la combinazione con simbologie e cromatismi della cultura occidentale.
In questo gioco di intrecci ho tenuto presente quanto la tradizione sia radicata in questo popolo, e quanto sia importante per la loro mentalita’ rigenerare il passato attraverso una nuova e stimolante ersonalizzazione; distante dalla modernita’ piu’ spinta di certe realizzazioni del golfo ma anche distante dalla pura applicazione di elementi classici del passato”. Lo spirito di questo progetto e’ lanciare a Riyadh il primo “traditional boutique hotel” della citta’. (Maurizio Favetta)

Punto di partenza del progetto grafico e’ un fiore stilizzato, simbolo di Riyadh Gallery e motivo ispiratore dell’installazione. Elementi morbidi della natura si ricorrono attraverso forme circolari in sequenza intrecciata e
cromatismi bianco oro nella pavimentazione, si ricongiungono graficamente nella soffittatura contrastata nero ed oro.
Uno specchio ad angolo sul fondo dello spazio proietta la scenografia verso un infinito immaginario.
Vale sottolineare quanto sia importante per Maurizio Favetta progettare lo spazio integrando l’innovazione del design con le altre componenti della comunicazione: branding, grafica, marketing, segnaletica,comfort acustico, illuminazione, profumazione, interattivita’.
Quest’anno l’architetto ci propone il concetto di “architettura sonora”.
All’interno dello spazio sara’ possibile godere della magia sonora del multicanale attraverso l’intervento artistico di Lorenzo Brusci, gia’ protagonista nel giugno 2009 nel parco della Triennale di Milano dell’installazione “Giardini Sonori”.
Lorenzo Brusci con il suo brand Architettura Sonora e la collaborazione con l’azienda leader BC Speakers, ,ci danno esempio di come uno spazio puo’ essere vissuto ad una intensita’ notevolmente superiore attraverso l’applicazione delle nuove tecnologie di diffusione musicale. Le atmosfere sono rigorosamente orientali, il suono si muove nello spazio, ogni area e’ segnata dalla sua personale identita’ sonora.
Lorenzo Brusci oltre alla parte compositiva, ci presenta la nuova collezione di diffusori direzionali; oggetti in vetroresina di rara bellezza e nuovi simboli della tecnologia attuale in questo settore.
Attraverso questi elementi antropomorfi, simili ad ali di uccello o petali di fiore, il suono viene funzionalmente indirizzato e quindi diffuso in aree dedicate.
Dopo il fenomeno della diffusione olfattiva, Architettura Sonora e’ la nuova frontiera della personalizzazione emozionale dello spazio.
Uno strumento di grande valore per la creazione di ambienti unici e irripetibili, ambienti dove il brand si potra’ esprimere anche attraverso la propria personale identita’ e percezione sonora.
Nei 100 mq espositivi, ogni dettaglio, materiale e decoro, e’ frutto di sperimentazioni nelle quali vi e’ il forte contributo di aziende leader del mercato internazionale.
Realizzazioni ad hoc al fine di riprodurre soluzioni uniche e personalizzate.
Secondo il progetto, la pavimentazione era prevista con una combinazione bianco/oro, simboli di purezza, ricchezza, opulenza.
Dalla ricerca sui materiali sono emerse Ceramiche Coem e Ceramica Fioranese, aziende che operano attivamente sui mercati mediorientali.
La scelta per la pavimentazione centrale e’ ricaduta su “Steelwork Gold”, materiale con una particolare doratura metallizzata (nella finitura “lucidato/rettificato”), che per l’occasione e’ stato personalizzato con una grafica floreale.
I due banchi ricevimento sono rivestiti con lo stesso materiale ma nella versione mosaico 20x20.
Le pavimentazioni delle due aree laterali sono invece trattate con “T.U.”, gres porcellanato a tinta unita bianco puro “Cold White”.
Per le pareti in vetro lateralmente all’ingresso, Maurizio Favetta si e’ avvalso dell’esperienza di Grazi Cristalli, la societa’ modenese apprezzata per le piu’ riuscite applicazioni del vetro nell’architettura di interni ed in special modo nel settore della moda.
“Volevo realizzare due pareti sagomate altamente scenografiche, il cui materiale fosse ad un primo impatto quasi irriconoscibile. Uno stimolo alla scoperta, alla voglia di toccare, di capire da vicino.
La grafica e’ pensata tridimensionale, giocata su diversi livelli, intrecciando tra loro motivi circolari di tonalita’ dorate, sabbiate e trasparenti” (Maurizio Favetta).
La realizzazione finale e’ stata possibile tramite l’accoppiamento di vetri stratificati per sopportare le grandi dimensioni ed il taglio circolare laterale, e la stampa/ acidatura su entrambi i lati per ottenere gli effetti di tridimensionalita’ desiderati.
Con Grazi Cristalli e’ in corso la sperimentazione di questo soggetto per l’applicazione sulla facciata esterna principale dell’hotel di Riyadh.
Un altro materiale che ha suscitato interesse per l’incredibile flessibilita’ interpretativa e’ Mosaico Digitale con il quale Maurizio Favetta ha personalizzato alcune delle altre pareti dell’installazione.
Mosaico Digitale e’ la possibilita’ di creare superfici personalizzate attraverso la trama grafica del mosaico; tuttavia grazie alla materia prima di tipo resinoso, non ci sono limitazioni alle interpretazioni grafiche e formali. Con Mosaico Digitale e’ possibile scegliere il formato e la forma stessa della tessera di mosaico, nonche’ l’immagine o la trama da riprodurre.
“Ho notato questo materiale quest’anno durante il Salone del Mobile di Milano dove era presentato in una interessante installazione. Inizialmente ho pensato ad un mosaico vetroso tradizionale ma mi ha stupito la versatilita’ grafica con la quale era presentato.
E’ stato quasi immediato pensare all’ allestimento di Linking people e riprodurre a mosaico l’atmosfera di un deserto nonche’ enfatizzare lo spazio interno con un fiore stilizzato” ( Maurizio Favetta).
Sempre in tema di personalizzazioni grafiche intrecciate al valore dei materiali, Maurizio Favetta attiva una nuova sperimentazione con Mona Visa, materiale con il quale ha personalizzato lo studio di via Tortona a Milano.
Si tratta di una sorta di Canvas (brevetto internazionale) applicabile in modo rapido a pareti e soffitti tramite profilati di plastica e personalizzabile con stampa digitale.
“La qualita’ materica della stampa su Mona Visa e’ impressionante. Grazie alla morbidezza della superficie e alle sue riflessioni e’ difficile dire se il soggetto sia stampato, dipinto o serigrafato.
Riprodurre superfici materiche attraverso la stampa e’ sempre stata una mia fissazione e con Mona Visa stiamo attivando diverse sperimentazione per rendere le superfici ancora piu’ emozionali mantenendo i costi di produzione assolutamente competitivi.” (Maurizio Favetta).
Per l’illuminazione e’ intervenuta l’azienda storica belga Modular che sorprende sempre con prodotti ed immagine di avanguardia. Cercavo dei prodotti che si integrassero osmoticamente con il progetto grafico. Avevo ipotizzato elementi curvilinei ad intreccio. Cosi’ ho scovato DOWNUT, un incasso circolare della Modular inusuale; un cerchio luminoso che si posiziona come segno grafico sulla superficie. E LOTIS, un incasso cilindrico nero e oro, particolarmente adatto al corridoio centrale” (Maurizio Favetta)
Le sedute dell’area welcome sono le Question mark di Tonon Italia ,mentre il tavolino centrale e’ lo Space system.
“Tonon ha una lunga tradizione nelle forniture in medioriente, e conosce a fondo lo spirito e le esigenze del mercato locale. Questi prodotti sono fatti per il nostro progetto” (Maurizio Favetta). Il divano circolare nell’area relax e’ BF Group mentre i tappeti circolari sono di EGE.
Il coordinamento, l’allestimento e la realizzazione della struttura e degli elementi speciali dello stand sono stati curati da A.S. Italgroup, azienda di Treviso che opera nel campo degli allestimenti “chiavi in mano” da diversi anni, occupandosi sia di realizzazioni a progetto che di catene retail. Lo spessore tecnico dei propri project manager, dotati di ventennale esperienza nel settore, ha assicurato particolare attenzione alla qualità delle realizzazioni, oltre che ad un preciso coordinamento delle varie aziende che hanno contribuito con i propri prodotti.













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