Natale In Garda – Rassegna Internazionale d’Arte Contemporanea

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Per la programmazione natalizia del Comune di Moniga del Garda dedicata all’arte, allo shopping ed alla cultura, il critico e storico dell’arte Sabrina Falzone seleziona artisti italiani e stranieri per la Rassegna Internazionale d’Arte Contemporanea "Natale in Garda" che sarà allestita per due mesi dal 3 novembre 2010 al 10 gennaio 2011 presso la “Galleria 9+1”, ubicata in prossimità della centralissima piazza San Martino di Moniga del Garda, in provincia di Brescia, nei pressi del centro turistico di Desenzano del Garda.

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La galleria, dall’architettura modernissima, ospiterà per l’occasione opere di artisti contemporanei, accuratamente selezionate. Le numerose vetrine della galleria saranno così valorizzate da opere di particolare interesse artistico.

Alle selezioni possono partecipare artisti di qualsiasi nazionalità e religione, senza limiti di età, operanti in qualsiasi campo artistico. Verrà effettuata un’accurata selezione delle immagini pervenute per garantire un’ottima qualità dell’esposizione.

Inviare la scheda di partecipazione compilata entro il 28 ottobre 2010 via email: Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo - www.sabrinafalzone.info oppure tramite posta prioritaria all’indirizzo della curatrice: Sabrina Falzone, corso San Gottardo 14 – 20136 Milano

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"Permanenze d’arte”, Concorso Internazionale d’Arte Contemporanea

Category : concorsi

La Galleria Il Borgo seleziona esclusivamente 5 raffinati artisti italiani e stranieri per l’Esposizione Internazionale d’Arte " PERMANENZE D’ARTE" che prevede un periodo espositivo in permanenza di 6 mesi presso la Galleria Il Borgo, ubicata nel centro di Milano nel caratteristico quartiere dei Navigli.

La galleria, che ha ospitato anche opere di affermati artisti come Salvatore Fiume, si orienta ad un confronto culturale proficuo tra maestranze eterogenee in un panorama internazionale.

L’esposizione vuole omaggiare la finezza esecutiva delle manifatture artistiche europee e l’originalità delle opere d’arte contemporanee di piccolo formato.

Alle selezioni possono partecipare artisti di qualsiasi nazionalità e religione, senza limiti di età, operanti nei campi artistici della pittura, della scultura, della pitto-scultura, dell’artigianato artistico e così via. Sono gradite anche creazioni di gioielli, ceramiche, vetri, lumi e specchi.

Il tema della mostra è libero.

Le richieste di partecipazione dovranno pervenire in forma completa entro il 15 DICEMBRE 2010 all’indirizzo email: Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo - www.sabrinafalzone.info

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Poeti Del Colore

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Il critico e storico dell’arte Sabrina Falzone seleziona artisti italiani e stranieri per l’Esposizione Internazionale d’Arte Contemporanea "POETI DEL COLORE" che sarà allestita dal 10 al 23 novembre 2010 presso la Galleria Il Borgo, ubicata in uno dei quartieri più esclusivi di Milano in pieno centro cittadino, a due passi dai Navigli e da Porta Ticinese.

clip_image002L’esposizione, a tema libero, è dedicata al colore, interpretato come valore emozionale e mezzo per comunicare.

Nell’arte la storia del colore risale all’età preistorica dai dipinti rinvenuti nelle caverne, in cui il colore era simbolo del linguaggio umano dai significati di primordiali, mentre già nel periodo medievale i colori conferivano una gerarchia devozionale alle sacre pitture. Oggi il colore continua ad essere perno nella comunicazione artistica, sebbene i suoi valori si siano rinnovati. Il percorso espositivo approfondisce tali novità storico-artistiche.

Alle selezioni possono partecipare artisti di qualsiasi nazionalità e religione, senza limiti di età, operanti in qualsiasi campo artistico. Verrà effettuata un’accurata selezione delle immagini pervenute per garantire un livello qualitativamente elevato dell’esposizione.

Le richieste di partecipazione dovranno pervenire in forma completa entro il 5 novembre 2010 all’indirizzo email: - www.sabrinafalzone.info oppure per posta prioritaria all’indirizzo della curatrice: Sabrina Falzone, corso San Gottardo 14 – 20136 Milano

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L’opera Sleipnir Convivalis Quintus alla XII Biennale di Architettura

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Nella sezione Italia 2050 del Padiglione Italia, nata in collaborazione con il periodico Wired
Italia, 14 progettisti sono stati chiamati al confronto con altrettanti scienziati, pensatori, chef e filmmaker sul tema del futuro. AtelierFORTE, in seguito a un contributo del celebre chef Davide Oldani sul tema del cibo e del piacere, ha realizzato Sleipnir Convivalis Quintus, un modello in scala 1/5 di una futuribile architettura che interpreta lo spazio del benessere e del piacere.

Immagino un ritorno al passato: ricominceremo tutto da capo, con piccoli negozi che vendono prodotti di nicchia; saremo “saturi”, stufi degli iper dove trovi tutto e il contrario di tutto, stufi delle scatolette e dei surgelati. Già oggi, d’altronde, alcune grandi aziende puntano al prodotto fresco, è la filosofia del “6 days shelf life”. Sarà il momento della vecchia drogheria sotto casa, dove comprare mezzo litro di latte e mezz’etto di prosciutto. Naturalmente la tecnologia giocherà un ruolo fondamentale, perché la drogheria sarà tutta computerizzata e i prodotti certificati, igienicamente perfetti.  Se oggi la crisi spinge a ridurre i consumi alimentari a favore di telefonini e gadget elettronici, questo “ritorno al passato” porterà nuovamente a un’inversione di tendenza. E quindi anche la convivialità riprenderà l’importanza che ha sempre avuto nella tradizione italiana: la tavola della domenica, dove ci si riunisce e si parla, ci si racconta tutto.25 anni fa, quando ho cominciato con Gualtiero Marchesi, pensando al cibo del 2000 immaginavamo le pillole. E invece nel 2010 io continuo a fare cucina tradizionale. Mi sembra un buon presupposto su cui riflettere, un buon augurio per tutti.”

Davide Oldani Lo spunto riflessivo suggerito da Davide Oldani, il ritorno alla tradizione e alla naturalezza del cibo, sono in perfetta sintonia col manifesto ArchiZoico redatto da Duilio Forte. Un percorso di ricerca indirizzato alla creazione di un universo artistico e un conseguente linguaggio senza tempo, legato alla fisicità dell’essere umano e ai suoi istinti primari, come il cibo e le emozioni. Un linguaggio radicato negli archetipi dell’umanità che cerca di dare una visione senza tempo alla dimensione emozionale della quotidianità. Per questo le tradizioni, che in architettura come in cucina non sono altro che le eccellenze dell’operato delle scorse generazioni, vincono sempre sulla cieca volontà di stupire e di rivoluzionare.

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In questo senso AtelierFORTE ha voluto proporre uno spazio percorribile, una micro architettura che mette in relazione la fiaba e la fantascienza, il passato e il futuro, la magia e la tecnologia attraverso un ponte. La possibilità di esperire lo spazio dà piena forza all’architettura, l’arte che da sempre caratterizza le emozioni della quotidianità. I materiali naturali utilizzati da AtelierFORTE, come legno e ferro, rispondono di fatto ai bisogni ancestrali di naturalezza, familiarità e protezione che accompagnano la tradizione.

Dotato di otto zampe, nella mitologia norrena Sleipnir è il migliore cavallo che esista, il più veloce, in grado di cavalcare il cielo e le acque, e anche lungo gli altri mondi. Il suo nome significa “colui che scivola rapidamente”. Nato da Svaðilfari e da Loki travestito da puledra in uno dei suoi soliti inganni, diventa il cavallo di Odino. AtelierFORTE gli dedica una serie di opere in quanto per Duilio Forte il cavallo rappresenta l’esplorazione e la possibilità di scoprire nuovi mondi.

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illycaffè presenta Galleria illy al KaDeWe di Berlino

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illycaffè presenta la nuova edizione di Galleria illy che prende vita dal 3 al 25 settembre nel prestigioso department store KaDeW, da oltre cento anni un’istituzione per la capitale tedesca. Al centro dello spazio l’opera pensata per l’occasione da Tobias Rehberger, vincitore del Leone d’Oro alla 53ª Esposizione Internazionale d’Arte La Biennale di Venezia.

Un’inedita installazione che si caratterizza per il suo forte tratto camouflage e segna un’altra tappa del percorso artistico iniziato nel 2009 con la riprogettazione della caffetteria di Biennale, per cui Rehberger aveva utilizzato un gioco di motivi ottici in giallo, nero e arancione. Entrambe le installazioni si caratterizzano per le originali geometrie che elidono i confini tra realtà e illusione ottica.

All’interno di Galleria illy è stata realizzata un’area bar in cui artisti internazionali creeranno un salotto culturale, alternando performance a momenti di dialogo con il pubblico. Tra i protagonisti il food designer spagnolo Martí Guixé, l’architetto e designer Matteo Thun, gli scrittori Moritz Rinke e Tilmann Rammstedt, vincitore del premio letterario Ingeborg Bachmann, lo chef pluristellato Norbert Niederkofler e la food writer Roberta Corradin. Il programma sarà corredato da un percorso educativo con immagini in bianco e nero di Sebastiao Salgado tratte dal progetto “In Principio“, che illustrano le condizioni di vita e lavoro dei produttori di caffè delle aree di coltivazione.

Ogni giorno, i baristi illy dell’Università del caffè terranno tre corsi “Dalla pianta alla tazzina” un percorso attraverso la cultura del caffè, la degustazione e l’arte della preparazione dell’espresso perfetto.

Dopo Berlino, Galleria illy riaprirà i battenti dal 1° al 23 ottobre nella prestigiosa Galleria Işık Teşvikiye di Istanbul.

 

Le passate edizioni

Il progetto Galleria illy è stato inaugurato nel 2005 a New York nel cuore di Soho, al 382 di West Broadway. Tra gli appuntamenti: la pièce teatrale dello scrittore e giornalista di enogastronomia David Rosengarten, la festa di compleanno per Julian Schnabel, la festa di Halloween di Marina Abramovic, l’incontro con Sebastião Salgado – già autore del progetto In principio, reportage fotografico sulla vita dei coltivatori di caffé realizzato in collaborazione con l’azienda, l’incontro con il fashion guru newyorchese Patricia Field – stylist del telefilm Sex & the City, gli incontri con gli studenti della Parsons School of Design, la presentazione del libro di Beppe Severgnini.

Nel 2006 Galleria illy hosted by Moroso è a Milano, nel cuore di Brera.

Tra gli incontri ospitati all’interno dello spazio: l’inaugurazione con l’artista Michael Lin, le performances degli allievi della Fondazione di Michelangelo Pistoletto e degli allievi di Marina Abramovic; gli appuntamenti con gli scrittori Dacia Maraini e Giuseppe Cederna, con i designer Ron Arad, Patricia Urquiola e Ross Lovegrove e con il regista Peter Greenaway.

Nel 2008 Galleria illy è a Trieste negli spazi dell’ex-Pescheria, Salone degli Incanti per celebrare il 75° anniversario dell’azienda.

Tra gli ospiti: il regista Peter Greenaway, i designer Patricia Urquiola e Jonathan Levine, gli scrittori Flavio Soriga e Davide Longo, la giornalista e scrittrice Roberta Corradin, lo scrittore Giuseppe Cederna, il giornalista Paolo Rumiz il pasticciere siciliano Corrado Assenza.

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Living Design for Pets di Massimo Premuda

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L’artista italiano Massimo Premuda presenta i suoi più recenti lavori sull’architettura animale alla galleria Plevnik-Kronkowska. Nella mostra personale, che esamina le possibili relazioni fra gli animali domestici e l’architettura, Premuda investiga le case popolari e diverse soluzioni abitative, interpretandole in forma di design pop dai colori esplosivi.

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Curiosamente, l’artista conosce molto bene le abitudini di questi piccoli roditori domestici, da qui l’idea di realizzare dei lavori che mettono in relazione improbabile ed affascinante questi due ambiti, architettura e animali, mescolati insieme in un’esposizione veramente bizzarra. Nella personale a Celje, cercano di sondare questo insolito immaginario opere inedite, ingrandimenti fotografici, appunti video, micro installazioni e ipotesi bizzarre e futuribili di edilizia popolare per pets in forma di architettura animale. Nella galleria Plevnik-Kronkowska sono inoltre esposti alcuni sofisticatissimi moduli abitativi in legno, plastica e ceramica.

Galerija Plevnik-Kronkowska, Celje, Slovenija
dal 9 al 31 luglio 2010
Massimo Premuda
Living Design for Pets
a cura di Matija Plevnik

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Napoli Teatro Festival Italia ancora su iPhone con l’applicazione “ La città del festival”

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“Napoli Teatro Festival – La città del festival”, la nuova applicazione iPhone di Napoli Teatro Festival Italia realizzata da Thinkfor.it è su App Store. Si tratta di una vera e propria guida mobile interamente dedicata al mondo del Teatro con contenuti davvero interessanti sulla splendida città che lo ospita.

La guida contiene le informazioni relative agli spettacoli del Festival organizzati per “luogo” e per “calendario”. La mappa interattiva consente di visualizzare tutti i punti d’interesse e tutti i luoghi del Festival rispetto alla propria posizione e scoprire le modalità per raggiungerli grazie a mappe di navigazione automobilistiche e pedonali. Vengono consigliati anche i mezzi pubblici più adatti a raggiungere una determinata destinazione.

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Inoltre nella sezione “Visita Napoli” sarà possibile trovare tutti i consigli su dove recarsi quando il Festival riposa, quando la sera sarete affamati o quando tra uno spettacolo e l’altro vorrete comprare qualche prodotto tipico, visitare un monumento oppure scoprire uno dei tanti segreti di Napoli. In collaborazione con la redazione Twist abbiamo scelto 140 POI (punti d’interesse) divisi in 4 macro aree Arte&Cultura, Ricettività, Ristorazione e Shopping.

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"L’app - spiega Giuseppe Barba, responsabile marketing di Thinkfor – è nata grazie a un lavoro di gruppo, proprio come avviene nel mondo del teatro dietro le quinte. Infatti - continua – il progetto è frutto della grande sinergia che si è creata tra la ThinkFor, la Fondazione Campania e la giovane realtà della redazione Twist. Credo che questa nuova applicazione abbia tutti i requisiti per diventare un valido strumento di informazione per tutti gli utenti che avranno il piacere di visitare la nostra splendida Napoli, perché oltre a segnalare orari e spettacoli del festival, è in grado di dare indicazioni anche su come spostarsi e dove trovare luoghi di ristoro“.

L’applicazione “Napoli Teatro Festival – La città del festival” è già disponibile su App Store e può essere scaricata gratuitamente.

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FuturDepero

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Il CART – Centro per la Documentazione dell’Arte Contemporanea di Falconara Marittima (An), in l’occasione dell’anniversario del centenario della pubblicazione del manifesto della pittura futurista avvenuta dalla ribalta del Politeama Chiarella di Torino, ha inteso programmare una mostra dedicata a Fortunato Depero, che proseguirà fino al 22 agosto 2010.

Dopo una prima ricognizione sul tema con una mostra dell’artista Sante Monachesi, (fondatore nel 1932 a Macerata del "Movimento Futurista – Umberto Boccioni"), la mostra su Depero viene a costituire il momento espositivo più alto del 2010.

In particolare si vuole porre l’attenzione del pubblico sulla figura di un artista che, tra gli altri futuristi ha forse interpretato, per certi aspetti, con una particolarità personalissima le indicazioni del movimento stesso e che è l’autore di icone visive che, con la conversione nella grafica pubblicitaria, sono diventate patrimonio della memoria visiva del ‘900.

1 - Fortunato Depero Iride nucleare - il gallo 1953 olio su cartone cm 95x69

La scelta delle opere esposte fa riferimento al Mart di Rovereto, in particolare alla rinnovata “Casa d’Arte Futurista Depero” che ha riaperto al pubblico nel gennaio 2009. Le opere appartengono al ventennio che intercorre tra la metà degli anni Trenta e la metà degli anni Cinquanta, con l’integrazione di alcune altre significative opere a corredo che, riguardando anni diversi, testimoniando in pillole alcuni tratti distintivi dell’artista rispetto ai temi, al genere ed alla tecnica usata.

A questo proposito le opere di Depero che sono l’oggetto principale della mostra, e che contribuiscono a sollecitare uno stimolo per l’interesse sulla raccolta presente nella rinnovata Casa Depero a Rovereto, vuole costituisce l’occasione per affrontare un’analisi tematica sull’autore salvaguardando l’originaria intenzione espositiva, quella cioè di presentare, per quanto possibile, il ventaglio dell’operatività dell’artista trentino attraverso una caratteristica gamma espressiva di temi della sua più particolare produzione: dalla sua approfondita ricerca sulla genesi e la struttura funzionale della forma; all’idea di entrare nella vita quotidiana della gente, grazie alla pubblicità all’arredamento agli allestimenti teatrali, alla moda; fino alla sua auto proclamazione, con Balla, quale astrattista futurista che inneggia ad un universo gioioso, «coloratissimo e luminosissimo”.

Infine, la mostra dedicata Depero diventa significativa in ordine al contesto scientifico della programmazione espositiva del CART, che vuole sostenere le celebrazioni dell’anniversario della pubblicazione del manifesto della pittura futurista rispetto ad un’idea documentativa del tema che parte dal territorio e si confronta filologicamente attraverso un progetto di storiografia espositiva per poter offrire indicazioni ed occasioni di riflessioni e di studio a carattere pedagogico – didattico sull’argomento.” (Stefano Tonti, Futurdepero, dal catalogo della mostra)

In ordine a questa più generale prerogativa pedagogica del Centro, il giorno dell’inaugurazione, è inserita la presentazione del libro Il paradosso del Collalto, (immagini di Concetto Pozzati), uno strumento didattico sull’arte contemporanea di Marco Dallari, noto pedagogista e autore di saggi sull’argomento, che ha trattato la lettura didattica dell’opera I Giocolieri di Fortunato Depero.

La mostra FuturDepero è corredata dal Video Riapertura di "Casa d’Arte Futurista Depero" (MartRovereto, 14 gennaio 2009): gli ultimi tocchi finali ripresi poco prima della riapertura, con interviste a Gabriella Belli, direttore del Mart, e all’architetto Renato Rizzi, che ha firmato il progetto di restauro.

Informazioni:

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Deposito d’Infinito

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Bella sfida l’architettura dell’infinito, il progetto del Vuoto, il cortocircuito tra le regole
della Natura e quelle dei transiti, delle merci e dei containers. In mezzo ci sono la forza
del mare, lo sperdimento del cielo, le forme mutevoli del vento, l’energia la curiosità e
le passioni degli uomini.

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Ultrafragola ha raccontato l’Oceano e il viaggio su una nave cargo con le parole di Marco Ciriello e le immagini di Maria Vittoria Trovato. Un’installazione suggestiva costruita intorno a un container, il deposito per eccellenza che scivola lungo i mari, cellula trasversale delle molte contraddizioni della modernità, oggetto cult per l’architettura più sofisticata, vita nuda e ospitalità per chi non ha tetto, cammino delle
merci nella globalizzazione produttiva. Un luogo mentale oltre che spazio funzionale. Il lungo viaggio dei due autori comincia a Buenos Aires e finisce ad Amburgo.

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Nelle immagini e nella scrittura ci sono gli spazi assoluti e dilatati e c’è la vita minima,
gli interni fra le lamiere protettive e insidiose della nave, le persone impegnate in una
quotidianità estrema e singolare. L’installazione video è allestita nei 3 metri x6 in un
container che ha solcato i mari: sulle pareti laterali l’oceano, davanti il ponte della
nave, l’equipaggio, i dettagli del viaggio.

Il rumore, le parole dello scrittore, l’odore della salsedine, gli schizzi delle onde e le
sedute su vecchie bobine di legno per avvolgere i cavi marini, accompagnano il visitatore in una performance sensoriale. Nel trionfo delle produzioni, nel pieno della bulimia di oggetti e comunicazione, l’installazione di Ultrafragola ha offerto uno spazio  essenziale di compensazione, contemplazione e silenzio che non è sottrazione ma intimità. Per il tramite di un animale di metallo scivola lo sguardo sul filo dell’orizzonte, sotto cieli immensi, nuvole che inventano geometrie e architetture mutevoli nel paesaggio, relazioni tra persone che si misurano con il limite. Sensibilità che ricordano le nuvole e cieli cari a Ettore Sottsass, un esempio con il suo pensiero semplice e mai banale, con la sua natura curiosa che gli ha permesso di giocare con lo spazio e di trascinare nelle sue case e negli oggetti il mondo visto e conosciuto.

Dopo la videoinstallazione “Refugee Hotel” proposta nel 2009 sempre alla Triennale
Bovisa, dedicata ai motel americani che accolgono i profughi, Ultrafragola continua le sue incursioni nei luoghi di confine umano e formale, nelle pieghe delle prossimità e
delle distanze, e sceglie una estraneità all’ovvio e al presente per rilanciare e rimettere in circolo la speranza, con la forza dell’oceano che riempie di senso e significato molte vite che rischiano di apparire solo vuoti containers.

“Questo progetto, nato da una idea condivisa con Cristiana Colli – ha spiegato Didi Gnocchi, direttore di Ultrafragola Channels – conferma la nostra linea editoriale attenta a cogliere le provocazioni e le esperienze artistiche legate alla scrittura, alla fotografia, all’installazione. Senza dimenticare che i progetti e i luoghi sono prima di tutto metafore, matrici del linguaggio che raccontano storie di vita.”

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Andrea Nacciarriti: Less Than Air

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Mercoledì 14 aprile alle ore 19, in occasione della 49a edizione del Salone Internazionale del Mobile di Milano (14-19 aprile 2010), la Fondazione Ermanno Casoli, in collaborazione con Elica, presenta presso il proprio Showroom, nel quartiere Brera, il progetto di Andrea Nacciarriti dal titolo Less Than Air, a cura di Marcello Smarrelli, direttore artistico della Fondazione.

L’idea nasce dal desiderio dell’artista di visualizzare l’aria, qualcosa che solitamente è invisibile, percepibile alla vista solo attraverso gli effetti che produce quando diventa vento e la pressione delle molecole incontra la materia. Andrea Nacciarriti, insieme ad alcuni tecnici di Elica Tech Lab, il laboratorio di ricerca e certificazione del Gruppo industriale, ha effettuato una serie di esperimenti cercando di dare forma e concretezza a ciò che per natura è invisibile, di formalizzare e far diventare tangibile l’esperienza dell’aria.

Il tentativo di rendere malleabile e docile il comportamento delle molecole aeree, ha rivelato all’artista la possibilità di attivarle e sentirne prepotentemente gli spostamenti, farle funzionare quali indicatori del potenziale fisico e concettuale del “materiale” più imprevedibile e vitale, a cui nessuno di noi può sottrarsi.

Come testimonianza di questo lungo periodo di sperimentazione e ricerca verranno esposti, nello Showroom di Elica, diversi dispositivi con lo scopo di diffondere flussi d’aria che andranno a modificare la percezione dello spazio e coinvolgeranno in prima persona lo spettatore.

“Gli effetti prodotti – spiega Nacciarriti – sono l’unica traccia visibile della presenza di uno dei quattro elementi che è fondamento e principio di tutte le cose. Percepire l’aria è complesso quanto parlarne. L’aria è essenziale ma inafferrabile, utilizzabile ma non completamente gestibile, sembra non esistere ma è la sua presenza a tenerci in vita…”.

Il concetto di aria inteso come arché, cioè come principio unico ed eterno di cui ogni cosa è costituita, risale al pensiero del filosofo greco del VI secolo a.C. Anassimene, il quale aveva individuato nell’aria il principio di tutte le cose. Per il filosofo questo avviene secondo un processo di rarefazione e condensazione. L’aria raffreddandosi si condensa, diventando vento, nuvola, acqua, terra e infine pietra. Rarefacendosi, al contrario, l’aria si dirada e diventa fuoco. Tutte le trasformazioni del mondo vengono così spiegate come trasformazioni dell’aria, in quanto tutte le cose che formano l’universo sono aria in un diverso grado di densità. L’universo viene concepito da Anassimene come un gigantesco organismo vivente che respira l’aria in cui è immerso, e il respiro stesso è la sua vita e la sua anima.

L’aria è dunque più facilmente afferrabile come concetto che come immagine visiva, è quella parte dello spazio non occupata dalla materia, è il vuoto della concretezza, è un’idea, è l’unica presenza dinamica nell’apparente immobilità delle cose, è l’altra faccia del visibile. Con questo progetto si cercherà di realizzare l’impossibile, di mettere in scena i tentativi di domare l’aria. Lo showroom Elica sarà trasformato in un contenitore di correnti più o meno condizionate dall’intervento dell’artista e dalla presenza dello spettatore che sarà complice dell’impossibile organizzazione materica dell’aria e ricettore degli effetti prodotti dai suoi flussi.

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