Design.tv intervista Francesco Sani
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Eclettico e versatile, Francesco Sani si è laureato prima in Architettura con una specializzazione in restauro, e poi si è cimentato (e con successo) anche con il design e la comunicazione…insomma, un talento a 360° che, a differenza di Philippe Starck, è convinto che il design possa dare grandi emozioni e sia in grado di produrre oggetti utili…
1) Come è nata la tua passione per il design?
Francesco Sani: Considerando che mi sono laureato in Architettura con una specializzazione in restauro il mio percorso non è certo stato “naturale”. La passione per il design, comunque, credo di averla avuta dentro da sempre… che con il tempo si è sviluppata come un gioco e poi, fortunatamente, è diventata anche il mio mestiere! Il design è un settore che può regalarti delle emozioni molto forti, forse anche più dell’architettura stessa. Quando mi capita, arrivando in un luogo, di vedere un mio prodotto che è già lì prima di me, sicuro e fiero della e nella sua presenza, è veramente una bella sensazione e una grande soddisfazione.
2) Sei un giovane designer con esperienze che vanno dall’architettura, alla comunicazione, passando per il design. Dalla tua breve, ma già intensa esperienza, meglio essere versatili o concentrarsi su un settore specifico?
Francesco Sani: Meglio essere versatili, decisamente. Avere la mente aperta e trasportare idee e sensazioni da un settore all’altro della propria attività, ti permette di confrontarti con tematiche differenti e — molto spesso — anche contrastanti tra loro. L’importante è non star chiusi in “una gabbia mentale” e lavorare il più possibile su vari fronti, facendo attenzione non solo alle testate di settore ma anche sfogliando giornali d’arte, moda, fotografia.

3) Se fossi una città, quale città saresti?
Francesco Sani: Ho visitato lo scorso inverno per la prima volta New York e me ne sono innamorato. Una città dove dentro c’è tutto e il contrario di tutto… da lì può nascere qualunque cosa e mi piacerebbe fosse così anche per me. Ma non è male nemmeno Rio de Janeiro… sole, amore e fantasia!
4) In una recente intervista, Philippe Starck ha affermato che "il design è morto" ed i designer del futuro saranno i personal trainers ed i dietologi. Semplice provocazione o premonizione che potrebbe anche avverarsi?
Francesco Sani: Sinceramente spero in una provocazione… altrimenti significherebbe che andremmo tutti a casa! Vero che adesso si concentrano in massa molto sull’aspetto fisico — anche troppo —, ma credo che nel nostro futuro continueranno ancora ad esserci i “veri” designer.

5) Sempre Starck sostiene di aver realizzato solo "oggetti inutili". Quanto conta la funzionalità e la buona progettazione dietro ad un oggetto di successo?
Francesco Sani: La funzionalità è d’obbligo, questo è anche uno dei miei principi. Ci sono fin troppi progetti omologati e senza uno stile che li renda, in qualche modo, particolari. Oggi, per una buona e intelligente progettazione, bisogna quindi puntare a maggior ragione sul creare oggetti pratici e utili, avendo cura dei dettagli, dei materiali, dei rivestimenti… o quantomeno stare attenti a non cadere nella banalità di progetti fac-simile.
Inoltre non credo assolutamente che Starck abbia realizzato solo oggetti “inutili”… altrimenti non era il Philippe Starck che noi tutti conosciamo!
Nelle foto due progetti firmati da Francesco Sani: Mamanonmama, la lampada a forma di fiore da esterni e Coffee Away, il vassoio monouso per caffè take away.
http://www.francescosani.it/index.htm
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