The Glass Forest By Hilton McConnico

Category : News

formia-luxury-glass.jpgLa nuova collezione Formia Luxury Glass Murano si arricchisce per il 2010 della prestigiosa collaborazione di Hilton McConnico. Pittore, illustratore ma anche scenografo e fotografo, l’eclettico artista francese ha incontrato tutto il fascino e la suggestione del vetro di Murano e l’abilità dei maestri della fornace di Formia Luxury Glass Murano per una linea esclusiva e unica nel suo genere. Proprio come la natura del designer.

Vasi, lampade e complementi d’arredo che raccontano in ogni singolo dettaglio una nuova interpretazione della realtà contemporanea. Lo sguardo romantico, quasi naïf dell’artista veste di magico e fantasioso gli oggetti della quotidianità in un concept che coniuga funzionalità e pensiero creativo, abilità artigianale e componente estetica.

La collezione The Glass Forest” si ispira alla bellezza e al fascino della natura, raccontando attraverso forme, linee e colori dettagli sfumature romantiche e oniriche in una sottile tensione che riporta alla spensieratezza e alla giocosità dell’infanzia. Nelle nuove creazioni di Hilton McConnico per Formia Luxury Glass Murano, infatti, ogni elemento rappresenta un parallelismo tra realtà e fantasia, dove la natura si tinge di toni accesi e visionari per creare atmosfere silvestri e fatate.

La collezione si divide in 10 linee, di cui 5 esclusive in edizione limitata e numerata. Pezzi unici, realizzati a mano con una professionalità che si tramanda da generazioni. Opere d’arte contemporanee che vivono nella quotidianità, con un pizzico di legittimata leggerezza.

Google BuzzFacebookMySpaceLinkedInOknotizieSegnaloTwitterYahoo BuzzShare

Roma, inaugurato Arch&Shop

Category : News

Aperto a Roma (via Anastasio II n. 29) lo showroom Arch&Shop, spazio informativo, tecnico e commerciale interamente dedicato alle possibilita’ applicative di DuPont Corian nell’arredamento e nel design.

 

arch-shop0.jpg

 

Lo showroom Arch&Shop si sviluppa su due livelli, (con tre vetrine su strada e un patio-giardino al piano strada) mostra differenti tipologie di applicazioni di DuPont Corian negli ambienti cucina e bagno, negli accessori (vasi, vassoi, ecc…) e nell’illuminotecnica e anche esempi di applicazioni nell’arredo per esterni.

Arch&Shop e’ rivolto ad architetti, designer, appassionati di design e consumatori, cui propone, oltre alla dimostrazione delle vaste potenzialita’ di DuPont Corian, una consulenza mirata e specializzata per progetti di interior design residenziali e contract.

Tra gli oggetti in esposizione, oltre a quelli in DuPont Corian, si segnalano:

  • le creative lampade e le soluzioni di seduta in DuPont Tyvek dell’azienda canadese molo (design Stephanie Forsythe + Todd MacAllen);
  • i sacchetti Essent’ial fabbricati con carte da parati Jannelli & Volpi in edizione limitata;
  • i fiori decorativi “Big Wallflower” e “Small Wallflower” dell’artista Laura Zeni, anch’essi realizzati con carte da parati di Jannelli & Volpi.
arch-shop3.jpg
 
arch-shop1.jpg
 
senza-titolo-3.jpg

Google BuzzFacebookMySpaceLinkedInOknotizieSegnaloTwitterYahoo BuzzShare

Design Center Bologna al Motor Show

Category : News, eventi

Dal 4 all’8 dicembre Design Center Bologna è presente all’edizione 2009 del Motor Show all’interno della Motor Valley – padiglione 33.

La presenza del Design Center Bologna all’interno della Motor Valley, padiglione in cui saranno presenti le eccellenze emiliano-romagnole in fatto di motori, rappresenta il forte legame che il centro ha e si propone di avere con le realtà industriali del territorio. Il Design Center svolgerà a pieno titolo la propria funzione di attività di ricerca, sperimentazione e fornitura di servizi legata ai progetti e alle iniziative di politica industriale della Regione Emilia Romagna, contribuendo alla promozione del Made in Emilia-Romagna come parte delle eccellenze del Made in Italy.

Il padiglione dedicato alla Motor Valley vede al suo interno, riuniti insieme, uno straordinario concentrato di talenti motoristici emiliano-romagnoli, partendo dai grandi marchi di auto e moto (come Lamborghini, Dallara, Ducati, Malaguti, Pagani, Toro Rosso, Bimota e Morini), passando per le realtà museali e le grandi collezioni, fino agli Autodromi su cui è corsa la storia del motorismo.

 

design_center_bologna_motor.jpg

 

All’interno dello spazio dedicato al Design Center Bologna sarà effettuata un’attività di ricerca con l’obiettivo di sviluppare possibili scenari futuri per il mercato automobilistico e per lo stesso Motor Show.

L’indagine si sviluppa in tre parti, consequenziali tra loro, che mirano ad analizzare la conoscenza del pubblico sul concetto Motor Valley, il livello di gradimento dei servizi offerti dalla manifestazione fra il pubblico presente e nuovi scenari della mobilità contemporanea.

Durante le giornate fieristiche, accanto a questa funzione di ricerca, è affidata al Design Center Bologna l’organizzazione di importanti conferenze, alle quali parteciperanno noti protagonisti del design motoristico, che tratteranno i temi della mobilità e dell’attrattività del settore automobilistico come generatore di tendenze.

Domenica 6 dicembre alle ore 11.30 presso lo spazio conferenze del padiglione Motor Valley (pad.33) è previsto l’incontro con Carmelo di Bartolo, fondatore di Design Innovation. La conferenza, che avrà come titolo “Le velocità della mobilità – advanced design negli spostamenti umani e in natura”, verterà sul tema della mobilità – ‘automotive’. Energia, car sharing, infrastrutture, servizi sono temi che le stesse case automobilistiche affrontano essendo spesso impegnate in settori diversi (energetico, ferroviario, navale, assicurativo…), infatti, l’auto è parte di un sistema più ampio che riguarda la veicolazione di uomini e mezzi. L’intervento di Di Bartolo serve a prefigurare orizzonti futuri e individuare nuove declinazioni del problema della mobilità: sostenibilità ambientale, abitabilità, modularità del sistema di trasporto, connettività.

Lunedì 7 dicembre alle ore 11.30, sarà la volta dell’incontro con l’architetto, grafico e designer Giovanni Tommaso Garattoni. La conferenza, dal titolo “Romagna Boldista. La Bellezza della velocità”, tratterà il tema di design e velocità, ovvero di come l’immaginario della velocità, che trova la sua massima espressione nella moto, da stato d’animo possa diventare ispirazione e quindi linea/forza nella progettazione architettonica, nel design e nell’arte.

Google BuzzFacebookMySpaceLinkedInOknotizieSegnaloTwitterYahoo BuzzShare

Un incontro per presentare la nuova collana dedicata al Design Center Bologna edita da FrancoAngeli

Category : News

Mercoledì 25 novembre 2009 alle ore 18,00 in occasione degli appuntamenti del ciclo Pagine di Design che la Design Library di Milano (via Savona 11), dedica ogni mercoledì ai libri che parlano di design, verrà presentata la nuova collana editoriale curata dal Design Center Bologna e edita da Franco Angeli .

Per l’occasione verranno illustrati i primi due volumi in uscita:

  • LE SCELTE DEL PACKAGING. Competenze tecniche e strategie industriali per l’ottimizzazione della filiera (a cura di Carlo Branzaglia e Marco Sachet);
  • IL DIZIONARIO DEL BRAND di Marty Neumeier (con, in appendice, La brand strategy di Gionata Pistoni)

La presentazione vedrà l’intervento di: Giovanni Anceschi (Università IUAV di Venezia, Presidente Comitato Scientifico Design Center Bologna) Aldo Colonetti (Direttore Scientifico IED, Membro Comitato Scientifico Design Center Bologna) Carlo Forcolini (Forcolini.Lab, Membro Comitato Scientifico Design Center Bologna) Marco Sachet (Direttore Istituto Italiano Imballaggio) Paolo Tondo (Senior Editor FrancoAngeli) Carlo Branzaglia (Responsabile Design Center Bologna).

 

pagine-di-design-25-novembr.jpg

 

Questa collana è pensata, come tutto l’operato del Design Center Bologna – spiega Carlo Branzaglia, responsabile del Design Center medesimo – in un ruolo di servizio: finalizzato a comprendere l’importanza del design come metodologia di innovazione dei prodotti e dei processi. Quindi: un’attenzione per le filiere, come quelle del packaging, indagata dal convegno di cui il volume raccoglie gli atti; ma anche un dizionario, quello di Neumeier tradotto dagli Usa, che permette di riunire le parole chiave del design e quelle dell’impresa, in modo da far dialogare le due culture.

Il volume LE SCELTE DEL PACKAGING. Competenze tecniche e strategie industriali per l’ottimizzazione della filiera curato da Carlo Branzaglia e Marco Sachet, è il primo volume della collana editoriale Design Center Bologna, edito da FrancoAngeli.  Il volume, raccoglie gli atti del convegno Le scelte del packaging, (17 giugno 2008), prima conferenza della serie Scenari, dedicata di anno in anno al monitoraggio di un settore produttivo particolarmente rilevante dell’Emilia Romagna, ma di dichiarata importanza anche a livello nazionale. Con l’obiettivo di verificare il ruolo del design non solo come generatore di dinamiche di contatto con l’utente, ma anche come elemento chiave della strategia imprenditoriale complessiva e metodo di ottimizzazione del processo produttivo stesso.

Obiettivo del volume è fotografare la filiera del packaging, leggendone la complessità produttiva, il dinamismo imprenditoriale, la reattività alle sfide proposte dallo scenario attuale. Si è cercato di cogliere pragmaticamente le opportunità che il design può offrire nell’affrontare queste sfide, fornendo una visione a tutto tondo di ciò che è emerso dal convegno grazie agli interventi di designer, imprenditori, tecnici, economisti, amministratori e ricercatori. Il tema del packaging d’altra parte risulta inquadrabile sotto molti e diversi punti di vista, data la sua centralità nelle logiche economiche, progettuali, comunicative, ed infine ecologiche, offerte dell’attuale scenario

Il secondo volume della collana Design Center Bologna, che verrà presentato sempre nella stessa giornata, è il IL DIZIONARIO DEL BRAND di Marty Neumeier. Il volume verte sull’importanza del legame del design con il brand e sulla necessità di un dialogo efficace, di una terminologia condivisa, all’interno della cultura di impresa. Nasce con lo scopo di fornire una serie di parole fondamentali per permettere al design di svolgere efficacemente il proprio ruolo all’interno delle politiche del brand, ovvero della marca, come riferimento strategico per l’intervento del progettista. Il design riguarda i processi, prima ancora che i prodotti. Si propone di capire come funzioni il design in azienda, e come storicamente il suo concetto si sia delineato. Il Dizionario del brand è la prima pietra nella creazione delle fondamenta linguistiche, ovvero di una serie di termini che permettano agli specialisti di discipline differenti di lavorare insieme nell’ambito di una più ampia comunità di pratiche. Marty Neumeier afferma che “nonostante questi termini siano largamente utilizzati dai brand specialist, la maggior parte di essi non è ancora comparsa in altri dizionari o glossari. Dei 221 termini qui definiti, un buon numero è stato introdotto da autori nel mondo del lavoro, nel qual caso ho cercato di indicare anche i titoli dei loro libri. In effetti, se si acquistassero tutti i volumi citati in questo dizionario, si avrebbe una buona base per una biblioteca sul brand”. L’edizione qui presentata, è la versione tradotta di un lavoro partito dal gruppo di ricerca sulla brand experience generato da AIGA, associazione statunitense dei graphic artists: il Dictionary of brand, nella versione originale concepito proprio come un dizionarietto tascabile, con efficaci illustrazioni, e più di 200 termini destinati a permettere un dialogo fra design e cultura di impresa.

Secondo le parole di Carlo Branzaglia: Si è ritenuto opportuno aggiungere un’appendice che, estendendo il tema del rapporto fra brand e design, ricollegasse il Dictionary alle questioni relative al design management, ovvero la gestione del design all’interno delle politiche di impresa. Questa l’interpretazione data dall’autore del testo, Gionata Pistoni, a partire da un lavoro di ricerca svolto presso l’Università Bocconi. In tale maniera, ovviamente, si comprende anche perché il Design Center Bologna inserisca questo volume nella sua collana: proporre politiche efficaci di gestione del design non può che essere obiettivo prioritario, per le strutture del suo genere.

Google BuzzFacebookMySpaceLinkedInOknotizieSegnaloTwitterYahoo BuzzShare

IED Roma: ciclo di conferenze per parlare di futuro. Primo appuntamento con Giacomo Costa

Category : News

 

ied_giacomo_costa.jpg

 

Talking IED about future è un ciclo di conferenze pubbliche in cui IED Roma invita personaggi del mondo della cultura e delle professioni creative a raccontare attraverso il proprio lavoro le questioni legate alla costruzione di un futuro possibile.

Questi incontri, insieme agli altri eventi che scandiranno l’anno accademico, anch’essi incentrati sul medesimo tema, costituiranno un terreno comune ed interdisciplinare di indagine per la comunità creativa che rappresenta lo IED, con i suoi 1200 studenti e circa 500 docenti, capace di stimolare ed indirizzare le occasioni progettuali concrete – tesi e workshop – che si svilupperanno durante l’anno verso un orizzonte di ricerca comune.

Per il primo appuntamento di Talking IED, ciclo di conferenze pubbliche con personaggi del mondo della cultura e delle professioni creative, IED Roma ospita Giacomo Costa, eclettico artista fiorentino che si muove tra la fotografia, il disegno digitale, il render di spazi e il collage, concentrando la sua poetica sul paesaggio urbano contemporaneo.
Attratto fin dagli inizi dalla fotografia, il suo lavoro trova la massima realizzazione nella scoperta delle possibilità di manipolazione delle tecnologie digitali.

Tra le esposizioni più celebri si annoverano la X Biennale d’Architettura di Venezia e il Centre Pompidou, che espone un suo lavoro entrato a far parte della collezione permanente. Partecipa all’attuale Biennale di Venezia, 53a Esposizione Internazionale d’Arte per il Padiglione Italia.

In Talking IED, esporrà la propria storia di artista presentando una selezione di lavori, con un focus sulla sua ricerca e il mondo dell’architettura.

Nell’anno in cui ricorre il centenario del Futurismo, L’Istituto Europeo di Design di Roma propone di tornare a parlare di Futuro con lo sguardo rivolto in avanti, verso un orizzonte abbastanza ampio da abbracciare le molte urgenze del nostro tempo, ma con i piedi ben saldi nel territorio in cui viviamo.
Futuro è una parola chiave capace di far emergere alcune delle questioni centrali ed urgenze della contemporaneità, e di definire un primo bacino di indagine sul territorio concreto della città, ma anche su quello vasto degli ambiti creativi in cui si muove l’Istituto – moda, design, arti visive, comunicazione- per individuare ulteriori percorsi di ricerca da sviluppare negli anni a venire, in cui elaborare e sperimentare soluzioni e visioni senza le quali non è possibile immaginare o costruire il domani.

Un calendario articolato di interventi che si svolgeranno una volta al mese, alternativamente nelle due sedi IED di Testaccio e San Giovanni, seguiti da un cocktail tematico proposto da Food House, partner dell’evento

 

Prossimi appuntamenti Talking IED

26 novembre    Giacomo Costa
3 dicembre    Romeo Gigli
21 gennaio    Arturo Di Corinto
11 febbraio    Sergio Brancato
18 marzo    Felice Limosani
22 aprile    NL Architects
20 maggio    Giuseppe La Spada
24 giugno    Andrea Branzi e Giorgio Tartaro

www.ied.it

Google BuzzFacebookMySpaceLinkedInOknotizieSegnaloTwitterYahoo BuzzShare

Workshop gratuito Design A++, 2 dicembre a Treviso

Category : News

L’efficienza energetica e la compatibilità ambientale sono temi sempre più centrali per competere sul mercato. Non solo per una crescente sensibilità del grande pubblico alle problematiche ecologiche ed ambientali, ma perché l’efficienza energetica di un prodotto nasce fin dalla sua ideazione e produzione, e quindi si può ben dire che un prodotto “eco-compatibile” è in realtà un prodotto nel quale si ha un’ottimizzazione dell’utilizzo delle risorse: un tema che per molti versi è il più tipico delle problematiche aziendali, non ultimo nei momenti economicamente difficili.

In quest’ottica assume dunque un’importanza cruciale quello che può essere definito “eco-design”,  che però non si riduce solo alla scelta di materiali “poveri” o riciclati, ma deve soprattutto tener conto anche di aspetti quali i consumi energetici del prodotto, così come dei consumi nel corso del processo produttivo.
Il workshop si prefigge pertanto lo scopo di illustrare ai partecipanti le tappe fondamentali di una buona progettazione in ottica di efficienza energetica e di compatibilità aziendali, anche attraverso la presentazione di casi concreti e un dibattito finale.

La partecipazione al seminario è gratuita, ma essendo a numero chiuso è
richiesta l’iscrizione,
che può essere effettuata utilizzando il form
all’indirizzo http://www.tvtecnologia.it/seminari/ 

Design A++
Progettare e comunicare ai clienti l’efficienza energetica
02 dicembre 2009
Treviso Tecnologia
via Roma 4 – 31021 Lancenigo di Villorba (TV)

PROGRAMMA

ore 15.00 
Registrazione partecipanti

ore 15.30
Saluti introduttivi
Alex Terzariol – residente ADI Delegazione Nord Est

ore 15.45 
Il “design sostenibile”: lo sviluppo di concept e la progettazione per l’efficienza energetica
Laura Badalucco -  Coordinatore dell’Unità di ricerca Design e Ambiente – Università IUAV di Venezia

ore 17.30
Testimonianza aziendale

ore 18.00 
L’efficienza energetica come driver per la competitività
Roberto Santolamazza -  Direttore di Treviso Tecnologia

ore 18.30 
Dibattito

ore 19.00
APERITIVO

Per informazioni ed iscrizioni: http://www.tvtecnologia.it/seminari/ 

Google BuzzFacebookMySpaceLinkedInOknotizieSegnaloTwitterYahoo BuzzShare

Concluso Marmomacc incontra il design: Hybrid and Flexible

Category : News

La 3a edizione dell’evento espositivo Marmomacc Incontra il Design: “Hybrid and Flexible”,  a cura di Evelina Bazzo, si è concluso con un grande riconoscimento da parte della stampa e un feed-back positivo degli addetti del settore.
Ibridazione, flessibilità, contaminazione, metamorfosi e trasformazione: queste erano state le stimolanti chiavi di ricerca proposte a 13 aziende, in stretta collaborazione con 16 progettisti,  per sviluppare il nuovo tema di Marmomacc Incontra il Design.

L’occasione di ripercorrere le novità di quest’edizione appena conclusasi, ci permette di sottolineare l’originale percorso innovativo del prodotto litico, che è emerso passeggiando tra  i padiglioni 6, 8 e 10 del quartiere fieristico veronese.

Entrando nel padiglione 6, nello stand de Il Casone, il giovane architetto Francesco Steccanella ha espresso magistralmente la sua attenta passione per la ricerca sui materiali. Come note su di uno spartito musicale, Steccanella ha alternato lamine di marmo ad una fine tarsia di legno, metallo e vetro, creando così un contrappunto ritmico sensoriale, tattile e cromatico.

 

il-casone_4.jpg

 

Poco oltre, nello spazio espositivo di Marsotto la nuova collezione “Edizioni” di oggetti multifunzionali di arredo disegnati da James Irvine abitavano, idealmente, un giardino con piscina, very minimal.

 

marsotto_6.jpg

 

Invece, nel progetto “Ibrido” di Tobia Scarpa, per Testi Fratelli, il marmo si faceva calore, antico focolare nel rivestimento di una stufa e di un camino. Là dove la stufa, in marmo di Carrara, si imponeva nello spazio come un imponente totem, dall’altro lato il camino lo rendeva quasi ‘a scomparsa’. Volendo, il corpo in metallo del camino si poteva chiudere su sè stesso al fine di valorizzarne solo la raffinata cornice in marmo.

Gli architetti Marta Laudani e Marco Romanelli hanno presentato, per Mele Design di Fratelli Mele, una seduta-scultura. Come ibrido tra arte e natura, gli architetti a colpi di matita hanno scolpito il ‘nobile blocco’ di pietra leccese.

 

mele-design_3.jpg

 

Il felice matrimonio tra l’eccellenza della perizia tecnica di Budri con la genialità creativa di Patricia Urquiola ha superato qualsiasi aspettativa, creando il tappeto di un magico eden, dove una cascata di fiori coloratissimi oversize avvolgeva il visitatore.

Rarefatto, invece, era il lounge creato da Marco Piva per Cava Romana. Comode sedute ed eleganti tavolini riempivano delicatamente uno spazio, sospeso su imponenti colonne in marmo e metallo, pensato come un limbo high-tech per un ideale centro benessere del futuro.

cava-romana_2.jpg

 

Si lasciava il padiglione 6 attraversando lo ‘stand-museo’ realizzato da Alberto Campo Baeza, dove si presentava, in un lirico allestimento parietale, tutta la collezione degli oggetti prodotti da Pibamarmi. Qui, all’interno della struttura, si offriva un’oasi di silenzio e meditazione. Immerso nella penombra, si poteva sostare a contemplare il lento passaggio di elissi luminose che riverberavano sulla superficie della pietra.

 

pibamarmi_10.jpg

 

Proseguendo al padiglione 8, Michele De Lucchi presentava, per MGM Furnari,  “Decoro geologico” e “La torre dei trampolini”. Entrambi in lava, il primo, nato da un gioco geometrico, era un rivestimento parietale, mentre il secondo era un mobile, composto da una serie di trampolini sovrapposti.

 

mgm-furnari_1.jpg

 

Completamente diversa la struttura sinuosa, in legno e marmo, progettata da  Craig Copeland e Turan Duda per una nuova interpretazione espositiva dello stand di Henraux. La struttura-nastro conteneva al suo interno anche complementi d’arredo pensati specificatamente per creare così un’opera totale.

 

henraux_5.jpg

 

E poi, omaggio alla tradizione palladiana, fusione tra la classicità dello spazio scenico e la contemporaneità degli oggetti, così Luca Scacchetti ha declinato il tema “Hybrid and Flexible”, nello stand di Grassi Pietre.

 

grassi-pietre_4.jpg

 

Al padiglione 10, per Santa Margherita si trovava il progetto “Pietra in fiore” di Aldo Cibic, ovvero, cercare di umanizzare l’architettura, lasciandola contaminare dalla natura.

 

santa-margherita_2.jpg

 


Sicuramente piena di poesia era anche l’interpretazione, dei giovani architetti Marco Fagioli e Emanuel Gargano, di flettere la pietra, come fosse una tessuto. Modulare, allora, il perimetro dello stand espositivo di Vaselli Marmi, in uno sviluppo sinuoso del volume, reso tale dalla scansione ritmica dell’alternarsi irregolare di sottili lesene a leggeri vuoti.

Opposta era, invece, la proposta dell’architetto Francesco Lucchese nell’allestimento per Scalvini Marmi, dove ha creato uno spazio vivace di colonne in marmo e plexiglas he sembravano dissolversi nella riflessione data dalla lucentezza metallica del pavimento  del soffitto.

Per concludere, sembra evidente affermare, dall’excursus delle soluzioni progettuali presentate, che  sostenere e promuovere l’innovazione (creativa e tecnologica), siano state le scommesse vincenti, in grado di rendere la 3a edizione di “Marmomacc Incontra il Design” un vero successo.

Google BuzzFacebookMySpaceLinkedInOknotizieSegnaloTwitterYahoo BuzzShare

Sitting and seating

Category : concorsi, eventi

sitting-seating00.jpgSi inaugura alla Galleria Nilufar giovedì 15 ottobre 2009 alle ore 18.00 a Milano, in via della Spiga 32, la mostra Sitting and seating, un’occasione importante per vedere due generazioni del design a confronto e guardare allo specchio il lavoro di due autori del contemporaneo alle prese con la materia lignea. La mostra resterà aperta fino al 14 novembre, con orario da martedì a sabato dalle 10 alle 19.30, il lunedì dalle 15 alle 19.30. L’evento si tiene in contemporanea con la rassegna Martino Gamper organizzata alla Triennale di Milano.

Gamper e Trassinelli sono separati da uno scarto anagrafico di venticinque anni e sono portatori di abilità differenti, ma hanno cercato di rispondere alle stesse domande: come reintepretare l’uso in funzione espressiva, come propagare la libertà nello spazio abitato, come scardinare cliché e stereotipi estetici percorrendo sentieri nuovi. Sono diversi per età e background, ma sono proiettati entrambi verso una ricerca radicale, eclettica, libera dai lacci del gusto imperante, con idee forti nella sfera teorica e sociale del design.

Sitting and seating di Martino Gamper è un’edizione limitata di tre sedute in legno di quercia, noce e pino, realizzata in cinque esemplari per ogni forma. Insieme alle due grandi panche Audio benches (in questo caso due esemplari per forma) è stata realizzata nel 2008 su commissione di Manifesta 7, Biennale Europea di Arte Contemporanea, per la mostra multimediale e ‘immateriale’ Scenarios: si trattava trasformare lo spazio Fortezza/Franzensfeste con testi, suoni e luce in un ambiente vuoto fisicamente ma riempito di echi dell’immaginario. Panche e sedie di Gamper sembrano stranamente familiari, pur essendo totalmente altre. In particolare le sedie si presentano con forme ‘iporeali’ (il neologismo serve qui per definire una condizione ironica di distorsione della realtà che parte dall’indebolimento delle relazioni consuete e produce forme che sarebbero perfette in un quadro di Magritte o un film di Kaurismaki).

Gamper lavora sul tema della seduta dal 2007, l’anno del progetto londinese 100 Chairs in 100 Days: l’artista riassemblò 100 sedie in 100 giorni usando esclusivamente sedie di recupero raccolte nell’arco di due anni. Questo progetto, confluito nella collezione privata di Nina Yashar (fondatrice della galleria Nilufar), è il fulcro dell’esposizione alla Triennale di Milano, insieme all’installazione Total Trattoria e a un progetto site specific.

 Il 2007 è anche l’anno in cui iniziò il sodalizio fra Gamper e Nilufar. In occasione della mostra Design Miami/Basel.
l’artista propose nello spazio della galleria la performance di action design If Gio Only Knew, in cui smontò e riassemblò gli arredi realizzati da Gio Ponti nel 1960 per l’Hotel Parco dei Principi di Sorrento. Il progetto di decostruzione e reinvenzione è stato riproposto a Milano da Nilufar nel 2008 con la mostra Gio Ponti translated by Martino Gamper.

Google BuzzFacebookMySpaceLinkedInOknotizieSegnaloTwitterYahoo BuzzShare

Leucos e Inda, l’innovazione a Cersaie

Category : News

leucos0_aspid-s65--rosso-2.jpgLeucos è presente, con il proprio design, alla manifestazione per l’arredo bagno più importante del panorama italiano, nello spazio espositivo di 400 mq che INDA ha allestito per presentare le sue nuove collezioni. La collaborazione trova la sua genesi nella condivisa interpretazione dell’ambiente bagno attraverso i valori assoluti dell’eleganza e della qualità.

Lo stand, che propone una suddivisione dello spazio in due aree espositive, una legata all’interior e una dedicata all’innovazione, che esplora il concetto della sfera come simbolo di completezza, vede il percorso illuminato e impreziosito dalle lampade Leucos, Muranodue e ITre in perfetta armonia con i concept espressi nell’allestimento.

Leucos azienda artisticamente nata a Venezia, cuore d’Europa e culla della tradizione vetraria muranese, ha sempre fatto del design un valore della propria filosofia produttiva, mutando nel tempo il patrimonio stilistico, al passo con le tendenze del design e con l’esplorazione delle varie tecniche produttive del vetro.

Dall’Agosto 2008, Leucos è entrata a far parte del prestigioso FDV Group, sotto il cui nome si riuniscono i noti marchi dell’illuminazione I TRE, Murano Due, Aureliano Toso, Gallery Vetri D’arte, Alt Lucialternative e Luxit.
Si riafferma , quindi, sulla scena commerciale sostenuta da una notevole forza finanziaria e commerciale, con l’opportunità di incrementare ulteriormente la propria notorietà e con la ferma intenzione di continuare ad incentivare la ricerca in termini di forme e tecniche conservando una ponderata gestualità artigianale, che dia un senso concreto all’aspetto sempre innovativo della tradizione.

A Cersaie una significativa collaborazione tra Leucos e Inda che offrirà l’occasione di scoprire le recenti proposte dell’azienda: un’illuminazione in grado di coniugare perfettamente lavorazione del vetro al design elegante.

Google BuzzFacebookMySpaceLinkedInOknotizieSegnaloTwitterYahoo BuzzShare

Riyadh Gallery Hotel “What a Dream”

Category : News

favetta1.jpgIn occasione di Abitare il Tempo 2009 - Verona e all’interno
dell’evento “Linking People”, Maurizio Favetta presenta in
collaborazione con Ambiance e Kingsize Architects, l’installazione
“Riyadh Gallery Hotel”, ovvero la rappresentazione del mood estetico e
formale di una nuova realizzazione nel settore dell’ospitalita’ che
l’architetto milanese sta progettando in questo periodo nella capitale
saudita Riyad
h.
Il progetto per Linking People riproduce le atmosfere di questo nuovo hotel in uno spazio di 100 mq.
Il complesso alberghiero nella sua versione finale, occupera’ parte
della “Riyadh Gallery” uno dei piu’ imponenti centri commerciali di
Riyadh.
L’albergo avra’ 320 camere tra standard, family e suites.  L’apertura e’ prevista entro l’autunno del 2010.
Il progetto nasce dalla collaborazione fra Ambiance, societa’ Italiana
con sede operativa a Riyadh,  responsabile  del  coordinamento e del
project management  e Kingsize architects, la societa’ creativa di
Milano fondata nel 2008 da Maurizio Favetta.

In questo lavoro,
Maurizio Favetta ci sorprende con un’interpretazione linguistica dello
spazio,  che trae ispirazione dalla tradizione araba nelle arti
grafiche. Tradizione ricca di esempi straordinari, di una sterminata
quantita’ di segni e simbologie, di intrecci e di motivi le cui
combinazioni sorprendono per gli effetti tridimensionali e le possibili
diverse interpretazioni.  All’interno dell’installazione di Verona, i
codici della classicita’  vengono rivisitati e reinterpretati per 
restituirci un’immagine della cultura locale distante dagli stereotipi
tradizionali.  Un’immagine fresca, dinamica, al passo con il forte e
costante cambiamento del paese saudita che in questo periodo sta
vivendo un momento di crescita costante anche se misurato.

 

Google BuzzFacebookMySpaceLinkedInOknotizieSegnaloTwitterYahoo BuzzShare