ISIA e Tonino Lamborghini: nasce «Officina del Sogno»

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Si è svolta a Milano nei giorni scorsi l’Eicma, Esposizione Internazionale del Ciclo e del Motociclo. La rassegna, che si è conclusa domenica 7 novembre, è considerata il più importante evento europeo del settore. In questo contesto sarà presentata l’«Officina del Sogno», frutto della collaborazione fra l’ISIA di Faenza e la storica casa Lamborghini.

«Una collaborazione – spiega Giorgio Gurioli, docente di Design del Prodotto dell’università faentina – nata nel 2008 e che ha dato ottimi risultati. Tanto da spingere Tonino Lamborghini, figlio del fondatore Ferruccio, a creare questa Officina per dare vita al nuovo museo della casa».

Il progetto dell’allestimento museale sarà esposto al Salone Internazionale del Ciclo e del Motociclo all’interno della rassegna YDFM, acronimo di Young Designer For Mobility, promosso dallo studio di progettazione Fagone e che raccoglie i migliori giovani talenti del design internazionale. «Il museo nascerà – prosegue Gurioli – nel vecchio stabilimento industriale nel comune di Funo di Argelato, in provincia di Bologna. La struttura sarà restaurata, rispettando la storia e la cifra della famiglia Lamborghini»

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Il percorso museale seguirà cronologicamente, dalla fine degli anni ’50 ai ’70, la vita e il lavoro di Ferruccio Lamborghini, il padre, per intenderci, di auto leggendarie come la Miura, nonché uno dei massimi artefici del miracolo italiano. Così facendo, il museo racconterà una parte importante del made in Italy e dell’industrializzazione nazionale, prima della cessione della casa al gruppo Audi. A confermare la qualità della relazione fra Tonino Lamborghini e ISIA, capo del progetto è Claudia Gallo, designer dell’università faentina, e ora referente per l’azienda.

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Navi da crociera più sicure con vetrate più leggere

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A seguito del successo ottenuto dalla scelta iniziale del vetro temperato stratificato con interstrato DuPont SentryGlas nella nave da crociera Ruby Princess, Fincantieri, leader mondiale nella costruzione di navi da crociera, ha commissionato a Somec Marine & Architectural Envelopes SRL (Italia) lo stesso sistema di vetrate leggere, per diversi elementi della nuova ammiraglia della flotta P&O Cruises, Azura. Tra le ragioni che hanno portato alla scelta del sistema di Somec, troviamo l’uso del vetro stratificato con DuPont SentryGlas per la leggerezza del peso e per il buon rapporto qualita’ prezzo, uniti alla conformita’ con gli standard della sicurezza marina e l’elevata durabilita’ nelle rigide condizioni climatiche del mare.

Azura, costruita da Fincantieri nello stabilimento di Monfalcone, vicino Trieste, e’ stata varata a Southampton (Inghilterra) il 10 aprile 2010, prima di partire per il suo viaggio inaugurale nel Mediterraneo Centrale. Con le sue 116.000 tonnellate di stazza lorda, una lunghezza complessiva di 290 metri, 36 metri di larghezza e una velocita’ massima di 22 nodi, Azura e’ dotata di 1.557 cabine lungo i 15 ponti passeggeri, che ospitano fino a 3.096 passeggeri assistiti da 1.226 membri dell’equipaggio. Le balaustre in vetro contribuiscono a formare le balconate per le 900 cabine che si aprono sui ponti dall’8 al 15, e per il ponte 16 e il terrazzo costituiscono una vera e propria barriera protettiva per i passeggeri. Le balaustre sono inoltre usate per proteggere dal vento sul ponte 19, mentre lo stesso sistema di vetro stratificato e’ usato per le vetrate dei corridoi pubblici del ponte 15.

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Foto Fincantieri Navali Italiani Spa – Dupont

Al di la’ di una pura attrazione visiva, le balaustre in vetro e gli altri elementi in vetro temperato stratificato con interstrato DuPont SentryGlas, sono in grado di resistere al peso delle persone, all’impatto delle onde e a condizioni climatiche rigide, garantendo pertanto l’incolumita’ dei passeggeri. Per esempio, uno dei requisiti per tutte le vetrate in applicazioni nautiche e’ la resistenza alla forza costante dei venti di 250 kg/m2, mentre la resistenza del vetro di sicurezza temperato per l’uso in applicazioni nautiche deve essere conforme allo Standard ISO 614:1989.  Da qualche tempo, le norme di sicurezza del Lloyd’s Register per balaustre di vetro esterne, su traghetti e navi da crociera, richiedono che il vetro temperato monostrato sia sostituito con vetro stratificato temperato, per una maggiore sicurezza.

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Foto Fincantieri Navali Italiani Spa – Dupont

Nel sistema di parapetti sviluppato e installato per la prima volta sulla nave Princess Ruby, il vetro stratificato con interstrato DuPont SentryGlas, piu’ leggero e ad alte prestazioni, garantisce la conformita’ con le nuove normative di sicurezza imposte dal Lloyd’s Register, senza maggiorazioni di peso e di costi per l’intero sistema. Christian Sossai, ingegnere di Somec, conferma, “Grazie alla maggiore resistenza e a una minore deformazione del vetro stratificato con interstrato SentryGlas rispetto a un vetro stratificato convenzionale in PVB, il nostro sistema di balaustre e’ in grado di utilizzare una struttura in vetro stratificato piu’ sottile (6 mm di vetro temperato colorato + 1,52 millimetri di SentryGlas + 4 mm di vetro temperato colorato), di spessore e peso equivalenti a quelli dell’originale vetro monolitico temperato.” Al contrario, l’uso di un vetro stratificato tradizionale con interstrato in PVB avrebbe comportato un aumento notevole del peso, di circa 10 kg per metro quadrato.

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Foto Fincantieri Navali Italiani Spa – Dupont

L’elevata rigidita’ dell’interstrato DuPont SentryGlas, circa 100 volte quella del PVB, permette che il vetro stratificato rimanga intatto in caso di rottura accidentale, mentre i pericolosi frammenti di vetro rimangono perfettamente aderenti all’interstrato. Come conseguenza, il potenziale pericolo per i passeggeri viene ridotto, pur mantenendo la capacita’ strutturale della balaustra. In aggiunta, i vetri stratificati con interstrato SentryGlas offrono eccellenti prestazioni di durabilita’ in ambiente marino, dove la superficie del vetro delle moderne navi da crociera necessita di essere protetta contro condizioni climatiche rigide e umidita’, per garantire trasparenza e visibilita’. Ampi test di prodotto, incluso il test di esposizione alla salsedine, in cui i pannelli di vetro con SentryGlas sono stati esposti per 500 ore consecutive alla salsedine, hanno dimostrato che le prestazioni legate alla trasparenza e alla resistenza strutturale dei pannelli di vetro stratificato restavano immutate. Per esempio, misurazioni della freccia di vetri stratificati esposti a varie condizioni climatiche, fino a 7 anni di esposizione naturale in Florida (con escursioni di temperatura tra 0 e 45°C, e umidita’ relativa fino al 90%), mostrano che la freccia di SentryGlas rimane essenzialmente invariata nel tempo e forniscono una prova evidente della durabilita’ dell’interstrato.  DuPont SentryGlas e’ inoltre conforme ai requisiti della USA Florida Dade County, laddove, con un’esposizione climatica accelerata di 5 anni ha subito un cambiamento delle proprieta’ fisiche inferiore al 10%.

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L’Exquisite Clock di fabrica per la prima volta in brasile

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Il 16 novembre 2010 Exquisite Clock di Joao Wilbert/Fabrica sarà presentato per la prima volta in Brasile, la patria del suo giovane autore, nell’ambito della mostra ‘The Kludgists: Collective Exhibition on Kludging in a Digital Era al Centoequatro Space di Belo Horizonte. The Kludgists è un programma indipendente di VIVO ARTE.MOV – INTERNATIONAL FESTIVAL OF ART IN MOBILE MEDIA, uno show collettivo che presenta una selezione di oggetti fisici e sistemi media sperimentali per stimolare l’interattività.

Exquisite Clock è un orologio formato da numeri ricavati dalla vita di tutti i giorni – visti, fotografati e caricati online da persone di tutto il mondo. Il progetto unisce tempo, gioco ed estetica. L’orologio si fonda sull’idea che il tempo è dovunque ed è condiviso simultaneamente in qualsiasi luogo del pianeta. Attraverso l’app per iPhone Exquisite Clock ed il sito www.exquisiteclock.org, gli utenti sono invitati a raccogliere e selezionare immagini di numeri o di qualsiasi cosa assomigli ad un numero (oggetti, superfici, vari tipi di ortaggi, paesaggi ecc).

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Exquisite Clock è costruito attorno ad un database online, che alimenta il sito web, le app per iPhone ed una serie di installazioni collegate tra di loro. Il principio base è che tutti gli input di Exquisite Clock confluiscono in un unico exquisite database, formando un fluido network di percezioni del tempo. Quando gli utenti usano gli iPhone per fotografare i numeri, contemporaneamente cambiano il sito e le installazioni, e lo stesso accade con gli upload nel sito. La piattaforma è stata progettata per reagire in tempo reale, mostrando immediatamente i numeri, nel momento stesso in cui sono caricati da tutto il mondo. Così, per esempio, la foto di un 3 scattata in un qualunque luogo del pianeta sarà visualizzata come uno dei secondi del Clock in Brasile.

Il design delle installazioni consiste nel rivitalizzare e riutilizzare tecnologie vecchie ed obsolete. Esse sono una sorta di “cadaveri exquisite”, fatti di schermi, cavi e circuiti, sistemati assieme in un’opera d’arte in cui la tecnologia allo stato grezzo è parte dell’estetica.

Seguendo il concept dell’”accozzaglia” (=“kludging”) tecnologica a cui si ispira l’evento brasiliano, l’Exquisite Clock presentato a Belo Horizonte consiste in una nuova installazione creata ed assemblata negli spazi della mostra usando tecnologie dismesse e reperite in loco: cavi buttati via, monitor non utilizzati e vecchi computer. La versione “kludgist” di Exquisite Clock sarà poi collegata all’Exquisite network e diventerà un ulteriore modo per condividere il tempo.

VIVO ARTE.MOV rappresenta un’altra tappa nel viaggio internazionale di Exquisite Clock attraverso mostre ed eventi, come Decode: Digital Design Sensations del Victoria & Albert Museum di Londra (dicembre 2009-aprile 2010), una panoramica del meglio dell’arte e design digitali contemporanei da tutto il mondo; Decode ha inoltre iniziato un percorso itinerante in prestigiosi musei di tutto il mondo, ed è attualmente al CAFA di Pechino (19 ottobre-21 novembre). Exquisite Clok è stato presentato anche alla mostra Imaginaires al New Museum di New York e al Salone del Mobile di Milano.

Exquisite Clock è stato sviluppato a Fabrica da Joao Wilbert. Fabrica è il centro di ricerca sulla comunicazione di Benetton, fondato nel 1994 con l’obbiettivo di fondere cultura ed industria. Fabrica invita giovani artisti/designer, offrendo loro una borsa di studio annuale e mettendo a loro disposizione un’occasione di formazione e un patrimonio di risorse e relazioni per sviluppare, sotto la guida di esperti, progetti di comunicazione culturale e sociale nelle aree del design, comunicazione visiva, fotografia, interaction, video, musica, editoria.

www.exquisiteclock.org

www.exquisiteapp.org

www.fabrica.it

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Sopra il Sotto – Tombini Art raccontano la Città Cablata

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5 urban painter internazionali, 5 capitali mondiali della street art, 20 tombini art, la fashion-street iconica più famosa del mondo e un illuminato mecenate, METROWEB, l’azienda titolare della più grande rete metropolitana di fibre ottiche d’Europa.
Dopo il grande successo della prima edizione, che ha visto sorridere 32 tombini d’artista in zona Tortona,  torna infatti a Milano, il progetto  “Sopra il Sotto – Tombini Art raccontano la Città Cablata”, nato da un’idea di Monica Nascimbeni per Metroweb, la mostra open air di tombini art in ghisa (quelli della rete in fibra ottica Metroweb posti sui marciapiedi ai lati della strada) che sperimenta un nuovo linguaggio d’arte e di comunicazione.
Questa volta il taglio è globale: dalle capitali mondiali della public art e del graffitismo (Milano, Berlino, Parigi, Londra, New York) sono stati chiamati cinque grandi artisti della street art internazionale, invitati a realizzare una opera multipla su più tombini, quasi una personale ciascuno. La direzione artistica è di Gisella Borioli, che da alcuni anni è concentrata sulla tematica e la promozione della street art come nuova forma d’arte contemporanea a tutti gli effetti, in collaborazione con Matteo Donini, curatore e collezionista di street art.
Shepard Fairey
(New York), Flying Fortress (Berlino), Rendo (Milano), The London Police (Londra), Space Invader (Parigi) saranno in mostra on the road dal 18 novembre 2010 fino a dicembre 2011 in Via MonteNapoleone, nel cuore di Milano, in una delle vie simbolo della moda, del made in Italy e del lusso mondiale, confermando la sensibilità crescente anche del mondo dalla moda ad uscire da confini e classificazioni e aprirsi all’arte contemporanea e al design con progetti site specific, soprattutto in ambito internazionale.
Shepard Fairey, artista divenuto fenomeno culturale con l’iconografia di Barack Obama, una delle più efficaci illustrazioni della politica americana, ha progettato dei moderni “mandala” astratti, quasi tribali; Space Invader propone i suoi famosissimi alieni “pixelati” ispirati al mitico video game anni ’70; i tombini di Rendo invece sono grafici, astratti e tridimensionali, come elementi sospesi nello spazio; Flying Fortress stupisce con i suoi orsi che rimandano al simbolo di Berlino e i suoi “Teddy Troups”; i The London Police hanno reinterpretato i loro giocosi “omini” tutti amore-pace-amicizia.

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Flying Fortress (Berlino)

 

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Shepard Fairey (New York)

 

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Rendo (Milano)

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Space Invader (Parigi)

Mostra open air 18 novembre 2010 – dicembre 2011  (1 anno)
Via MonteNapoleone, Milano
Inaugurazione giovedì 18 novembre 2010 ore 18.00
Per l’occasione i negozi di via MonteNapoleone rimarranno aperti fino alle 21.00

Con il patrocinio del Comune di Milano – Cultura e Arredo Decoro Urbano e Verde.

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Leco by Flussocreativo

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Leco è una stazione ecologica attrezzata, dall’aspetto giovane e colorato, con un forte rimando ludico impresso nella memoria collettiva.

E’ un contenitore per la raccolta differenziata, composto da cinque elementi in polietilene a bassa densità (LDPE) di cui due per l’allumino e il vetro, nei rispettivi colori azzurro e verde e due, di dimensione più grande, per la carta di colore bianco e giallo per la plastica. I quattro elementi si posizionano a loro volta su un quinto elemento, di colore grigio, che fa da basamento.

L’originalità della forma di Leco si distacca dal classico contenitore per la raccolta differenziata cercando di coinvolgere l’utente attraverso due aspetti fondamentali: la simpatia dell’estetica e la funzionalità modulare.

Leco è chiaramente un riferimento al “Lego”, un gioco mondiale che accresce sin da piccoli la capacità di gestire e combinare piccoli oggetti, stimolando la creatività.

Da qui la volontà di creare, anche se per un tema delicato come quello della sostenibilità ambientale, la possibilità di interagire con i contenitori in modo piacevole superando ostacoli estetici e formali.

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Tale visione ci ha portato all’ideazione di un raccoglitore che avesse la capacità di attirare l’attenzione, oltre che per la sua funzione, per la sua capacità di risolvere problemi di spazio e invogliare alla pratica quotidiana della raccolta differenziata.

Nello specifico ogni singolo contenitore è composto da una scocca esterna in LDPE con le due estremità volte all’assemblaggio, che rimandano in modo molto intuitivo alla facilità di incastro tra elementi tipica del gioco “Lego”; mentre nella parte frontale, sempre in LDPE, è previsto un cassetto completo di telaio metallico per l’alloggio del sacchetto.

La tecnologia ipotizzata per la produzione di Leco è lo stampaggio rotazionale, con gli adeguati accorgimenti per l’alloggiamento di inserti necessari, come le guide per lo scorrimento del cassetto e bulloni annegati per il fissaggio del telaio del sacchetto.

Il materiale adatto per la produzione di Leco è il polietilene a bassa densità, ovvero uno tra i materiali, insieme al PET e l’HDPE, facilmente recuperabili e riciclabili dal post-consumo; ha un ottima stabilità dimensionale ed è utilizzabile senza problemi di fragilità e rotture fino a 80°C e può essere colorato facilmente. La lavorabilità del LDPE avviene attraverso diverse tecnologie come l’estrusione, il soffiaggio, lo stampaggio ad iniezione e con metodo rotazionale come nel caso della stazione Leco.

Leco è una soluzione nuova, coinvolgente e colorata per cercare di migliorare l’attitudine al riciclo in maniera spontanea, contribuendo giornalmente alla salvaguardia dell’ambiente.

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Un FuoriExpo sostenibile

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Rendere l’Expo 2015 diffusa e sostenibile ovvero farla vivere come manifestazione diffusa su un territorio più ampio rispetto al sito espositivo, promuovendo interventi ecosostenibili.

E’ questa l’idea alla base di Expo diffusa e sostenibile, il progetto di ricerca del Politecnico di Milano, Dipartimento di Progettazione dell’Architettura, realizzato con il contributo della Fondazione Cariplo – Area Ambiente, sotto la direzione scientifica del professor Emilio Battisti, che si propone di mettere in rete le varie iniziative che soggetti pubblici e privati stanno già avviando in vista dell’Esposizione Universale 2015.

Il gruppo di ricerca sta lavorando per offrire ai visitatori di Expo 2015, un fuori Expo, analogo a quello che si realizza ogni anno durante il Salone del Mobile, che graviti su tutta la Lombardia e riutilizzi in modo sostenibile le risorse storiche, monumentali e culturali già esistenti sul territorio con vantaggi evidenti anche per il turismo.

Le iniziative di Expo diffusa e sostenibile interpreteranno il tema “Nutrire il Pianeta, Energia per la vita” in tutte le sue possibili declinazioni e lasceranno una solida eredità in grado di configurare, fin da ora, l’armatura della futura metropoli sostenibile.

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Per aprire un canale di relazione tra gli attori coinvolti nei vari progetti, il gruppo di ricerca ha messo a disposizione www.expodiffusa.it, uno spazio di partecipazione e collaborazione on line, di incontro e confronto che possa favorire le possibili sinergie a vantaggio della qualità delle ricadute territoriali.

L’obiettivo generale è quello di offrire ai visitatori, soprattutto ai giovani, una esperienza di vita sostenibile consentendo loro di sperimentare concretamente come sia possibile nutrire l’umanità salvaguardando l’ambiente, disciplinando i consumi, risparmiando energia e evitando gli sprechi: si pensa ad esempio a offerte di soggiorno a basso costo con possibilità di mangiare cibi biologici, alla possibilità di viaggiare sui mezzi a ridottissimo impatto ambientale, fare sport, visitare musei e perché no, divertirsi in grandi discoteche che non distruggano l’ambiente.

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Salter: 250 anni di storia tra tradizione, innovazione e precisione

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Il 2010 segna una tappa importante nella storia di Salter, azienda inglese specializzata nella produzione di bilance da cucina e bilance pesa-persona che commercializza i migliori prodotti per la misurazione del peso dal 1760.

Salter Housewares Ltd è sempre stata l’azienda leader in UK nella produzione di bilance. Oggi detiene il 40% del mercato ed è tra le prime aziende anche in Australia, Nuova Zelanda, Hong Kong, Malesia, Singapore, Emirati Arabi, Kenya, Cile e Portogallo. La storia di Salter Housewares Ltd ha inzio nel lontano 1760, nel villaggio di Bilstone in Inghilterra quando un artigiano del luogo, Richard Salter, realizza una bilancia di piccole dimensioni, funzionante “a gancio”, come l’attuale bilancia da pesca.

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Dopo 250 anni di storia, i prodotti Salter sono oggi sinonimo di alta qualità e massime prestazioni, in bagno ed in cucina: un know how di lunga tradizione si sposa con la tecnologia più moderna e con un design innovativo e funzionale.

Il risultato è una gamma di prodotti completa, in grado di soddisfare le esigenze della vita moderna, per chi desidera oggetti raffinati ed eleganti e al tempo stesso richiede soluzioni funzionali e pratiche per l’utilizzo di ogni giorno.

I prodotti Salter coprono prioritariamente due aree di utilizzo, il bagno e la cucina, offrendo soluzioni che coniugano l’originalità delle forme con l’affidabilità e la resistenza dei migliori materiali. Accanto alle funzioni delle bilance tradizionali, ogni prodotto della linea Salter si caratterizza per le impostazioni originali e per l’ampia offerta di caratteristiche aggiuntive: dal monitoraggio dei valori nutrizionali e dei parametri metabolici, alla capacità di misurare i liquidi, alla praticità di mescolare più ingredienti in un unico contenitore, alla funzione orologio.

SALTER per la cucina

1089 – BILANCIA MULTIFUNZIONE

Ampia ciotola integrata e pratico display a grandi caratteri fanno di questa bilancia un utile alleato per la realizzazione delle ricette più elaborate.  clip_image002Funzione “Aggiungi e Pesa” – consente di misurare tutti gli ingredienti contemporaneamente senza bisogno di svuotare il recipiente. E’ sufficiente infatti pesare il primo ingrediente, azzerare la bilancia e quindi aggiungere l’ingrediente successivo

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BILANCE PESA-PERSONA ELETTRONICHE

9054 – BILANCIA IN VETRO FUME’ NERO

Design elegante per una raffinata bilancia pesa-persona con piattaforma in vetro nero fumé e ampio display LCD con retroilluminazione.

clip_image004Realizzata con vetro temperato per aumentare resistenza e durata nel tempo

9056 – BILANCIA CIOTOLO

Interpretazione contemporanea della classica bilancia “Doctor Style” che ne ripropone le forme con una linea più sinuosa e arrotondata. La retroilluminazione con luce bianca e l’ampio display LCD contribuiscono a fare di questa bilancia un prodotto icona della nuova gamma.

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409 – BILANCIA STOW ANALOGICA COMPATTA

Design compatto e moderno per una bilancia da bagno che si adatta a tutti gli stili di arredo, riducendo l’ingombro con un’intelligente soluzione salva-spazio e aumentando la flessibilità.

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KLAT compie un anno: un nuovo sito, un nuovo numero

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A un anno dal lancio, KLAT rafforza la propria identità sul web con un nuovo sito e presenta il suo quarto numero. Già disponibile in versione digitale, il magazine di sole interviste allarga la prospettiva d’indagine con una piattaforma che aggrega un numero crescente di blog affidati ai nomi più noti e promettenti dell’arte contemporanea e del design.

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KLAT #04 propone le interviste esclusive a Yael Bartana,Rossella Biscotti,Daniel Gustav Cramer,Peter Eisenman,Bjarke Ingels,Fabio Novembre,Philippe Rahm e Thiago Rocha Pitta.

«Con il nuovo sito – dichiara Paolo Priolo,editore e direttore responsabile di KLAT – vogliamo ampliare la prospettiva d’indagine del magazine, aggregando decine e decine di blog gestiti direttamente da artisti, designer, architetti e specialisti. Continuiamo a dialogare con i protagonisti dell’arte contemporanea, del design e dell’architettura, ma affidiamo a loro la sequenza delle idee e delle opinioni. Klatmagazine.com, progettato da Luca Diffuse, è diventato un diario della creatività a più voci, un luogo di informazione e sperimentazione. Il processo creativo, le intuizioni e le opinioni dei vari blogger vanno a comporre un laboratorio polifonico aperto ai commenti degli utenti. L’obiettivo è lo stesso del magazine:esplorare le frontiere più avanzate della ricerca artistica e del progetto attraverso le parole e le immagini dei protagonisti. Cambiano, però, lo sviluppo e la durata dell’indagine: con i blog, tutto è più libero e imprevedibile, in continua evoluzione».

Lo scorso luglio avete lanciato la versione digitale di KLAT. Con quali risultati?
«Ottimi. La possibilità di leggere KLAT su iPad, ma anche su PC e su Mac, acquistandolo una sola volta, è stata molto apprezzata, in Italia e all’estero».

Cosa propone KLAT #04?
«Il quarto numero – prosegue Paolo Priolo – pone l’accento sull’euforia come agente creativo, principio generatore di idee, visioni e progetti. L’euforia di chi s’innamora della realtà, qualunque essa sia, e fa di tuttoper conoscerla e conquistarla. È un sentimento che ricorre tra gli intervistati di KLAT #04, tuttianimati da una motivazione non comune nelle sfide che li vedecoinvolti. Da Yael Bartana, che propone una riscrittura immaginificadella Storia auspicando il ritorno di tre milioni di ebrei in Polonia, a PeterEisenman, che proietta la Galizia nel mondo attraverso unaCittà della Cultura ancorata alla pietra e alla terra. Da BjarkeIngels, che riformula e rilancia le ambizioni dell’architettura al ritmo di “Yesis More”, a Philippe Rahm, che svela i segreti della realtàtrasformandola in un paesaggio immateriale. Da Fabio Novembre, fuoriclasse eccitato dal presente, a Rossella Biscotti, che ripercorreil passato alla ricerca di nuove incarnazioni. Fino a Thiago Rocha Pitta,irretito dal fascino della natura, e Daniel Gustav Cramer, sedotto dalle infinitesfumature della conoscenza».

Lacoverdi KLAT #04 è illustrata da Agnese Bicocchi (www.agnesbic.com) e i ritratti degli otto intervistati sono stati disegnati da Karen Hemmingsen (www.karenhemmingsen.dk).

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Cielle a tutto campo in occasione dell’edizione 2010 della Viscom

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Si è svolta durante la fiera VISCOM, manifestazione dedicata al mondo della comunicazione visiva, la premiazione del concorso “Il Bulino d’oro”, premio italiano dedicato all’incisione e fresatura leggera. Nella sezione dedicata all’Incisione Industriale, sponsorizzata da Cielle, azienda leader nel settore delle macchine per incisione, si è imposta la CIAK s.r.l.

La sponsorizzazione della sezione Incisione Industriale del premio Bulino d’oro ha segnato uno dei momenti della intensa partecipazione di Cielle a questa edizione di Viscom. L’azienda trevigiana, infatti, è stata molto attiva, presentando le sue macchine per incisione e attivando anche un importante laboratorio pratico.

Il ViscomLab, intitolato “Giochi di Luce – Backlight: la tecnologia per la diffusione della luce con il led nel mondo della visual communication” è stato organizzato in collaborazione con l’azienda COFI srl di Treviso e ha illustrato le possibilità della tecnologia Backlight e di un particolare software sviluppato dalla stessa Cielle per questo tipo di applicazione, utilizzabile sia da macchine a fresa che da macchine a laser. Grazie ad un’apposita maschera, l’utente inserisce nel software Incicam Backlight dei dati che vengono rielaborati da uno speciale algoritmo il quale crea direttamente il file per la lavorazione tramite macchina.

Grande successo ha poi avuto la presentazione della nuova Epsilon Cut, dedicata al settore della grafica e della pubblicità. La Epsilon Cut può essere considerata a tutti gli effetti l’evoluzione semplificata di Kappa – una delle prime tecnologie a marchio Cielle progettata per il settore due anni fa – e si differenzia dalla Epsilon Standard per alcune sostanziali migliorie. stata sensibilmente aumentata la corsa degli assi per permettere sessioni di lavoro più agevoli e rendere Epsilon CUT ideale per il settore della grafica, poiché vengono rispettate le misure standard dei supporti normalmente utilizzati nel mondo della stampa digitale per i grandi formati. Inoltre è stato studiato un nuovo mandrino capace di adattarsi a questa macchina e permetterle così di effettuare sia tagli a fresa che tagli tangenziali a lama.

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Grazie a queste importanti novità, Epsilon Cut è oggi la soluzione entry level per gli operatori del settore della grafica e della pubblicità, alternativa economicamente vantaggiosa rispetto agli strumenti professionali full-optional ma in grado di eseguire la maggior parte delle stesse operazioni.

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Il futuro all’ISIA non è più un’ipotesi

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Mercoledì 10 novembre, a partire dalle 14.30, nell’Aula Magna dell’ISIA di Faenza andrà in scena il futuro. Elena Marinoni, Managing Director dell’istituto di ricerca GPF, si cimenterà in una conferenza dal titolo esplicito: «Tomorrow Now». Nella società della comunicazione in continuo cambiamento, in un mercato fluido dove i gusti dei consumatori sono in continua evoluzione, rilevare i segnali deboli, comprendere le mode prima ancora che si affermino, gestire il cambiamento, rappresenta uno straordinario capitale, una chiave per il successo, un modo per essere precursori dell’innovazione.

Non si tratta di semplici divinazioni, bensì di avvalersi del trendwatching, un metodo di ricerca sociale capace di intercettare, prima che diventino fenomeni di massa, le evoluzioni del gusto, i fenomeni e le tendenze espressive che domani influenzeranno gli immaginari sociali. Una disciplina che ragiona glocal, osservando con occhio etnografico le tendenze locali che diventeranno onde planetarie. Più semplicemente: capire i nuovi gusti e anticiparli, farli propri.

In questa disciplina Elena Marinoni, e la società GPF, sono autorità internazionali. Gli studi della Marinoni si avvalgono di una rete di urbanwatcher (“osservatori”) in 25 città del mondo che sono luoghi di incubazione delle discontinuità del gusto.

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Non solo, lo scorso anno l’ospite dell’ISIA ha organizzato il Capri Trendwatching Festival, primo osservatorio di tendenze internazionali, che ha visto come relatori, fra gli altri, il sociologo Alberto Abruzzese, la trend forecaster Li Edelkoort, lo scrittore Bruce Sterling, e il guru di Wired Chris Anderson. Ci fosse ancora qualche dubbio sul Trendwatching, vi basti l’impressionante quantità di aziende che si avvalgono della collaborazione della GPF: da Telecom a Enel, da Fiat a Unicredit, solo per citarne arbitrariamente alcune. Ma il futuro non riguarda solo le aziende ma anche, e soprattutto, chi a vario titolo si interessa di innovazione, di progetto, di futuro. Un futuro che sarà illustrato, a studenti e a cittadini, presso l’ISIA di Faenza.

Per ulteriori informazioni: www.isiafaenza.it;

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