Le Plaisir Du Design

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Nella settima del Salone del Mobile, l’evento che regala a Milano un’anima internazionale e moderna, forse ancor più della Settimana della Moda, Rosaspinto ha onorato la rassegna a suo modo interpretando il design come piacere dei sensi e attribuendogli un significato molto vicino all’opera d’arte.

Per questo in una delle location più cool del momento, l’Oxygen-concept art dello Spazio Fitzcarraldo, hanno convissuto, si sono completati, fusi e confusi artisti e designers diversi eppur simili nella ricerca senza compromessi del bello, del ricercato e dell’unico.

La ricerca dell’estetica come tappa dovuta verso l’esistere, l’apparire per essere e l’essere grazie a ciò che appare… ecco che design, arte e sensi diventano una cosa unica e regalano emozioni ancor più forti proprio perché proposti insieme in uno stesso spazio.

I protagonisti di Le Plaisir du Design sono stati:

Marco Antonio Abbagnara, artch2111, Gaetano Cammarata, Cristian Corti, Davoli Accessori Moda, Francesca De Amicis, Matteo De Cillis, Miky Degni, Indira Fassioni, Fuoriluogo Milano Design, Juice Design, Miss Gummo, Ester Negretti, Obi Bag, Ottomana, Respace, Tiziano Saitta, Universal Market.

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A.A. V.V. Autori Vari per l’abitare

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A.A. V.V. Autori Vari per l’abitare è il titolo dell’installazione con cui Lea Ceramiche si è presentata alla 49a edizione del Salone Internazionale del Mobile di Milano . Per l’occasione, il neonato showroom di via Durini ha cambiato veste,  proponendo un nuovo allestimento frutto di una narrazione corale: 2 progettisti, Diego Grandi e Patrick Norguet, e 3 aziende, Lea Ceramiche con Fritz Hansen e Louis Poulsen.

Dopo lo “Scenario 01 _ On the Rocks”, l’installazione che ha inaugurato lo spazio milanese in febbraio, è nato, da un concept di Diego Grandi, un nuovo racconto in cui “autori vari” esplorano il tema di “Caffè Letterario”. Progettisti e aziende, di estrazione anche molto diversa tra di loro, si incontrano per mettere in scena un luogo di riflessione e confronto, con una pluralità di linguaggi e differenti interpretazioni e per ricreare un luogo di sosta per moderni flaneur, uno spazio inaspettato tutto da scoprire all’interno del circuito del Fuori Salone.

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All’interno dello showroom, Patrick Norguet interpreta lo Scenario 02 con un’originale idea di Caffè Letterario e con protagonista la nuova collezione Lines di rivestimenti ceramici disegnati per la prima volta per Lea Ceramiche.

Il designer francese immagina una vera e propria “grotta/caverna”, uno spazio rifugio dove sostare in relax immergendosi nella lettura, un riparo temporaneo in cui riflettere. Lastre di 300x100cm opportunamente sagomate delimitano lo spazio e attraverso la personale decorazione della superficie offrono nuove visioni prospettiche evidenziando un nuovo modo di pensare alle superfici in architettura. Norguet esplora l’uso della nuova tecnologia Full Hd di Lea Ceramiche applicata alle grandi dimensioni del gres laminato Slimtech e dà vita ad una serie di pattern orizzontali e verticali delle superfici esaltandone l’aspetto tridimensionale. Le lastre Lea Slimtech di soli 3mm di spessore, frutto di due tecnologie all’avanguardia fortemente innovative rispetto alla lavorazione tradizionale del gres porcellanato, permettono di ripensare ad un nuovo modo di applicazione del materiale ceramico in architettura.

Diego Grandi, art director di Lea Ceramiche, riflette ancora una volta sull’aspetto visuale del design, giocando in questa occasione sulle diverse valenze interno/esterno. Nella corte interna adiacente allo showroom, elementi chiave della sua installazione sono le figure iconiche di due “casette” che ospitano il bookshop e il coffee bar. Piccole architetture effimere definiscono due spazi chiusi ma permeabili in relazione con il giardino. Il segno grafico risulta evidente dall’imporsi della collezione Mauk, declinata nel modulo Spina che delinea ed esalta le forme architettoniche. Il tavolino Little Friend di Kasper Salto così come la seduta icona Egg di Arne Jacobsen per Fritz Hansen scolpiscono lo spazio e rimandano per l’unicità delle forme a un luogo, momento di sosta inatteso. Lampade di Louis Poulsen, come Toldbod 120, che illuminano il coffee bar, AJ di Arne Jacobsen per la zona lettura o infine le scultoree PH Artichoke e Enigma 825, caratterizzano lo spazio esterno ricreando un inusuale ambiente domestico in cui leggere, sorseggiare il caffè, bere un drink.

Le installazioni raccontate dai 2 progettisti, pur diverse per linguaggio e per modi differenti e personali di interpretare lo spazio, giocano entrambe sulla dissonanza indoor/outdoor: il cortile, lo spazio esterno, viene interpretato secondo il linguaggio proprio dell’interior con le sedute di Fritz Hansen e le lampade di Louis Poulsen, resi però per questa occasione arredi per l’outdoor. Parallelamente all’interno dello showroom, l’idea della “grotta/caverna”, elemento architettonico primordiale, rifugio e riparo, diventa invece elemento che caratterizza e scolpisce lo spazio interno.

Lo Scenario 02 intende sottolineare la vocazione dello showroom Lea Ceramiche di Milano: essere innanzitutto luogo di relazione e di confronto con la città oltre che di sperimentazione di linguaggi decorativi anche molto diversi fra loro. Lo spazio si configura come punto di riferimento per approfondire le tematiche legate alle superfici e al design e per esplorare partnership con aziende del settore vicine per comunanza di intenti.

A riprova di questo Lea Ceramiche durante la settimana del design è presente anche nello showroom di Fritz Hansen in Corso Garibaldi: Slimtech Mauk Spina di Diego Grandi fa da cornice a prodotti storici, icone del design dell’azienda danese. Parallelamente Fritz Hansen è presente negli spazi adiacenti allo showroom Lea Ceramiche con l’edizione limitata di alcuni esclusivi prodotti PK4x20 di Poul Kjærholm a cui fa da cornice la nuova collezione Waves di rivestimenti ceramici di Patrick Norguet.

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QZone di ALL+

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QZone è un sistema ideato da ALL+ per delimitare spazi di dimensione variabile.

QZone è connotato da una struttura dal volume cubico, composta da profili in alluminio realizzati per rendere il disegno assolutamente minimale con un’alternanza di geometrie e spazi vuoti.

L’estrema leggerezza è resa dall’utilizzo dell’alluminio che, oltre ad essere totalmente riciclabile, è anche un materiale perfetto per gli ambienti esterni poiché resistente agli agenti atmosferici e alle intemperie.

La copertura è data dall’ancoraggio di teli mobili o fissi alla struttura del gazebo. Disponibili inoltre accessori quali le pedane modulari personalizzate.

L’intero sistema è smontabile e facilmente trasportabile.

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Arper Team

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Team,  presentato in anteprima al Salone del Mobile di Milano 2010, è un sistema di sedute creato da Arper, in collaborazione con lo studio di design Lievore Altherr Molina, per risolvere le esigenze funzionali di spazi destinati a frequenti cambi di layout e utilizzo, tipici degli ambienti di lavoro.

Team ha scocca in plastica, base a slitta e molti accessori e ottime caratteristiche di impilaggio, l’ideale per sale conferenze, auditorium e centri di formazione, ma può essere configurata anche per l’home office, nella versione più ricercata con scocca imbottita, base centrale o a cinque razze, con o senza ruote.

La sintesi formale presenta una scocca dalle linee nette, dimensioni precise, inclinazioni leggere, concavità appena percettibili e curvature di minimi raggi. I dettagli sono curati; la leggerezza, una promessa mantenuta; i materiali, a basso impatto ambientale, completamente privi di PVC.

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DeCastelli – Lancelot

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Appoggiata su una sottile struttura, questa silhouette non si rivela subito cilindrica o ovale, conica o dritta… poi ci si gira attorno per esaminarla da vicino e si scoprono due piccole maniglie che, come un grande mantello, aprono le due ampie ante, che racchiudono l’interno e i suoi ripiani.

Lancelot, grazie alla forma tonda e alle proporzioni contenute, è posizionabile in angolo o in centro stanza; un mobiletto per contenere libri, tazze da tè o caffè e bottiglie oppure per riporre asciugamani, spazzole e profumi.

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laSella di Fornasarig

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Ispirata al mondo della selleria tradizionale da cui coglie la cura per i dettagli e le cuciture, sapientemente interpretate e manualmente realizzate con tessuti e pelli per ottenere un rivestimento che appare calzato sulla seduta.

Lo sgabello "Cavallina" è l’espressione più signifcativa della contaminazione tra sella e seduta. La sua forma permette due tipi di seduta: una classica e l’altra "cavalcata".

Il progetto a slitta risolve le basi di tutta la collezione: dalla dormeuse, alla sedia, agli sgabelli.

Il molleggio del sedile è ottenuto con cinghie elastiche. Imbottitura con poliuretano a densità variabile e fibra poliestere. Tessuto o pelle selezionabili dalla cartella tessuti oppure forniti dal cliente

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laSella – design Chiara Caberlon & Ermanno Caroppi

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La grafica del Made in Italy

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AIAP, Associazione italiana progettazione per la comunicazione visiva, in occasione del Salone del Mobile 2010 ha presentato la mostra “La Grafica del Made in Italy. Comunicazione e aziende del design 1950-1980”.

La mostra è stata inaugurata il 13 aprile presso la Galleria AIAP di via A. Ponchielli 3, Milano ed è rimasta aperta al pubblico fino al 23 aprile.

Gli obiettivi di AIAP da sempre sono quelli di promuovere e qualificare l’evoluzione e l’eccellenza del linguaggio grafico in ambito professionale e didattico, di rendere sempre più evidente e necessaria la figura e il ruolo del designer di comunicazione visiva, di operare nell’ambito della ricerca continua, di divulgare il rigore compositivo, educare alla consapevolezza e alla storia della grafica e della tipografia, sensibilizzare all’impegno etico e morale nell’esercizio della professione.

Sulla base di questi obiettivi Aiap ha promosso la mostra “La Grafica del Made in Italy” nell’ambito di un processo di approfondimento dei temi della storia del graphic design italiano; inoltre, vista la concomitanza con il Salone del Mobile, l’evento ha costituito una occasione di riflessione sul ruolo della grafica progettata nell’affermazione del Made in Italy e del design italiano nel mondo.

A tal proposito, il curatore Mario Piazza, già presidente dell’Associazione e docente presso la facoltà del design del Politecnico di Milano, sostiene: “la grande ricchezza del design e delle industrie che in esso hanno creduto fin dagli anni Cinquanta, è rappresentato dalla innovazione imprenditoriale e dalla peculiarità stilistica di grandi progettisti, ma anche dall’originalità con cui è stato comunicato”.

A fianco delle aziende, designer grafici come Giulio Confalonieri, Ilio Negri, Michele Provinciali, Pino Tovaglia, Roberto Sambonet, Franco Maria Ricci, Bob Noorda, Albe Steiner, Massimo Vignelli, Giancarlo Iliprandi e molti altri, sono stati capaci di rappresentare il volto di questo sistema, disegnando marchi, logotipi, cataloghi, inviti, annunci e pagine pubblicitarie.

Opere straordinarie che hanno lasciato il segno nella storia della grafica e della
comunicazione. La mostra e il catalogo che l’accompagna mettono in rassegna per la prima volta le pagine migliori di questa esperienza progettuale, raccontando con le immagini gli stili e le invenzioni grafiche, ripercorrendo in parallelo la vita di oggetti e prodotti della grande stagione del design italiano.

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Brazilian Modern: 1950-1970 – The Masters of Style

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E’ una rassegna dedicata alla vivace creatività e all’ingegnoso estro dei maestri del Modernismo brasiliano del rango di Sergio Rodrigues padrino dell’iniziativa nonché atteso ospite.

Non solo, saranno presentati anche i masterpiece di Tenreiro, Scapinelli, per citarne alcuni. E’ una testimonianza unica di un periodo storico ricco di creazioni originali e a volte stravaganti.

La risposta brasiliana al rigore modernista europeo dell’epoca. Un palcoscenico esclusivo, perchè unico in Europa, per rappresentare la capacità progettuale e la modernità di pensiero degli architetti e dei designer brasiliani.

Nuove visioni che hanno dato vita a un fermento artistico sviluppatosi nell’immediato dopoguerra e che ha prodotto uno stile inconfondibile di radice europea utilizzando la preziosità dei materiali del territorio e la capacità degli artigiani locali. E’ un modernismo “tropicale” pensato per le nuove élite di un paese emergente, il Brasile appunto.

Una corrente estetica ricca di contributi di architettura e di design ispirata alle “case study houses” americane e che ha proposto modelli rielaborati da maestri, come Niemeyer, e l’invenzione di arredi che si adattassero ai nuovi spazi e al concetto del nuovo benessere e contemporary living inteso alla “maniera brasiliana”.

L’intento delle curatrici – Cinzia Ferrara e Monika Unger, rispettivamente lighting designer e architetto, entrambe appassionate e esperte di furniture design europeo – è quello di condividere una pagina di storia inedita del design brasiliano, ad oggi nota solo a pochi.

Divulgare i segni del movimento modernista brasiliano attraverso i lavori dei mostri sacri come Rodrigues o Tenrerio e tributarne l’importanza.

Divano - Rodrigues

Sedie - Tenreiro

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Insilvis: The echoes of form

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GEAR

Spesso i nostri spazi domestici sono caratterizzati da oggetti di derivazione industriale.
Questo appendiabiti da parete utilizza come pomello una puleggia, opportunamente raffinata ed elaborata,  raccordata alla parete mediante un cono in acciaio inossidabile.
Ne risulta una struttura evocativa di realtà tecnologiche che, per l’inconsueta attribuzione funzionale del suo componente meccanico, suscita sorpresa e interrogativi, come attirando lo spettatore in una giostra d’interpretazioni.
La compiutezza della circonferenza è animata dalle suggestioni cinematiche della ruota dentata: le sue gole animano l’oggetto di vibrazioni chiaroscurali, radicandolo nello spazio.

La perfezione dell’esecuzione e del sistema di fissaggio, semplice, sicuro e a totale scomparsa, realizza con indiscutibile sostanza oggettuale, come è nella filosofia INSILVIS, i contenuti provocatori dell’idea progettuale e la carica onirica dell’ingranaggio.

GEAR si inserisce in una collezione di appendiabiti da parete caratterizzati dalle forme geometriche elementari (modelli CONE, CUBE, CYLINDER e PIX) e readymade object (modelli BOLT e SIGNUM).

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VIKING

Il tubo curvato superiore ha l’energia formale e massiva dell’elmo vichingo.
L’insieme esprime un equilibrio certo e solido, ulteriormente stabilizzato dalla barra orizzontale e saldamente radicato a terra dalla corona circolare di base.
Tuttavia, è possibile leggere nell’opera la cristallizzazione di un movimento appena compiuto, ovvero l’intenzione di una imminente animazione.

L’andamento a spezzata dei sostegni, esili ma efficaci come gli arti di un fenicottero, moltiplica le combinazioni visuali tra i componenti, nelle intersezioni e nei parallelismi apparenti che si producono al variare del punto di vista.

L’acciaio inossidabile è il materiale perfetto per interpretare questa dialettica delle linee, così cariche di densità materiche e di velate suggestioni iconografiche.
Da anni INSILVIS dedica instancabile attenzione al tema del servo muto che, già nel nome utilizzato nelle diverse lingue, dimostra una particolare vocazione alla personificazione con curiosi rilievi semantici. Le ragioni funzionali, assunte con la serietà è il rigore dovuti, sono solo il punto di partenza per un lungo e affettuoso percorso interpretativo compiuto dall’azienda assieme a tutti i suoi clienti

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illy issimo annuncia i vincitori del progetto fotografico “AuthentiCity – Revealing purity and authenticity in urban life”

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illy issimo – linea di bevande di caffè da consumare fredde, frutto della collaborazione tra illycaffè e The Coca-Cola Company – ha reso noti i nomi dei vincitori della prima fase del progetto fotografico “AuthentiCity” realizzato in collaborazione con School of Visual Arts (SVA) di New York e rivolto ad artisti internazionali studenti o ex allievi SVA.

Questi i nomi dei cinque artisti premiati tra i diciannove arrivati in finale: Igor Aronov (NY -USA), Giselle Behrens (Caracas – Venezuela), Matthew Baum (NY – USA), Carlos Alvarez Montero (Città del Messico – Messico) e Caroline Shepard (Brookling, NY – USA), proseguiranno il progetto fotografico e riceveranno un riconoscimento in denaro di $3.000 ciascuno.

Oltre duecento gli iscritti al concorso che si sono confrontati sul tema del progetto: Revealing purity and authenticity in urban life, un invito a ricercare attraverso il linguaggio immediato della fotografia, segni di autenticità e purezza nel contesto metropolitano.

La giuria costituita da rappresentanti ILKO Coffee International (Joint Venture tra illycaffè e The Coca-Cola Company che produce illy issimo), illycaffè, SVA e da Elisabeth Biondi – visual editor del magazine The New Yorker, ha così motivato la sua decisione: “Le opere presentate da Igor, Giselle, Matt, Carlos e Caroline, esprimono un’abilità tecnica legata ad una sofisticata capacità di lettura delle situazioni, tesa a catturare scampoli di autenticità e purezza colti per strada o in spazi privati delle città. Scatti realizzati in modo personale e con l’uso di tecniche diverse, in sintonia con il particolare stilema di ogni autore: dall’uso creativo dello sfocato e dei colori brillanti alla ritrattistica, dalla sperimentazione del labile confine tra foto e pittura alla più tradizionale filosofia della street-photography, mettendo al centro della scena volti, particolari e situazioni autentiche della vita quotidiana che sfuggono all’occhio distratto dei più”.

Il progetto “AuthentiCity” è stato presentato in occasione della Milano Design Week con una mostra fotografica aperta al pubblico nel contesto di Zona Tortona, presso il T35 @ Nhow Hotel (Via Tortona 35, MI), dove fino al 19 aprile 2010, tutti i giorni dalle ore 10.00 alle ore 21.00, rimarranno esposte le opere dei vincitori e dei finalisti.

Dopo l’appuntamento milanese, il progetto si svilupperà in due fasi successive. I cinque autori selezionati riceveranno ulteriori indicazioni per la realizzazione di nuovi scatti dedicati al medesimo tema, da presentare entro settembre 2010; i loro lavori saranno esposti in una mostra conclusiva che si terrà a New York il prossimo autunno.

Con la mostra newyorkese sarà annunciato il vincitore finale del progetto che riceverà un riconoscimento in denaro di $10.000 e una commessa da parte di ILKO Coffee International per realizzare un lavoro fotografico ad hoc.

Il progetto “AuthentiCity – Revealing purity and authenticity in urban life è visibile sul sito http://www.illyissimo.com/ e sulla pagina Facebook.com/illyissimo.

image Carlos Alvarez Montero – “Covers (adopt & adapt)”

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