| Il bagno con le liane, nuova utopia del design | ![]() |
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sab 18 febbraio 2006 12:59 Pubblicato in News
L’Istituto di Ricerche Helen Hamlyn di Londra da oltre 20 anni si occupa di contribuire al miglioramento della qualità della vita nella terza età Oggi, dopo l’accordo con Ideal Standard Europe, lancia nuovi progetti che tendono a modificare radicalmente il concetto di benessere
Conciliare design e utopia, strategie finanziarie e vision aziendale. Ed assicurare ad un colosso come Ideal Standard Europe un rapporto sempre più stretto con il mondo della ricerca e con i giovani talenti emergenti. C’è anche questo nella scelta di sponsorizzare l’Istituto di Ricerche Helen Hamlyn di Londra che da oltre 20 anni si occupa di contribuire al miglioramento della qualità della vita nella terza età. Un accordo che ha dato i primi frutti in questi giorni modificando il concetto di benessere all’interno del bagno: non più luogo di passaggio bensì un ambiente da vivere sempre più intensamente e sempre più a lungo.
Sullo sfondo dello studio illustrato al Royal College of Art di Londra da Julie Mathias, designer e partner associata dell’Istituto Hamlyn, si gioca una partita importante su tanti fronti. A cominciare dal mercato degli ultracinquantenni, una classe d’età che nei paesi sviluppati possiede il 75% delle risorse finanziarie e che considera il bagno un elemento sempre più importante per il proprio stile di vita.
«L’obiettivo di questa ricerca — osserva Robin Lieven, responsabile Design di Ideal Standard nel Regno Unito — non è tanto scoprire le nuove tendenze all’interno del bagno, ma identificare nuovi approcci al design, evitando gli abituali canoni basati esclusivamente su forma e funzione. Il progetto di Julie Mathias diventa dunque per noi fonte di ispirazione. I concetti di Julie sollecitano le emozioni dell’utilizzatore e non si limitano a concentrarsi sulla realizzabilità del prodotto».
In realtà Mathias ha disegnato gli scenari di un futuro possibile spingendo il suo sguardo verso il prossimo decennio. Ed è partita da uno studio delicato e profondo sui sogni, i desideri, le passioni di un campione composto da una decina di persone fra i 50 e i 70 anni. È un po’ come sondare l’inconscio del mercato trasformandolo in bozzetti, disegni, progetti, spazi fisici. Fino al punto di costituire una base importante per i prodotti del futuro, influenzando potentemente la vision aziendale.
Il frutto di questo lavoro interdisciplinare a metà strada fra psicologia e design sono quattro concept futuribili di grande impatto. A cominciare dal concept di Jungla che «esplora il piacere e il legame affettivo legato al mondo del giardino». Ecco spiegato questo piccolo mondo composto da tubi flessibili colorati in verde e rosso scuro ispirati alla natura, quasi fossero delle liane provviste, però, di terminazioni intercambiabili capaci di spruzzare l’acqua oppure di convogliare vapore caldo e freddo o anche di aspirare l’aria.
Il concept dell’Albero declina gli stessi concetti della Jungla cristallizzandoli in una singola unità a forma di albero. In questi caso sono i rami a fungere da spruzzatori o anche da supporto per i sedili. Mentre la Cascata è costruita come un rifugio privo di spigoli caratterizzato da superfici curve senza soluzioni di continuità che si trasformano di volta in volta in lavandino, vasca, armadio, sanitario. Le pareti s’intendono costruite in materiali morbidi e piacevoli al tatto: plastica, caucciù, legno, resine.
Quanto al concept della Spaziosità incrocia una richiesta sempre più diffuso fra gli ultra cinquantenni: il desiderio di un bagno non solo rilassante ma anche grande. Una fantasia che Julie risolve attraverso una struttura semi permanente in sezioni di legno e di vetro che "esportano" la sala da bagno all’interno di un giardino. In ogni caso la Mathias regola i conti con il minimalismo liquidandolo in nome di una concezione che sembra trarre linfa in parte dal surrealismo e in parte dalla lezione di Gaudì: alcune soluzioni, infatti, sono ispirate alle colonne del Parco Guell disegnato dal grande catalano.
È realizzabile tutto questo? Probabilmente no, di sicuro non in questa forma. Tuttavia, come sottolinea Marc Sadler, Designer e Direttore Artistico di Ideal Standard per l’Europa si tratta di concetti destinati a incidere nella concezione del bagno così come sarà sviluppata dalla stessa Ideal Standard. Sia nella Jungla, sia nell’Albero come negli altri concept, ad esempio, la tecnologia c’è anche se non appare. C’è da chiedersi ad esempio se in futuro, magari già nei prossimi anni, non ci si debba attendere la scomparsa del rubinetto così come lo intendiamo oggi. O anche se lo studio di nuovi materiali, sempre più morbidi e sempre più accoglienti non sarà accelerato dal concept Cascata.
La sfida, dunque, è stata lanciata. E potrebbe essere meno futuribile del previsto. A questo proposito vale la pena di ricordare che recentemente Ideal Standard ha lanciato un prodotto che per la prima volta sintetizza in un unico oggetto doccia, sauna e bagno turco. Certo, siamo ancora lontani dalla Cascata della Mathias ma si tratta comunque di una sviluppo impensabile fino a poco tempo fa. Osserva Robert Levien: «Le progettazioni creative come quella di Julie costituirebbero ovviamente un prodotto specialistico, di lusso, ma non c’è alcun motivo di ritenere che tra 10 anni non possiamo assistere a trasformazioni cosi forti».
Precisa ancora Marc Sadler: «Sempre di più, la progettazione e le tendenze provenienti da tutto il mondo, ed in particolare dall’Europa, influenzano le nostre case e le nostre vite. Lo stile e la comodità formano una potente combinazione che tocca la nostra complessiva qualità del vivere. Le stanze da bagno vengono sempre di più percepite come un santuario del piacere, con desideri diversi legati alle diverse età. Julie ha catturato l’importanza della natura e dell’ambiente attraverso l’impiego di forme innovative e superfici legate agli elementi della terra, con l’acqua come costante elemento di base».
''di GIORGIO LONARDI - Repubblica.it''
http://www.repubblica.it
http://http://www.hhrc.rca.ac.uk
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