| Le aziende dello Sportsystem delocalizzano sempre di più in Cina |
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ven 01 luglio 2005 08:17 Pubblicato in News
Venti aziende su cento hanno gia' delocalizzato in Cina , altrettante pensano di farlo in futuro. Entro pochi anni, quindi, il 40 per cento delle imprese che producono attrezzature, accessori e abbigliamento sportivi spostera' la produzione oltre la Grande muraglia.
Le altre punteranno sull'esportazione, anche se al momento la promozione dei prodotti italiani in Cina e' praticamente nulla e la concorrenza dei marchi stranieri, ma soprattutto della merce contraffatta prodotta proprio in Cina , e' fortissima.
Sono questi i risultati di una ricerca svolta da Assosport, l’Associazione Nazionale fra i Produttori di articoli sportivi, su un campione di 100 delle circa 130 aziende associate, la maggior parte delle quali hanno sede in Veneto, in modo particolare a Treviso.
I risultati della ricerca sono stati menzionati a Pechino da Manuela Viel, direttore di Assosport, durante la manifestazione "Italia nel parco" organizzata dall'ICE della capitale cinese presso il Chaoyang Park. "Abbiamo portato qui una galleria di prodotti realizzati dalle aziende associate - spiega il direttore di Assoport - e utilizzati da grandi campioni dello sport. Nella nostra galleria ci sono ad esempio le scarpe di Roberto Baggio prodotte da Diadora, di Andry Shevchenko prodotte da Lotto, la tuta di Alberto Tomba di Fila, quella di Valentino Rossi prodotta da Dainese e di Michael Schumacher fatta da Omp, il caschetto Safilo Carrera di Hermann Mayer e quello firmato Rudy Project di Damiano Cunego, la bici Pinarello di Miguel Indurain. Tutto materiale di alta qualita' e con un elevato contenuto di tecnologia, realizzato in Italia e in Veneto in particolare, che gia' i cinesi avevano avuto modo di conoscere all'Ispo di Shangai. In queste giornate al parco di Chaoyang i visitatori hanno fatto a gara per farsi fotografare sotto la gigantografia di Baggio o vicino la tuta di Schumacher, eppure quello cinese e' ancora un mercato tutto da conquistare per le nostre imprese".
I marchi italiani non sono ancora ben promossi, mentre la concorrenza, in modo particolare quella americana, qui sta investendo molto. Lo ha potuto constatare Assosport durante l’evento di Pechino, incontrando gli operatori cinesi.
Pechino nel 2008 ospitera' le Olimpiadi e alla presentazione di Assosport, in programma durante le giornate di “Italia nel parco”, erano presenti tre dirigenti del comitato olimpico che hanno dimostrato interesse per l'attivita' dell’associazione, che rappresenta le aziende italiane del settore sportivo.
L'obiettivo delle Olimpiadi viene visto anche come l'occasione per far compiere al Paese un salto in avanti di dieci anni, pur tra le mille difficoltà che una crescita economica così veloce sta provocando: dopo anni in cui il PIL della Cina e' cresciuto su percentuali a due cifre, ora si sta assestando a circa il 7 per cento, la disoccupazione e' in crescita e il divario tra ricchi e poveri sta aumentando, con i primi che però hanno visto salire in modo notevole la loro capacità di spesa. Il cinese che e' disposto a spendere vuole il prodotto di marca e cerca la qualità.
In quei giorni, Assosport ha incontrato il responsabile dei 12 impianti di risalita delle piste da sci attorno a Pechino. Sebbene non ci siano centri di interesse paesaggistico come in Europa, in pochi anni le piste da sci sono aumentate, gli impianti sono cresciuti da due a dodici e sono presi d'assalto soprattutto nel fine settimana. Il gestore di questi impianti ha affermato che sarebbe ben felice di promuovere i prodotti italiani, se ne avesse la possibilità. Un’opportunità in più, quindi, per le aziende italiane di questo settore.
Marisa Bosa (Assosport)
Sono questi i risultati di una ricerca svolta da Assosport, l’Associazione Nazionale fra i Produttori di articoli sportivi, su un campione di 100 delle circa 130 aziende associate, la maggior parte delle quali hanno sede in Veneto, in modo particolare a Treviso.
I risultati della ricerca sono stati menzionati a Pechino da Manuela Viel, direttore di Assosport, durante la manifestazione "Italia nel parco" organizzata dall'ICE della capitale cinese presso il Chaoyang Park. "Abbiamo portato qui una galleria di prodotti realizzati dalle aziende associate - spiega il direttore di Assoport - e utilizzati da grandi campioni dello sport. Nella nostra galleria ci sono ad esempio le scarpe di Roberto Baggio prodotte da Diadora, di Andry Shevchenko prodotte da Lotto, la tuta di Alberto Tomba di Fila, quella di Valentino Rossi prodotta da Dainese e di Michael Schumacher fatta da Omp, il caschetto Safilo Carrera di Hermann Mayer e quello firmato Rudy Project di Damiano Cunego, la bici Pinarello di Miguel Indurain. Tutto materiale di alta qualita' e con un elevato contenuto di tecnologia, realizzato in Italia e in Veneto in particolare, che gia' i cinesi avevano avuto modo di conoscere all'Ispo di Shangai. In queste giornate al parco di Chaoyang i visitatori hanno fatto a gara per farsi fotografare sotto la gigantografia di Baggio o vicino la tuta di Schumacher, eppure quello cinese e' ancora un mercato tutto da conquistare per le nostre imprese".
I marchi italiani non sono ancora ben promossi, mentre la concorrenza, in modo particolare quella americana, qui sta investendo molto. Lo ha potuto constatare Assosport durante l’evento di Pechino, incontrando gli operatori cinesi.
Pechino nel 2008 ospitera' le Olimpiadi e alla presentazione di Assosport, in programma durante le giornate di “Italia nel parco”, erano presenti tre dirigenti del comitato olimpico che hanno dimostrato interesse per l'attivita' dell’associazione, che rappresenta le aziende italiane del settore sportivo.
L'obiettivo delle Olimpiadi viene visto anche come l'occasione per far compiere al Paese un salto in avanti di dieci anni, pur tra le mille difficoltà che una crescita economica così veloce sta provocando: dopo anni in cui il PIL della Cina e' cresciuto su percentuali a due cifre, ora si sta assestando a circa il 7 per cento, la disoccupazione e' in crescita e il divario tra ricchi e poveri sta aumentando, con i primi che però hanno visto salire in modo notevole la loro capacità di spesa. Il cinese che e' disposto a spendere vuole il prodotto di marca e cerca la qualità.
In quei giorni, Assosport ha incontrato il responsabile dei 12 impianti di risalita delle piste da sci attorno a Pechino. Sebbene non ci siano centri di interesse paesaggistico come in Europa, in pochi anni le piste da sci sono aumentate, gli impianti sono cresciuti da due a dodici e sono presi d'assalto soprattutto nel fine settimana. Il gestore di questi impianti ha affermato che sarebbe ben felice di promuovere i prodotti italiani, se ne avesse la possibilità. Un’opportunità in più, quindi, per le aziende italiane di questo settore.
Marisa Bosa (Assosport)
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