Eclettica e vulcanica, Daniela De Marchi si avvicina al mondo del gioiello grazie ad una borsa di studio che le permette di frequentare e diplomarsi all’Istituto Europeo del Design. Un carattere originale e determinato quello della designer, che insegue la sua identità artistica e la sua vena creativa con una singolare formazione “sul campo” negli storici laboratori orafi di Milano.
Coinvolti dal suo spontaneo entusiasmo, i maestri artigiani condividono con lei le tecniche frutto del lavoro di una vita offrendole i primi strumenti per dar forma alla sua immaginazione.
Durante “la gavetta” Daniela mette a punto un particolare procedimento alchemico applicato alla fusione a cera persa, il Dropage, presto firma che distingue e rende riconoscibili le sue creazioni in tutto il mondo. In seguito al grande interesse suscitato dalla sua prima mostra, organizzata in un loft milanese nel 2000, Daniela De Marchi trova “casa” per sé e per la sua creatività in un piccolo ed accogliente atelier nel cuore di Milano, via dei Piatti, la storica via degli orafi milanesi. Una scelta non casuale per una designer che vuole mantenere in vita le antiche tecniche artigianali.
Daniela impegna tutte le sue energie inseguendo il suo sogno, inizialmente non senza difficoltà. Il suo progetto prende forma passo dopo passo, le creazioni si raffinano e l’atelier diviene un punto di riferimento per gli amanti del gioiello alternativo.
Nel 2002 il talento della designer milanese viene notato ed apprezzato da un importate buyer giapponese, H.P. France, che da allora è tra i suoi primi clienti. Il continuativo rapporto di lavoro con il mercato giapponese ha rappresentato per Daniela un significativo riconoscimento della qualità e della costante innovazione del suo design. Da lì una serie di traguardi raggiunti per la diffusione e distribuzione del marchio. La presenza del brand nelle più importanti fiere nazionali ed internazionali di settore come VicenzaOro, Tranoi e Bijorcha ha portato in breve tempo all’espansione del retail network nel mondo.
Dotata di forte sensibilità, Daniela creativamente prende spunto da tutte le situazioni e le persone che la circondano. Mantenendo costanti i riferimenti stilistici alle forme archetipiche di ambientazione naturalistica, la designer dà vita ad originali gioielli atemporali.
“Non copio, non invento nulla, ascolto la forma e plasmo la materia, la bellezza batte dentro ogni cosa. Alberi, cortecce, coralli, scogli, foglie, immagini dell’inconscio senza tempo mi ricordano che esisto. Tutto mi appartiene. Il bello assoluto è l’anima del mondo”.
A dieci anni dall’apertura, il piccolo atelier si è ampliato in dimensioni ed importanza diventando un passaggio obbligato per tutti gli estimatori dello stile e dell’eleganza del vero Made in Italy.

L’anello Anemone, oltre ad essere tra i Best Seller, rappresenta un importante tassello nella storia di Daniela De Marchi in quanto sigla la nascita del “dropage”, brevetto ornamentale oggi marchio di fabbrica del brand nel mondo.
Acqua, terra, aria e fuoco danno vita all’anello Anemone: non un semplice gioiello, ma un simbolo, una “creatura” che racchiude in sè le principali caratteristiche dello stile De Marchi. I riferimenti naturalistici, la profonda attrazione verso il mondo marino, l’accostamento delle pietre preziose ai metalli meno nobili e la personalissima texture dropage sono massimamente espressi in questa creazione.
La forma dell’argento plasmato dal fuoco sembra frutto del ribollire del magma. La materia brucia, si fa scura dando vita ad una creatura marina misteriosa.
Il mistero si illumina presto del fascino generato dalla luce dei diamanti. Incastonati sull’estremità di aculei che rievocano le braccia di una anemone marina, le punte sembrano fluttuare nell’acqua mosse da un vento marino inesauribile, che rende vivo ogni statico movimento.

Nella celebrazione del suo 40esimo anniversario, AIPì (l’Associazione Italiana Progettisti d’Interni) ha voluto
Dal 4 all’11 giugno 2009 la città veneta è il fulcro di un fermento creativo che porta in scena il design in tutte le sue sfaccettature più interessanti.
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