| Futurismo, prodromo del centenario | ![]() |
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sab 21 aprile 2007 12:27 Pubblicato in News
Futurismo, prodromo del Centenario è la grande rassegna che si terrà dal 21 aprile al 23 giugno nella vasta superficie espositiva della Galleria Spazioeventi-Orler a Marcon, nell’entroterra veneziano, organizzata con l’intento di ricordare la più significativa fra le avanguardie artistiche del Novecento italiano, anticipando di due anni le celebrazioni ufficiali per la nascita del Movimento marinettiano (1909). Con oltre 250 opere di ben 71 artisti, datate fra i primi anni Dieci e la metà dei Quaranta, l’evento si propone di presentare il Futurismo in tutta la sua estensione temporale e tematica.
La mostra di Spazioeventi presenta globalmente il panorama futurista e ciò si riflette anche nella sua suddivisione in ambiti d’interesse, che non coincidono con le scansioni delle stagioni futuriste, ma le attraversano temporalmente, sottolineando la “trasversalità” degli stili e dei linguaggi. Il primo ambito analizza i lavori sui dinamismi della macchina, del corpo, della città e della natura, tipici dei fondatori Boccioni, Balla, Carrà, Severini, Russolo e Soffici, ma che si rinvengono anche negli anni Venti e Trenta con Depero, Dottori, Pannaggi ed altri. Visioni dalla prospettiva aerea e cosmica è la sezione delle aeropitture di Dottori, Crali, Tato, Benedetta, Prampolini, Fillia, Andreoni, Peruzzi, Delle Site, Tulli ed altri. Linguaggio futurista del Sacro, finora poco esplorato, è dedicato al rapporto con l’Arte Sacra e la spiritualità.
Ricostruzione futurista dell’universo riguarda tutti gli aspetti applicativi ai quali si sono rivolti i futuristi quali l’arredo, la moda, il design e lo spettacolo. Alcuni spazi sono stati così allestiti con mobili, abiti e ricostruzioni di scenografie.
Infine, I futuristi “oltre” il Futurismo, comprende sia le evoluzioni e le riletture della precedente produzione, realizzate dopo la fine storica del Movimento nel 1944, sia quei casi in cui gli artisti utilizzarono il linguaggio figurativo anche in pieno periodo futurista. A ricordare la vastità della produzione futurista sarà la presenza non solo dei protagonisti, ma anche dei comprimari e degli attori del Movimento. Ad alcune opere più note, quindi, ne sono state affiancate altre inedite (più di 50) anche di grandi interpreti, come Balla e Dottori, e di Thayaht e Dal Monte, oppure non più esposte da decenni.
Non mancano lavori di futuristi poco conosciuti, quali l’Angelucci, Vitali, Chitoccapac, Bonetti e Caldanzano. Ampia la sezione documentaria curata dallo studio bibliografico l’Arengario di Brescia. La mostra è curata da Massimo Duranti in collaborazione con Andrea Baffoni, Francesca Duranti e Antonella Pesola. Gli stessi ne hanno, inoltre, realizzato il catalogo, pubblicato da EFFE Fabrizio Fabbri Editore, con testi anche di Elena Gigli, Mariateresa Chirico, Giancarlo Carpi e Paolo Tonini, corredato di schede analitiche illustranti le opere ed ampi apparati biobibliografici e cronologici, nonché il corrispettivo in DVD. Infine, sono previsti percorsi ludico-didattici per studenti e una postazione multimediale immersiva che offrirà al navigatore la possibilità di utilizzare tutti i sensi per conoscere i contenuti dell’esposizione. La mostra è patrocinata dalla Provincia di Venezia e si è avvalsa della collaborazione di Futur-ism.
www.futur-ism.it
La mostra di Spazioeventi presenta globalmente il panorama futurista e ciò si riflette anche nella sua suddivisione in ambiti d’interesse, che non coincidono con le scansioni delle stagioni futuriste, ma le attraversano temporalmente, sottolineando la “trasversalità” degli stili e dei linguaggi. Il primo ambito analizza i lavori sui dinamismi della macchina, del corpo, della città e della natura, tipici dei fondatori Boccioni, Balla, Carrà, Severini, Russolo e Soffici, ma che si rinvengono anche negli anni Venti e Trenta con Depero, Dottori, Pannaggi ed altri. Visioni dalla prospettiva aerea e cosmica è la sezione delle aeropitture di Dottori, Crali, Tato, Benedetta, Prampolini, Fillia, Andreoni, Peruzzi, Delle Site, Tulli ed altri. Linguaggio futurista del Sacro, finora poco esplorato, è dedicato al rapporto con l’Arte Sacra e la spiritualità.
Ricostruzione futurista dell’universo riguarda tutti gli aspetti applicativi ai quali si sono rivolti i futuristi quali l’arredo, la moda, il design e lo spettacolo. Alcuni spazi sono stati così allestiti con mobili, abiti e ricostruzioni di scenografie.
Infine, I futuristi “oltre” il Futurismo, comprende sia le evoluzioni e le riletture della precedente produzione, realizzate dopo la fine storica del Movimento nel 1944, sia quei casi in cui gli artisti utilizzarono il linguaggio figurativo anche in pieno periodo futurista. A ricordare la vastità della produzione futurista sarà la presenza non solo dei protagonisti, ma anche dei comprimari e degli attori del Movimento. Ad alcune opere più note, quindi, ne sono state affiancate altre inedite (più di 50) anche di grandi interpreti, come Balla e Dottori, e di Thayaht e Dal Monte, oppure non più esposte da decenni.
Non mancano lavori di futuristi poco conosciuti, quali l’Angelucci, Vitali, Chitoccapac, Bonetti e Caldanzano. Ampia la sezione documentaria curata dallo studio bibliografico l’Arengario di Brescia. La mostra è curata da Massimo Duranti in collaborazione con Andrea Baffoni, Francesca Duranti e Antonella Pesola. Gli stessi ne hanno, inoltre, realizzato il catalogo, pubblicato da EFFE Fabrizio Fabbri Editore, con testi anche di Elena Gigli, Mariateresa Chirico, Giancarlo Carpi e Paolo Tonini, corredato di schede analitiche illustranti le opere ed ampi apparati biobibliografici e cronologici, nonché il corrispettivo in DVD. Infine, sono previsti percorsi ludico-didattici per studenti e una postazione multimediale immersiva che offrirà al navigatore la possibilità di utilizzare tutti i sensi per conoscere i contenuti dell’esposizione. La mostra è patrocinata dalla Provincia di Venezia e si è avvalsa della collaborazione di Futur-ism.
www.futur-ism.it













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