Sopra il Sotto – Tombini Art raccontano la Città Cablata

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5 urban painter internazionali, 5 capitali mondiali della street art, 20 tombini art, la fashion-street iconica più famosa del mondo e un illuminato mecenate, METROWEB, l’azienda titolare della più grande rete metropolitana di fibre ottiche d’Europa.
Dopo il grande successo della prima edizione, che ha visto sorridere 32 tombini d’artista in zona Tortona,  torna infatti a Milano, il progetto  “Sopra il Sotto – Tombini Art raccontano la Città Cablata”, nato da un’idea di Monica Nascimbeni per Metroweb, la mostra open air di tombini art in ghisa (quelli della rete in fibra ottica Metroweb posti sui marciapiedi ai lati della strada) che sperimenta un nuovo linguaggio d’arte e di comunicazione.
Questa volta il taglio è globale: dalle capitali mondiali della public art e del graffitismo (Milano, Berlino, Parigi, Londra, New York) sono stati chiamati cinque grandi artisti della street art internazionale, invitati a realizzare una opera multipla su più tombini, quasi una personale ciascuno. La direzione artistica è di Gisella Borioli, che da alcuni anni è concentrata sulla tematica e la promozione della street art come nuova forma d’arte contemporanea a tutti gli effetti, in collaborazione con Matteo Donini, curatore e collezionista di street art.
Shepard Fairey
(New York), Flying Fortress (Berlino), Rendo (Milano), The London Police (Londra), Space Invader (Parigi) saranno in mostra on the road dal 18 novembre 2010 fino a dicembre 2011 in Via MonteNapoleone, nel cuore di Milano, in una delle vie simbolo della moda, del made in Italy e del lusso mondiale, confermando la sensibilità crescente anche del mondo dalla moda ad uscire da confini e classificazioni e aprirsi all’arte contemporanea e al design con progetti site specific, soprattutto in ambito internazionale.
Shepard Fairey, artista divenuto fenomeno culturale con l’iconografia di Barack Obama, una delle più efficaci illustrazioni della politica americana, ha progettato dei moderni “mandala” astratti, quasi tribali; Space Invader propone i suoi famosissimi alieni “pixelati” ispirati al mitico video game anni ’70; i tombini di Rendo invece sono grafici, astratti e tridimensionali, come elementi sospesi nello spazio; Flying Fortress stupisce con i suoi orsi che rimandano al simbolo di Berlino e i suoi “Teddy Troups”; i The London Police hanno reinterpretato i loro giocosi “omini” tutti amore-pace-amicizia.

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Flying Fortress (Berlino)

 

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Shepard Fairey (New York)

 

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Rendo (Milano)

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Space Invader (Parigi)

Mostra open air 18 novembre 2010 – dicembre 2011  (1 anno)
Via MonteNapoleone, Milano
Inaugurazione giovedì 18 novembre 2010 ore 18.00
Per l’occasione i negozi di via MonteNapoleone rimarranno aperti fino alle 21.00

Con il patrocinio del Comune di Milano – Cultura e Arredo Decoro Urbano e Verde.

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Un FuoriExpo sostenibile

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Rendere l’Expo 2015 diffusa e sostenibile ovvero farla vivere come manifestazione diffusa su un territorio più ampio rispetto al sito espositivo, promuovendo interventi ecosostenibili.

E’ questa l’idea alla base di Expo diffusa e sostenibile, il progetto di ricerca del Politecnico di Milano, Dipartimento di Progettazione dell’Architettura, realizzato con il contributo della Fondazione Cariplo – Area Ambiente, sotto la direzione scientifica del professor Emilio Battisti, che si propone di mettere in rete le varie iniziative che soggetti pubblici e privati stanno già avviando in vista dell’Esposizione Universale 2015.

Il gruppo di ricerca sta lavorando per offrire ai visitatori di Expo 2015, un fuori Expo, analogo a quello che si realizza ogni anno durante il Salone del Mobile, che graviti su tutta la Lombardia e riutilizzi in modo sostenibile le risorse storiche, monumentali e culturali già esistenti sul territorio con vantaggi evidenti anche per il turismo.

Le iniziative di Expo diffusa e sostenibile interpreteranno il tema “Nutrire il Pianeta, Energia per la vita” in tutte le sue possibili declinazioni e lasceranno una solida eredità in grado di configurare, fin da ora, l’armatura della futura metropoli sostenibile.

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Per aprire un canale di relazione tra gli attori coinvolti nei vari progetti, il gruppo di ricerca ha messo a disposizione www.expodiffusa.it, uno spazio di partecipazione e collaborazione on line, di incontro e confronto che possa favorire le possibili sinergie a vantaggio della qualità delle ricadute territoriali.

L’obiettivo generale è quello di offrire ai visitatori, soprattutto ai giovani, una esperienza di vita sostenibile consentendo loro di sperimentare concretamente come sia possibile nutrire l’umanità salvaguardando l’ambiente, disciplinando i consumi, risparmiando energia e evitando gli sprechi: si pensa ad esempio a offerte di soggiorno a basso costo con possibilità di mangiare cibi biologici, alla possibilità di viaggiare sui mezzi a ridottissimo impatto ambientale, fare sport, visitare musei e perché no, divertirsi in grandi discoteche che non distruggano l’ambiente.

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ArchitectsParty Bari – Gli aperitivi negli studi di architettura di Bari.

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Ultima tappa 2010 per gli aperitivi negli studi di architettura che termineranno il loro tour a BARI dall’8 al 13 novembre.

Bari sarà l’unica città della Puglie dove farà tappa l’iniziativa e chiuderà infatti il calendario 2010 di ArchitectsParty, gli aperitivi negli studi di architettura d’Italia. Come accaduto in tutte le altre 6 città dove ha fatto tappa l’iniziativa, anche a Bari 10 studi di architettura, tra i più contemporanei e noti della città, offriranno un Campari Soda accompagnato dagli snacks Lorenz direttamente all’interno dello studio. Il tutto assieme ad alcune delle più prestigiose aziende del design che saranno presenti in tutte gli aperitivi del calendario e saluteranno i partecipanti alle varie serate del calendario settimanale.

ArchitectsPartyBARI

L’iniziativa, ideata da TOWANTcontemporaryevents ed organizzata da TOWANT in collaborazione con re.publique comunicazione d’architettura, trasforma i luoghi di lavoro dei professionisti in punti di incontro serale per gli operatori del settore e gli appassionati di design, architettura e arredamento.

Obiettivo di ArchitectsParty è quello di contribuire, in maniera nuova ed informale, a creare e consolidare le relazioni tra le aziende del design e gli studi di architettura, il tutto attraverso un’apposita occasione di pubbliche relazioni per gli studi partecipanti. I quali, in occasione dei singoli aperitivi, oltre ad avere l’occasione per presentare i loro lavori, avranno l’occasione di presentare i propri spazi, le stanze ed i luoghi dove nascono le idee e prendono forma i progetti.

ArtchitectsParty riprenderà il proprio tour nel 2011 facendo tappa in nuove città e con numerose ed importanti iniziative. Aggiornamenti e informazioni a breve su www.towant.it

AziendePartner:

Dornbracht / Elica / Essequattro / Haworth / Kaldewei / Martinelli Luce / Moroso / Schiffini / Stone Italiana / Styrodur / Technogym.

DrinkPartner: CampariSoda _ SnacksPartner: Lorenz

MediaPartner: INTERNI, CityProject

T-shirt by Feeldude

Calendario ArchitectsParty Bari 2010

martedì 9 novembre : Architetti Giuseppe Furio // mercoledì 10 novembre: Studio LAU080_ Netti Architetti _ Architetti Pazienza De Renzio Associati // giovedì 11 novembre: bdf architetti _ controstudio Mazziotta _ studiocara // venerdì 12 novembre: CDR Architetti _ EsseElle Associati _ Luca Curci Architects__

Orario inizio aperitivi ore 19.00. Tutti gli aperitivi del calendario di ArchitectsParty sono su invito.

E’ possibile tuttavia contattare l’organizzazione per ricevere gli inviti per i singoli appuntamenti

Informazioni: TOWANTcontemporaryevents

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Da venerdì 5 a lunedì 8 novembre Lingotto Fiere ospita ARTO’, terzo Salone delle eccellenze artigiane

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ArTò, il Salone delle eccellenze artigiane - www.ar-to.it - si presenta al Lingotto Fiere di Torino dal 5 all’8 novembre, con un programma espositivo rinnovato e originale. L’immagine dell’edizione 2010 richiama a un Artigianato. Innovativo per tradizione e ha come protagonista un Pinocchio in chiave moderna, ideale ponte con le nuove generazioni, a cui la rassegna dedica spazio e iniziative speciali in un’ottica di avvicinamento all’artigianato e di opportunità professionali.

Dancing queen", progetto "Arte da indossare" di Manumara. Capi d’abbigliamento in vetro, quali borsette, scarpine, cuffie, sandali… ma solo da guardare: oggetti feticcio che ricordano un’emozione, un viaggio, un’epoca, un amore; un modo di essere nel quale ci si riconosce o un capo che ci piacerebbe indossare per sognare un po’, anche solo per una notte..

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10^ edizione del master in yacht design del Politecnico di Milano

Category : eventi

15 novembre 2010: si terrà a Milano presso POLI.design la seconda giornata di presentazione e selezione del master

Le prossime giornate si terranno nei mesi di dicembre e gennaio.

Inizio master: marzo 2011

Chiusura iscrizione febbraio 2011

www.polidesign.net/myd

Si tratta di un master di eccellenza in questo settore che in questi 9 anni di attività ha formato più di 225 professionisti nei diversi ambiti dello yacht design. Gli studenti che completano il Master sono in grado di inserirsi nel mondo professionale in modo differenziato anche in relazione alla loro precedente formazione. In questi anni sono stati ricoperti ruoli di: assistente di progetto in studi professionali, assistente di produzione in cantiere, gestore della produzione, responsabile controllo qualità.

La nona edizione del master era formata da 31 studenti, di cui 19 italiani e 12 stranieri provenienti da Cina, Spagna, Brasile, Turchia, Messico, Colombia e Germania.

Ai seguenti link è possibile visualizzare le video testimonianze di alcuni di loro:

http://www.youtube.com/watch?v=CQ4W9h5Yaew

http://www.youtube.com/watch?v=E3RFFsjQl-Y&feature=related

Il Master fornisce gli strumenti per gestire il percorso progettuale e costruttivo di una imbarcazione, a vela e a motore.

Il Master è caratterizzato dall’integrazione di diverse modalità didattiche: analisi metaprogettuali, definizione del concept ed esercitazioni progettuali che sono svolte in aula in piccoli gruppi come momenti propedeutici ai workshop di progettazione.

I workshop permettono di sperimentare in un progetto completo le competenze acquisite nelle unità didattiche, nelle esercitazioni in aula e nelle visite all’esterno. I workshop sono considerati momenti fondamentali del processo formativo. Fanno parte dell’attività didattica le visite presso strutture di ricerca, sedi produttive, studi professionali.

In questo video: http://www.youtube.com/watch?v=0HLpPbMFS8Q&feature=player_embedded è possibile vedere un estratto della giornata di  teambuilding outdoor in barca a vela, che è stata fatta a Dongo sul lago di Como. Questa modalità di interazione consente di far vivere ai partecipanti un’esperienza nuova e coinvolgente, su temi già affrontati in aula, fuori dal consueto ambito di studio. E’ una modalità formativa che innesca un processo di crescita personale e di gruppo immediato e diretto in cui l’occasione di confronto e di scambio è amplificata dall’esigenza di “sopravvivenza” a bordo.

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Piemonte Share Festival: 2-7 novembre 2010

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Piemonte Share Festival propone mostre, conferenze, dialoghi, workshop, proiezioni screening, e performance dedicati al tema SMART MISTAKES per ampliare la mente, affinare le capacità analitiche e ispirare la creatività.

Errori intelligenti, mutazioni, fallimenti, disfunzionalità, discrepanze, incidenti, varianti impreviste, scoperte occasionali, estetiche dell’errore, scarto dalla massa, fallimenti progettuali, progetti irrealizzati, disastri, sbagli, imperfezioni, disturbi, appropriazioni, effetti collaterali, lapsus e flop.

I direttori artistici Simona Lodi e Chiara Garibaldi insieme al team di curatori dedicano la 6^ edizione di Piemonte Share Festival alla portata artistica e culturale dell’errore e della scoperta inaspettata. Il titolo SMART MISTAKES è l’ossimoro che introduce un’analisi della storia dell’errore e dei momenti di rottura che l’errore come scoperta imprevista ha portato nella storia dell’umanità. L’errore racchiude una potenza creativa unica perché rappresenta sempre l’emergere di un problema: in tutte le sue varianti, indica una questione che necessita attenzione e questa attenzione suscita controversie, le controversie generano soluzioni e innovazione. Ecco perché è interessante in questo periodo di emergenze globali occuparsi degli errori intelligenti.

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Teatrino Elettrico, DC12V

Ma in campo artistico e culturale, nella nostra epoca digitale, l’errore mantiene lo stesso ruolo di attivatore di mutamento e di valore? Così come l’errore genetico ha il ruolo di agente del mutamento e quindi della bio-diversità, l’errore in azione guida la creatività poiché la perfezione non dà possibilità per migliorare.

Una controstrategia culturale, sociale e artistica è quella dell’ibridazione e della creazione di nuovi spazi di comunicazione attraverso l’imprevisto, la mutazione, l’uso non predefinito. Oggi utilizzare in modi imprevisti le tecnologie equivale a non fidarsi dell’impianto di vita del paradigma dominante che cresce su un certo liberismo piuttosto che sulla libertà di condivisione. Fino a una ventina di anni fa erano solo gli artisti, gli ambienti accademici e militari ad avere un approccio creativo alle tecnologie. Oggi ci si muove da una nicchia d’indagine fino all’intera società. Compito di Share Festival è far emergere queste tendenze, delinearne una scena in continuo mutamento.

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Ernesto Klar, Luzes relacionais

Con la 6^ edizione Share Festival cambia la propria visione culturale per incorporare la progressiva pervasività del digitale nel mainstream sociale, ma senza perdere l’approccio critico alla tecnologia. Agli esordi di questa avventura culturale e artistica le arti digitali venivano considerate arti sperimentali, non integrate nel sistema commerciale del mondo dell’arte. Attualmente la media art è un linguaggio artistico importante ed accettato e sta guadagnando un pubblico sempre più vasto: se fino a poco tempo fa si iniziava a prendere in considerazione l’arte digitale, oggi si parla di arte nell’era digitale. Share Festival continua a non voler celebrare la tecnologia, ma ad interrogarla investigando su progetti che mettono in discussione la sua influenza sulla cultura e come, nel bene e nel male, il suo utilizzo ha pervaso e cambiato le nostre vite. E così il Festival cambia ufficialmente il campo d’indagine (e il sottotitolo), si occuperà di arte e cultura in epoca digitale, facendo migrare l’aggettivo digitale accanto a società, posto prima vicino ad arte. Questo spostamento è conseguente alla pervasività del digitale nella società, che è un processo che è appena iniziato, e che ha portato il computer ad essere un oggetto di uso comune, come un qualunque elettrodomestico.

Come ogni anno il Festival ospiterà la mostra di grandi installazioni artistiche dei sei finalisti di Share Prize che quest’anno ha raccolto 270 iscrizioni da 20 paesi diversi e sarà allestita nella splendida crociera al secondo piano del Museo Regionale di Scienze Naturali. Il vincitore di Share Prize 2010 sarà nominato sabato 7 novembre durante la cerimonia di premiazione.

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knowbotic research, macghillie_ just a void

Sarà parte del programma una mostra tematica screening sul tema SMART MISTAKES che offrirà anche interessanti workshop legati al progetto speciale degli artisti Les Liens Invisibles insieme a performance sperimentali.

La novità di quest’anno riguarda il Simposio su SMART MISTAKES in cui eccellenti guest curator terranno una lectio magistralis per trattare la portata artistica e culturale dell’errore in tre principali rami: errori tecnologici e mediatici (rapporto uomo-macchina, disfunzionalità, errori di trasmissione), errori biologici (mutazioni, biodiversità, arte vivente) e scoperte inaspettate (serendipity, scoperte occasionali, incidenti, varianti impreviste). Il Simposio di Share festival continuerà con dialoghi tra ospiti di discipline diverse per confrontarsi su tematiche culturali e sociali che riguardano donne e uomini comuni. Affianco agli interventi specifici numerosi dialoghi a due tra registi, musicisti, scrittori, scienziati, filosofi, architetti, avvocati, economisti e imprenditori amplieranno la disquisizione sull’errore a campi non specificatamente tecnologici. Gli invitati saranno chiamati a raccontare storie ed esperienze legate alle loro carriera, restando nel contesto degli errori intelligenti, aprendo così il Festival a conversazioni per condividere la conoscenza della cultura contemporanea.

Nell’ambito degli eventi di Your Time, Torino 2010 European Youth Capital Share Festival condivide con ClubToClub e Musica90 il progetto Youth Museum.

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Marko Batista, Parallel digital structures

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Trieste Capitale del Design

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Trieste diventa la capitale del design europeo. Giungeranno dall’Ucraina, dalla Bielorussia e dall’Estonia i vincitori di Pocketluck, Nono Concorso Internazionale di Design Trieste Contemporanea, che – assieme ad altri designer nostrani ed europei – saranno ospiti dello Studio Tommaseo di via del Monte 2/1. L’occasione di questo eccezionale ritrovo è la cerimonia ufficiale di premiazione (ore 18:00) che chiude il concorso e inaugura la mostra dei migliori progetti 2010. L’esposizione sarà visitabile allo Studio Tommaseo fino all’11 dicembre (da lunedì a sabato, ore 17:00 – 20:00, ingresso libero). Per maggiori informazioni è possibile consultare il sito www.triestecontemporanea.it o telefonare allo 040/639187.

Sono 329 gli elaborati, provenienti da 23 paesi diversi, che hanno risposto alla chiamata dell’edizione 2010. Dalla sua istituzione (1995) ad oggi, diverse migliaia di designer europei si sono infatti cimentati in questo concorso di design ideato da Gillo Dorfles. La competizione è rivolta ogni due anni da Trieste Contemporanea, con il patrocinio dell’InCE (Iniziativa Centro Europea), a progettisti nati nei 18 paesi dell’Europa centro orientale aderenti all’InCE, nei paesi baltici, in Germania e in Turchia.

Quest’anno i concorrenti dovevano pensare a un nuovo portafortuna da tasca, utile ad affrontare con ‘positività, coraggioso altruismo e necessaria ironia’ la crisi difficile e plurima che il pianeta e la società stanno vivendo. Il tema ‘Pocketluck’ ha riscosso un grande successo ed è stato svolto con grande originalità e diversità dai partecipanti. Curiosamente tutti e tre i premi assegnati sono, con declinazioni e prospettive diverse, degli oggetti da portare ‘per non dimenticare’ nei propri comportamenti quotidiani di agire responsabilmente ed eticamente

La giuria, presieduta dal Segretariato dell’InCE Cristina Morozzi, ha assegnato il premio BEBA per il più giovane designer selezionato a Ilya Choni, giovanissimo concorrente nato in Ucraina  nel 1998. Il suo ‘The All’ è un portafortuna fatto di sassolini avvolti in cotone, spago e juta che ricorda che ognuno è responsabile del proprio destino.

Il premio InCE, istituito nel 2006 per il miglior designer proveniente da un paese InCE non membro dell’Unione Europea e assegnato in Macedonia nel 2006 e in Serbia nel 2008, è stato aggiudicato quest’anno in Bielorussia. L’industrial designer Aliaksei Hur ha progettato ‘REDbook pendants’, una serie di portachiavi che ricordano quotidianamente al possessore la responsabilità personale del degrado ambientale e informano sulle specie animali in pericolo di estinzione.

Il primo premio assoluto, intitolato a Gillo Dorfles, è andato a Marta Kisand per il progetto ‘PaperDoll Brooches’. La designer tessile estone ha proposto di tenere in tasca, per ricordare di dare attenzione a valori e significati ai quali oggi non si pensa quanto si dovrebbe, delle figure di bambole stampate su stoffa imbottita e decorate con i fiori tipici della tradizione tessile del suo paese, ognuno dei quali aveva dei significati precisi di amore o di amicizia o di fiducia.

Assieme ai vincitori, sono stati selezionati per la mostra Matteo Beraldi (Italia), Boris Novachi Bojic (Austria), Giovanni Botticelli (Italia), Ivana Brajdic (Croazia), Lazar Foti (Ungheria), Ender Gelgec (Turchia), Ziva Ljubec (Slovenia), Malgorzata Lojko (Polonia), gruppo Knockoutdesign (Poland), Emanuele Magini (Italia), Francesco Magni (Italia), Tommaso Mandorino (Italia), Franz Maurer (Austria), gruppo Oloop Design (Slovenia), Przemyslav Ostaszewski (Polonia), Nadine Podewski (Germania), Laura Pozzar (Italia), Louda Radim (Repubblica Ceca), Dario Santacroce (Italia), Pavel Sidorenko (Estonia), Dorota Skalska e Agnieszka Mazur (Polonia), Radim Slovak (Repubblica Ceca), Claudia Sportelli (Italia), Devid Strussiat (Italia), Zoran Svraka (Croazia), Lenka Trubacova (Repubblica Ceca), Adam Turecek (Repubblica Ceca), Nadia Vedova e Marco Svara (Italia). Ad essi si aggiunge, selezionato tra i fuori concorso Gianfranco Vasselli (Italia).

L’iniziativa è promossa dal Comitato Trieste Contemporanea e dall’Associazione culturale L’Officina con l’adesione della Casa dell’Arte di Trieste e si avvale del patrocinio dell’ In.C.E. e del sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia e della Provincia di Trieste.

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Elica in collaborazione con la Fondazione Ermanno Casoli ha presentato le declinazioni della Pescecappa di Gaetano Pesce

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Giovedì 21 ottobre presso il Palazzo della Farnesina, sede del Ministero degli Affari Esteri, Elica, in collaborazione con la Fondazione Ermanno Casoli, ha presentato la serie diversificata di Pescecappa, la cappa da cucina ideata da Gaetano Pesce.

Un’edizione composta da quindici declinazioni, esemplari unici, numerati e firmati dall’artista, che con il suo design espressivo, iconico e personale interpreta lo spirito innovatore di Elica sovvertendo il modo di concepire la produzione e il normale rapporto con i fruitori del prodotto ricercando così nuove modalità di relazione. Pescecappa, infatti, per le sue caratteristiche, si avvicina più ad un’opera d’arte che ad un elettrodomestico ed è proprio il pubblico curioso e sensibile alle novità, come quello appassionato di arte contemporanea, moda e design, che costituisce uno dei soggetti ideali a cui comunicare la scelta di trasformare una cappa in un investimento funzionale, un elemento che possa considerarsi parte della propria collezione di opere d’arte.

I singoli pezzi, ognuno diverso dall’altro, sono stati sviluppati a partire dal primo esemplare, un modello di cappa aspirante ideato per Pescetrullo, inconsueta abitazione progettata dallo stesso Pesce nella campagna pugliese. Protagonisti della cappa alcuni semplici prodotti: verdura, frutta e legumi, “gli ingredienti che siamo soliti utilizzare per preparare il nostro cibo” come afferma Pesce e che esprimono il legame con la terra, conservando odori e sapori semplici ma antichi, simbolo di una concezione di vita salutare e rispettosa dell’ambiente. Pescecappa si pone, infatti, comeun elemento di diversità nello spazio della cucina, un punto di colore un po’ scapigliato e luminoso, una presenza che a guardarla ci provoca il sorriso” come lo stesso architetto sostiene. Un incontro felice tra arte, design e tecnologia. Grazie, infatti, alla leadership internazionale conquistata da Elica in quarant’anni di progettazione, produzione e commercializzazione di cappe da cucina, Pescecappa dispone di un sistema di aspirazione dell’aria all’avanguardia. E’ realizzata nel rispetto della sostenibilità ambientale e sociale, grazie alla motorizzazione celata da “gusci” esterni stampati in resina termoindurente a base di poliestere, decorati a mano e facilmente disassemblabili e al basso impatto sonoro.

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Presentata nel 2009, in occasione del Salone Internazionale del Mobile di Milano, l’opera è entrata a far parte della Collezione Farnesina Design voluta e promossa dal Ministro Franco Frattini con l’intento di valorizzare il design italiano sul piano internazionale. La Collezione Farnesina Design è il centro propulsivo di attività diverse come mostre, conferenze e convegni tra le cui iniziative, si colloca anche l’incontro con Gaetano Pesce quale esempio concreto del legame tra cultura e impresa.

Pescacappa aspira, infatti, a diventare un’icona della creatività e del primato italiano in cucina, prendendo le distanze dalle geometrie astratte e razionali all’interno delle quali solitamente si codificano gli elettrodomestici. Conferma la direzione tracciata da Gaetano Pesce nella ricerca di una produzione industriale di oggetti personalizzati, in assoluta controtendenza rispetto alle logiche della serialità e della catena di montaggio. Rappresenta una singolare interpretazione di un prodotto industriale affidata allo sperimentale architetto dalla Fondazione Ermanno Casoli, dedicata alla memoria del fondatore di Elica, al fine di creare nuove opportunità di collaborazione tra il mondo dell’arte e quello dell’industria.

Un connubio ben riuscito in cui la bellezza del prodotto sta proprio nel suo essere unico, qualità indispensabile per affermare un concetto di individualità spesso sacrificato, ma necessario per porre nuovamente la persona al centro dell’attività produttiva e arricchire così esteticamente il contenuto degli oggetti, altrimenti standardizzati.

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Ed è proprio partendo da Pescecappa che si è sviluppato l’incontro presso la Farnesina, affrontando passo dopo passo il percorso che ha portato Elica a relazionarsi con il mondo del design e quello dell’arte.

La presentazione, che si è tenuta presso la Sala Aldo Moro del Ministero degli Affari Esteri, è stata trasmessa in streaming nello showroom milanese dell’azienda, dove è installata la Pescecappa n. 1/15. Sono intervenuti Gaetano Pesce, che ha illustrato il concetto di declinazione industriale, Francesco Casoli, presidente di Elica, che ha raccontato l’evoluzione dell’azienda in relazione design, e Marcello Smarrelli, direttore artistico della Fondazione Ermanno Casoli, che è entrato nel vivo delle contaminazioni artistiche che hanno stimolato l’azienda nel corso degli anni. L’incontro è stato introdotto da Angelo Capasso e Renza Fornaroli, curatori della Collezione Farnesina Design.

Con l’occasione è stato, inoltre, inaugurato il sito web www.pescecappa.com nel quale saranno pubblicate informazioni, immagini e modalità di acquisto della Pescecappa e del suo catalogo.

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Hettich Italia con Simone Micheli ad Abitare il Tempo: Un sodalizio per l’architettura d’interni

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Hettich Italia sposa lo spirito immaginifico e l’essenzialità di un Architetto italiano di
fama internazionale che nella mostra “architettura d’interni”, in seno ad Abitare il Tempo di Verona, presenta il progetto Oversea Building votato alla sostenibilità e all’eco-compatibilità.

Un’esposizione di 1.500 mq fa da cornice ai “frammenti significanti di uno speciale caso archico reale” di Simone Micheli che raggiunge con Oversea Building un “coerente quanto intelligente risultato di fusione tra senso prestazionale, funzionale ed estetico” applicato ad una costruzione che prenderà vita a Chioggia.

Hettich Italia decide così di segnare significativamente la propria spinta verso il design italiano partecipando attivamente al progetto di Simone Micheli insieme ad altre Aziende di primo piano nel panorama dell’arredo d’interni italiano.

Hettich Italia, forte dello storico marchio di qualità tedesca che rappresenta, conosciuto in tutto il mondo per le soluzioni innovative applicate agli arredi di ambienti domestici, hotel, uffici e punti vendita, presenta ai visitatori di Abitare il Tempo una selezione dei suoi migliori prodotti dedicati a designer e architetti, offrendo soluzioni e servizi di successo per la progettazione degli spazi.

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Partecipiamo con entusiasmo al progetto di Simone Micheli e consideriamo questa occasione come la naturale evoluzione di un progetto più ampio volto a proporci come partner nel business di architetti e designer italiani” sottolinea Andreas Seifert, Amministratore Delegato di Hettich Italia. “Il dialogo con i progettisti è divenuto per noi un primario canale di comunicazione con l’obiettivo di far emergere la sorprendente funzionalità dei nostri prodotti”.

Hettich ProjectBusiness è infatti una divisione di Hettich International composta da un team di esperti con competenze in 3 settori chiave: SPACE, FURNITURE e TECHNOLOGY. Il team è inoltre deputato ai grandi eventi e ai grandi progetti nel settore contract. La  creazione dell’Hettich Forum, le 7 edizioni dell’International Design Award, il progetto Light Concept ON OFF, sono solo alcune delle attività poste in essere da Hettich ProjectBusiness.

La focalizzazione sulla sostenibilità e la conservazione dell’ambiente si traducono in innovazione e system solutions anche nel nostro paese, grazie al team di Hettich Italia. Numerosi i cataloghi dedicati a designer e architetti, presenti anche su www.hettich.com   come Magic, ProDecor, Light Concept ON OFF e Kitchen of the Future. I prodotti Hettich sono presenti ad Oversea Building all’interno di prodotti di Aziende come Euromobil, Misuraemme, Axia ed Henge.

Il sistema InnoTech, la rifinitura per le sponde dei cassetti DesignSide, la maniglia Touch-in e alcuni elementi LED arricchiscono la cucina di Euromobil. La striscia LED a luce rossa
Versa è impiegata come elemento decorativo in diverse parti dell’esposizione. Nei mobili del bagno di Axia sono impiegati i cassetti InnoTech con sponda bianca. La zona notte realizzata da Henge e la serie di mobili “Io, Te, Noi” di Misuraemme vedono come
protagonista la cerniera ammortizzata Sensys.

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Il Made in Italy conquista l’Europa

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Ha raccolto numerosi estimatori l’unico stand italiano presente dal 23 al 26 settembre al Tent London, lo spazio maggiormente innovativo, e dunque il più creativo ed artistico, presente all’interno del programma del London Design Festival. Una manifestazione che rappresenta uno dei più importanti avvenimenti di design che si svolgono in Europa e nel Mondo.

I-DES Contemporary Italian Design Showcase, questo il nome dello stand totalmente Made in Italy, è un progetto internazionale promosso dagli stessi ideatori del Florence Design Week, il Festival del Design che si svolge ogni anno a Firenze, con l’obiettivo di dare visibilità a giovani professionisti italiani, tanto snobbati nel nostro Paese quanto apprezzati all’estero. Lo scopo pare essere riuscito a pieno se è vero che il progetto I-DES ha partecipato all’evento in qualità di partner ufficiale e lo staff della fiera ha accolto i rappresentati del progetto con numerosi complimenti per le opere esposte.

Una prima volta, quella di una rappresentanza italiana al Tent London, che ha ottenuto anche l’obiettivo di rivitalizzare un Made in Italy da sempre fiore all’occhiello della produzione del Belpaese, motore di un’economia che a piccoli passi sta ricominciando a girare.

I designers selezionati dalla segreteria organizzativa del Florence Design Week, provenienti da più parti d’Italia, sono stati scelti seguendo un concept artistico che ha dato vita ad uno stand che, partendo dall’interior e dal fashion design, giungeva ad abbracciare soluzioni architettoniche per l’esterno, permettendo al visitatore di entrare dentro ad un percorso costruito secondo un criterio logico adeguato.

Ecco, allora, i “prescelti”, coloro che hanno rappresentato al meglio le qualità del design italiano: Althea Amarante, Sedicilab, B+P Architetti, SpigoliViVi, DNA – Design Non Autorizzato, Glue Design, ONarch, Studio M30, Serena Fanara, LabO’, Paula – Designers 4 Necessity, Scuola Italiana di Design di Padova, Luca Sebis e Raffaele Famè, Caterina Amarante Pavan, Costanza Savio, Clet Abraham, Stefano Alinari, Pumpowsky.

Conclusa la manifestazione britannica, lo staff del Florence Design Week è pronto a rinnovare l’impegno artistico della settimana del design a Firenze, una delle capitali dell’arte che da poco a riscoperto il gusto della contemporaneità. A partire dagli inizi di novembre uscirà, dunque, il bando di partecipazione per il Florence Design Week, che si terrà nel capoluogo toscano dal 23 al 28 maggio 2011.

Florence Design Week - Edizione 2011 (2)

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