| Seguso porta la tradizione del vetro al Salone del Mobile | ![]() |
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Pubblicato in News
Canneto è un’installazione luminosa sospesa nell’aria e di forte impatto scenografico. Trova ispirazione nei canneti delle barene veneziane, là dove la terra emerge dall’acqua, si specchia nella laguna e si ritrova sospesa e ribaltata, e da questa atmosfera declina anche le sue tonalità più tenui, il verde chiaro del mare, il beige dell’argilla. Nuances sfumate, pensate per arredare ambienti contract e per disegnare con la luce gli ambienti.
Canneto come una cascata appesa ed irregolare, si muove disordinatamente creando un’ armonia di gusto contemporaneo e particolare. Questo canneto idealmente sospeso arriva a sfiorare terra per poi risalire lasciando aperture come passaggi disegnati dalla natura, a cui fanno da contrappunto anche colori fashion (l’arancio e il verde acido) che trovano ideale collocazione in locali di tendenza.
I singoli elementi in vetro di Murano che compongono questo canneto, danno vita ad una modularità, articolabile in lunghezza quanto in altezza, che può assumere dimensioni veramente notevoli oltre i 10 m di altezza e estensione, senza limiti.
Canneto è un progetto che comunica una contemporaneità ed una forza creativa che non si privano della tradizione - quella di una famiglia che vanta 600 anni di storia del vetro - e che esprime appieno l’anima Seguso, un’azienda dal cuore artigianale ma dalla mente costantemente impegnata nell’indagine artistica e nella ricerca tecnica. Canneto viene illuminato a led, a incandescenza e a fibre ottiche.
"Al Vento"

Il lampadario "Al Vento" è un progetto luce di eccezionale bellezza che si ispira allo stile tipico del lampadario veneziano del ‘700, il “Ca’ Rezzonico”. Per la sua esecuzione sono stati impiegati oltre 700 elementi ed ha impegnato 12 persone per 6 settimane di lavoro.
Disegnato da Giampaolo Seguso, "Al Vento" è una creazione che ferma l’attimo in cui un soffio di vento accarezza dolcemente e piega sinuosamente le foglie, quasi volesse narrare un suo racconto.
“Ho scelto la più classica delle forme che accompagna l’illuminazione veneziana – sottolinea Giampaolo Seguso – e l’ho vestita di movimento, prediligendo l’idea alla ricerca del dettaglio”.
"Albireo"


"Alioth"


"Spica"















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